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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/07/2016  -  stampato il 10/12/2016


I racconti del Commissario Ultimo. Le stanze dell''amore

Il magnaccia albanese Adan Hasani, detenuto nella Sezione Protetti del carcere di San Crispino, della città di Garantopoli, drizzò le orecchie quando al Telegiornale delle 20.00 ascoltò l’intervista del Ministro della Giustizia, Paladino: a giorni, in tutta Ipocrilandia, sarebbero entrate in funzione le “stanze dell’amore”.

Disteso sulla branda della sua fetida cella in compagnia di altri due stupratori di turiste e un violentatore di bambini pensò che tutti i detenuti avrebbero avuto il diritto, di lì a pochi giorni, di fare sesso con le mogli, con le compagne, con le fidanzate; ma anche coloro che avevano un orientamento sessuale diverso avrebbero potuto fare sesso due volte al mese con il compagno gay o con la compagna lesbica. Ma il Ministro Paladino era andato oltre. Anche i detenuti che non avevano legami stabili avevano diritto all’ora di sesso.

Per arrivare a questo risultato aveva convocato le migliori menti di Ipocrilandia, tutta gente che il carcere l’aveva visto da lontano, in un gruppo di lavoro eterogeneo: ex terroristi, deputati consumatori abituali di cannabis, presidenti di associazioni gay, homeless, ex detenuti tossicodipendenti, nani, ballerine, domatori di leoni e persino sessuologhe di fama mondiale.

A nessuno sarebbe stata negata l’ora del sesso. I detenuti che non avevano legami stabili potevano fare sesso con “amiche” o con “trombamiche” come erano state battezzate subito dalla destra nazionalista che invece si batteva per la castrazione chimica e per l’evirazione in piazza dei colpevoli di violenze sessuali su minori. I detenuti non avrebbero dovuto dimostrare nulla sulla “veridicità” dell’amicizia, la direzione del carcere non avrebbe dovuto chiedere informazioni alla Polizia Municipale sui precedenti e sulla condotta della trombamica. Insomma il sesso per tutti avrebbe fatto ingresso nelle carceri di Ipocrilandia, nonostante le deboli proteste degli agenti carcerari ridotti ormai a guardoni di Stato.

Hasani subodorò l’affare. Magnaccia incallito e trafficante di donne pensò che fosse stato un buon affare offrire donne compiacenti a tutti quei detenuti, liberi da legami affettivi stabili, ma desiderosi di fare qualche ora di sesso al fine di diminuire la tensione nelle carceri – così come aveva dichiarato il Capo di tutte le carceri di Ipocrilandia, una donna ancora piacente soprannominata dalla stampa di destra “Vedova Inconsolabile”.

Il magnaccia albanese si organizzò subito e nel giro di qualche giorno già raccoglieva le prenotazioni: "Tu fai pagare 150 euro a mio cugino che ti darà nome di tua nuova amica Irina Selimovic che devi indicare nella domandina al Direttore e con la quale tu fare sesso … tu porta 150 euro a mio cugino e fai domandina per fare sesso con Susana Hanka tua nuova trombamica … "

Hasani continuò così per giorni, a riscuotere denaro fuori dal carcere tramite un complice; rispondeva anche alle lettere che gli inviavano i detenuti di media sicurezza che in questo caso non disprezzavano il magnaccia in quanto “protetto”.

Insomma ... all’entrata in vigore delle stanze dell’amore nelle carceri di Ipocrilandia, il magnaccia albanese detenuto a Garantopoli, grazie al Ministro Paladino e alla Vedova Inconsolabile, aveva trovato il modo di allargare il suo business.