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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/06/2016  -  stampato il 10/12/2016


Considerazioni sulla parata del 2 giugno e sulla Compagnia d''Onore del Corpo

Rivivo, in un attimo, il gusto delle tante giornate assolate … su quella piazza d’armi così infinita alla ricerca di una assurda perfezione. Baschi allineati e ben curati, braccia e gambe unite in un movimento sincrono, sguardo fiero e testa alta. Prova su prova; cazziata dopo cazziata … Ti convincevi, pian piano, che non poteva che essere così; tutto doveva avere un senso, una linearità, un filo logico: la posizione, le movenze, perfino il timbro della voce nell’intonare quell’Inno d’Italia. Che esasperazione certe volte … bastava un’inezia, un errato cenno del capo dell’ultimo uomo giù in fondo per far ripartire le prove … tutte dall’inizio! Non parliamo poi delle cosiddette prove generali alla presenza degli organizzatori: nella sostanza un’altra spasmodica ricerca della perfezione, questa volta davanti ai marziani: non so come, ma di sicuro percepivano, da lontano, ogni imperfezione ... compreso il battito cardiaco … ma curavano davvero ogni aspetto, tutto!

Deciso, determinato e mai grezzo … l’addestramento per la Compagnia d’Onore non può che essere così; ancora oggi, nel vedere quei plotoni esercitarsi su piazza d’armi, rivedo lo stesso impegno, la stessa determinazione benché gli attori siano diversi.

Solo questa ricerca della perfezione, questo rincorrere movimenti sincroni, consente di vivere quella vera soddisfazione di Piazza del Quirinale che nasce solo quando sai di aver eseguito bene ogni singolo comando.

Tutto è curato a puntino: l’uniforme, le scarpe, le ghette, i bottoni, i capelli, la barba … ognuno mette in campo il meglio di sé per far quella bella figura, in termini di immagine, che fa molto bene al nostro Corpo.

Non è ammessa alcuna imperfezione, lo impone a TUTTI la libretta ... il vangelo per gli addetti ai lavori! TUTTI, organizzatori compresi! E già, perché tanto sacrificio, tanta dedizione, tanta attenzione finisce presto nel vento se, curato il capello, ci perdiamo in un bicchier d’acqua.

La celebrazione di qualche giorno fa al Dipartimento, per il ritiro della Bandiera, ne è la prova più evidente. Tanta trepidazione, ognuno al suo posto, tutti allineati e coperti … ma, nello schieramento per la resa degli onori al vessillo, la Banda del Corpo nella Compagnia d’Onore è stata collocata in fondo, per ultima in barba a qualunque basilare previsione della libretta.

Che amarezza! Che schiaffo ai minimi dettami … e che gran figuraccia agli occhi di chi queste “piccolezze” le coglie al volo!

Tanta ricerca della perfezione buttata al vento, rinchiusa nel più banale e grossolano degli errori. Eppure il posizionamento è provato e riprovato almeno un centinaio di volte! Come può essere possibile?

Ricordo, in un recente passato, un’altra grande imbarazzante occasione: al giuramento di un corso di Agenti, dopo mesi e mesi di buon addestramento, la solennità del momento li vide schierati al contrario, spalle alla bandiera, i bassi dietro e gli alti davanti!

In similari occasioni, oltre al grande rammarico per l’impagabile fatica sprecata, mi vien voglia di fermare tutto e gridare a  gran voce “fermi tutti … questa è una rovina”!

Di questa ultima sfilata ai Fori Imperiali….. che dire? Qualche “fuori passo” evidente …. ma se avessero compensato con la fierezza dell’appartenenza, la stessa che è esplosa, per esempio, sul volto delle Crocerossine davanti al Presidente della Repubblica, sarebbe stato sicuramente un gran successo!