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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/06/2016  -  stampato il 09/12/2016


Il bollettino di guerra delle carceri italiane

Ormai nella carceri italiane è un bollettino di guerra: ogni giorno aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria, oltraggi, sputi, lancio di feci, di sangue infetto, mega risse tra detenuti di diverse etnie, prevaricazioni, minacce, aggressioni violente a detenuti … insomma un quadro davvero sconfortante ed in mezzo ci siamo noi i poliziotti penitenziari.

Mai come in questo ultimo periodo, più o meno da quando è stata applicata nelle carceri italiane la famigerata sentenza Torreggiani, noi poliziotti penitenziari, abbiamo prese legnate così forti ed in tale quantità.

Basta collegarsi con qualsiasi sito sindacale per rendersi conto di quanta violenza ai danni di un Corpo di Polizia dello Stato viene perpetrata ogni giorno da parte di chi anziché espiare la pena soffrendo, ma con dignità, espia le proprie colpe con l’arroganza propria di chi sa di essere IPERGARANTITO da uno Stato che ha abbassato la guardia e che per certi versi ha abbandonato un Corpo di Polizia al proprio destino.

E’ vero, l’impressione che si ha in periferia è questa: chi ci governa da tutto ai detenuti, spazi, giochi, cultura, sport; facciamoli diventare meccanici, agricoltori, forniamoli di titoli di studio o attestati che possano inserirli nel mondo del lavoro; da poco o niente alla Polizia Penitenziaria.

La Polizia Penitenziaria in periferia si sente perfino abbandonata dai propri sindacati, incapaci di trovare nuove strategie di lotta e di protesta contro un governo, contro dei dirigenti che appaiono sordi ad ogni invocazione di aiuto.

Nelle carceri entrano telefonini, droga e quant’altro e noi assistiamo impotenti a tutto ciò, o meglio cerchiamo di arginare per quanto possibile questi fenomeni, con i pochi mezzi e i pochi uomini che sono rimasti.

Ma in mezzo a tutto questo disastro cosa pensano i nostri burocrati? Alle statistiche, a come è organizzato l’istituto, a quanti colloqui fanno i minori con i propri padri detenuti, se c’è il collegamento Skype per le telefonate, a quanti tossicodipendenti potrebbero fruire dell’affidamento in prova al servizio sociale e quanti quintali di frutta e verdura sono stati prodotti dal lavoro agricolo dei detenuti in quel carcere …

E’ importante l’inserimento dell’evento critico che deve essere fatto in tempo reale, non è altrettanto importante, e mai succederà, ricevere una telefonata in tempo reale di un alto papavero che ti dice con voce suadente: "Coraggio … continua così … apprezzo il tuo lavoro. Sei prezioso per questa Amministrazione!!!"

E’ più facile che vi telefoni in Istituto Papa Francesco ...