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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/06/2016  -  stampato il 04/12/2016


Perché voterò no al referendum

Sono un Comandante di Reparto di periferia, uno di quelli che non viene inserito nelle Commissioni che contano, né al consiglio regionale di disciplina, mai lavorato al PRAP all’ombra del Provveditore, mai chiamato a fare il docente né tantomeno convocato a Roma per partecipare attivamente alla parata del 2 giugno o alla Festa del Corpo ... insomma per me c’è solo il lavoro quotidiano nella carceri; autolesionismo, monitoraggio detenuti islamici, statistiche a go go, equipe di osservazione, attacchi sindacali quotidiani, ecc. Credo di essere uno di quei pochi ed eroici funzionari del Corpo che cercano giornalmente di arginare la tracotanza della criminalità all’interno delle carceri italiane.

Ogni giorno, operare all’interno delle carceri italiane è come fare una lenta discesa agli inferi, dove i reparti detentivi diventano “gironi danteschi” e i diavoli sono i detenuti distinti nei gironi per i reati commessi: e così c’è il girone dei pedofili, dei pazzi, degli autolesionisti, dei mafiosi e così via. Ma a differenza di Dante e Virgilio noi non siamo viaggiatori attraverso la selva oscura, noi siamo parte integrante di questo inferno per nulla mitigato dalle concessioni derivanti dalla Sentenza Torreggiani … anzi …

Per capire dove siamo arrivati basta collegarsi con qualsiasi sito sindacale per avere una foto reale della situazione carceraria italiana. C’è da dire che molte notizie per quel senso di malcelata vergogna non escono sui media, anzi si cerca in tutti i modi di non far trapelare le notizie all’esterno, quasi fossimo noi colpevoli delle aggressioni, delle evasioni e tentate evasioni, delle morti  dei detenuti, delle risse ai passeggi.

Pertanto se sommiamo agli eventi eclatanti anche le migliaia di eventi critici non altrettanto eclatanti ma sicuramente estremamente logoranti, abbiamo un quadro preoccupante, al limite del collasso; perché la verità è che il sistema carcere sta collassando.

Negli ultimi tempi, spesso mi sono chiesto di chi è la colpa di questo gravissimo stato di cose, dove il 90% dei poliziotti penitenziari vengono riformati dalle CMO per stato ansioso depressivo, e se 120 poliziotti penitenziari si sono suicidati in dieci anni; mi sono chiesto perché se, all’esterno del carcere,  un ragazzo muore dopo una partita di calcetto o un giovane viene colto da infarto mentre si fa la doccia nessuno si chiede”perché?” mentre se un ragazzo muore in carcere, per morte naturale – magari perché ha una storia di tossicodipendenza alle spalle – si scatena il finimondo e si deve cercare un colpevole ad ogni costo; mi sono chiesto in questi ultimi anni chi dovevamo ringraziare per avere fatto confluire migliaia di detenuti PAZZI nelle carceri, avendo chiuso tout court gli OPG – l’ex Sindaco Marino? Una certa politica accondiscendente ed ipergarantista? Il Governo? Chi dobbiamo ringraziare per aver trasformato il nostro lavoro (che già era pesantissimo) in un vero inferno?

Mi sono chiesto se fosse il caso di prendere un rapporto disciplinare telefonando direttamente al Capo del DAP o dell’Ufficio detenuti per gridargli in faccia: Perché nella stragrande maggioranza delle proposte di 14 bis formulata dai Comandanti di Reparto NON ritenete opportuno applicarlo? Tanto ... mica ci siete voi a combattere in prima linea con i prevaricatori, con i promotori di proteste, con i violenti …

Mi sono chiesto, se è normale, che un Ministro “fotografi” gli organici della Polizia Penitenziaria ad una certa data e certifichi quel dato come “il numero di personale occorrente per il Corpo di … ” senza tenere in alcun conto dell’età anagrafica avanzata dei poliziotti, del ricambio generazionale inesistente, dello stress, delle morti per suicidio, ma senza nemmeno fare degli investimenti in tecnologia che potessero in qualche modo giustificare la mancanza di arruolamenti.

Mi sono chiesto, infine, come è possibile continuare ancora a sfornare concorsi farsa, dove i partecipanti arrivano con le risposte in tasca, quando ci sono gli idonei dei precedenti concorsi che aspettano di essere chiamati da anni; com’è possibile  che la politica si interessi solo degli stati generali, per delineare il carcere del futuro senza nemmeno sentire il parere di un poliziotto penitenziario che lavora in prima linea?

La colpa dell’abbandono delle carceri è della politica e sbaglia il sindacato quando organizza le solite manifestazioni di protesta sotto il Ministero o il DAP; occorre a mio parere una protesta politica e siccome la protesta va indirizzata contro chi è al Governo, il sindacato (chiaramente escludo i sindacalisti che in passato sono stati candidati fianco a fianco con persone che hanno accusato, ingiustamente, di misfatti la Polizia Penitenziaria) dovrebbe denunciare pubblicamente lo stato di abbandono delle carceri e formulare una protesta politica eclatante quale potrebbe essere il votare NO al referendum per il solo piacere di mandare a casa Renzi e compagni.

Che questo governo sappia che un Corpo di Polizia Penitenziaria che  da qualche anno lancia grida di aiuto ma non viene ascoltato, continuerà a fare il proprio dovere pur tra mille difficoltà ma voterà contro questo Governo colpevole di avere abbandonato la Polizia Penitenziaria in favore di una politica sempre più a senso unico in favore dei detenuti.