www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/06/2016  -  stampato il 09/12/2016


E parlando di dirigenza, qualcuno ha sussurrato il nome degli Ufficiali ...

Nella stanza dei bottoni del DAP, laddove si decide cosa vive e cosa muore, sempre più spesso si organizzano tavoli (dicono) tecnici destinati ad affrontare, e risolvere, spinose questioni!

L’ennesima impervia sfida recentemente al vaglio di questi tavoli è quella relativa alla Dirigenza del Corpo di Polizia Penitenziaria, questa nostra grande sconosciuta!

Tra le mille bolle blu delle proposte che hanno volteggiato nell’aere (qualcuna anche molto fantasiosa) sembra sia stata sussurrata l’idea di ricorrere agli Ufficiali del Disciolto Corpo degli Agenti di Custodia quale soluzione più immediata, e meno astratta di altre, con cui tentare di rimettere in carreggiata una macchina finita fuori strada.

Soluzione decisamente ambiziosa, soprattutto per gli obiettivi!

Benché gli Ufficiali del Disciolto Corpo viaggino su questa malandata “macchina” da più di un ventennio, conoscendone molto bene i pochi pregi ed i tanti difetti, il primo grande dubbio che sorge è sul loro numero: troppo pochi quelli veramente capaci di rimetter mano alla riparazione e troppo grande il danno da aggiustare!

La seconda grande perplessità concerne la realizzazione pratica di questa idea progettuale: incaricato dello studio di fattibilità parrebbe essere un Ufficiale del Disciolto Corpo da sempre avvezzo alle pratiche burocratiche del DAP, esperto conoscitore del contesto penitenziario soltanto per quello che si vede dalle centrali scrivanie.

Sarebbe stato forse più appropriato scegliere un Ufficiale direttamente operante sul campo? O forse proprio questa scelta è già di per sé il solito preludio, quello che racconta come andrà a finire questo velleitario tentativo di recuperare qualche pezzo di dignità?

Se ancora una volta si predica bene e si razzola male lo scopriremo più in là.

Nel frattempo, se da qualche parte sovviene il pensiero di un ritorno al passato, di una involuzione normativa, dall’altra parte qualcuno riflette seriamente sulle effettive potenzialità dell’ idea, sulle opportunità di crescita che questa proposta potrebbe offrire al Corpo di Polizia Penitenziaria atteso che, comunque, ancora oggi i vertici continuano ad essere senza uniforme, con tutte le conseguenze negative che questo comporta e ha comportato.

Del resto, però, sono proprio quegli stessi vertici che hanno in mano la penna per scrivere le leggi, i codici e i codicilli e, non so perché, ogni qual volta intravedo uno spiraglio di crescita per il Corpo mi torna alla mente una delle Leggi di Murphy scritte da Arthur Bloch: “Se i fatti sono contro di te, contesta la legge. Se la legge è contro di te, contesta i fatti. Se i fatti e la legge sono contro di te, strilla come un dannato”.