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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/06/2016  -  stampato il 07/12/2016


Personale di Polizia penitenziaria del carcere di Monza

Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02908
presentata da
ANDREA MANDELLI 
martedì 7 giugno 2016, seduta n.637

MANDELLI, RICCHIUTI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

in questi giorni, secondo quanto si apprende da organi di stampa, è stata denunciata l'ennesima aggressione nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria del carcere di Monza;

protagonista della vicenda un giovane detenuto di etnia rom, condannato per violenza sessuale, rapina e ricettazione che, mentre era condotto nell'infermeria del carcere per una visita odontoiatrica, veniva trovato in possesso di un oggetto contundente giustificato come strumento di difesa dalle aggressioni di altri detenuti;

data la circostanza e considerati i precedenti del detenuto è stato disposto il suo isolamento. Alla notizia del provvedimento comminato a suo carico, l'uomo ha reagito con violenza, cominciando ad inveire contro il comandante della Polizia Penitenziaria ed arrivando addirittura a tentare di colpirlo scagliandosi poi contro gli agenti che cercavano di immobilizzarlo;

il fatto accaduto è stato denunciato dal segretario regionale della Lombardia del Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe);

quest'ultimo ha spiegato come il detenuto fosse già noto per precedenti aggressioni al personale di polizia, e per tali ragioni era già stato trasferito dalla casa circondariale di Busto Arsizio per motivi di ordine e sicurezza;

si è rischiato un epilogo drammatico, che poteva degenerare in uno ancora più grave, il quale è stato fortunatamente evitato dalla prontezza e dalla professionalità degli agenti in servizio;

si ricorda come nello stesso penitenziario, nell'ottobre 2015, fosse stata già denunciata una violenta rissa tra bande rivali, nella quale furono coinvolti 15 detenuti, tra i quali 2 feriti;

considerato che:

gli agenti di Polizia Penitenziaria sono spesso costretti ad intervenire tempestivamente mettendo in pericolo la propria incolumità;

secondo quanto dichiarato dal segretario generale del Sappe, il carcere non può continuare con l'esclusiva concezione custodiale che lo ha caratterizzato fino ad oggi, aggravata dalla mancanza di politiche di incentivazione al lavoro che condanna i detenuti all'apatia;

come in altre strutture in Italia, le celle del carcere di Monza sono sovraffollate e l'insufficienza dell'organico della Polizia Penitenziaria, 373 unità effettive su 419, rende difficoltosa la gestione interna della struttura, soprattutto se si considera che vi sono rinchiusi circa 600 detenuti a fronte di una struttura prevista per 400,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei disagi della forza di Polizia Penitenziaria della casa circondariale di Monza, sita in via San Quirico n. 6;

se non ritenga opportuno intervenire per sopperire alla carenza di organico all'interno della struttura e quali iniziative intenda assumere per evitare il ripetersi degli avvenimenti riferiti.

(3-02908)