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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/07/2016  -  stampato il 08/12/2016


Spuntano i verbali delle proposte di promozione per meriti eccezionali del "corridoio magico". La realtÓ supera l''immaginazione!

A volte capita che la realtà superi l'immaginazione.

Questo è successo al DAP sulla questione delle promozioni alla qualifica superiore nel Corpo di Polizia Penitenziaria, per meriti eccezionali.

LEGGI LA NOTA DI PROTESTA DEL SAPPE: PROMOZIONI PER MERITO STRAORDINARIO "A PIOGGIA". MA QUANDO LE DARANNO A CHI LAVORA IN CARCERE, IN PRIMA LINEA?

Il 5 maggio duemilasedici, un mese prima dell’anniversario del 199° anno di fondazione del Corpo, si sono riunite le commissioni per esprimere i pareri sulle proposte di promozione per i colleghi che, come recitano gli articoli 51, 52, 53 del Decreto legislativo 443 del 1992, “abbiano compiuto operazioni di servizio di particolare importanza, dando prova di eccezionale capacità, o abbiano corso grave pericolo di vita per tutelare la sicurezza e l'incolumità pubblica, dimostrando di possedere le qualità necessarie per bene adempiere le funzioni della qualifica superiore”.

Sono due le promozioni che si fa fatica a credere siano state proposte ed approvate all’unanimità dai dirigenti del DAP competenti per i rispettivi Ruoli: una promozione per P. B. da Ispettore Capo a Ispettore Superiore e un’altra per R. N. da Sovrintendente a Sovrintendente Capo.

Di seguito vi proponiamo la lettura soltanto delle motivazioni della prima, già molto ampie e indicative delle linee guida del DAP, a cominciare dai suoi vertici.

Per la lettura del verbale integrale e senza censure, vi rimandiamo al documento pubblicato in Area riservata di Piazza d'Armi della Polizia Penitenziaria.

Come specificato nel verbale della seduta unica delle commissioni, ambedue le motivazioni delle promozioni sono maturate nel contesto delle iniziative messe in piedi dal DAP per adempiere alle direttive CEDU in seguito alla sentenza “Torreggiani e altri contro Italia” dell’8 gennaio 2013.

 

APPLICATIVO INFORMATICO SPAZI/DETENUTO

Per scongiurare le sanzioni previste dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, oltre alle iniziative quali la cosiddetta “sorveglianza dinamica” e le celle aperte per tutta la giornata (che stanno causando gravi problemi di gestione delle carceri e gravissime ripercussioni sull’incolumità degli Agenti penitenziari), il DAP ha istituito anche un gruppo di lavoro denominato “Torreggiani - Applicativo Informatico Spazi/Detenuto” a firma dell’allora Vice Capo DAP Francesco Cascini.

La prima promozione esaminata dalla commissione “Ispettori” (art. 53 443/92) è quella dell’Ispettrice P. B. la quale, stando alla relazione citata nel verbale e redatta dall’Ispettore Superiore Sostituto Commissario R. M., Coordinatore dell’Unità Operativa C.E.D.U., avrebbe dato prova di possedere quelle “eccezionali capacità, o abbiano corso grave pericolo di vita per tutelare la sicurezza e l'incolumità pubblica, dimostrando di possedere le qualità necessarie per bene adempiere le funzioni della qualifica superiore”.

Ma entriamo nel vivo delle motivazioni con un preavviso: dovete avere la forza di leggere fino in fondo e la fermezza di trattenere i conati di vomito mentre leggerete …

Come specificato nel verbale della commissione, la relazione del Sostituto Commissario, per motivare l’opportunità di promuovere i due del cosiddetto “corridoio magico” (vale la pena di specificare che il corridoio dove prestano servizio i due è parallelo all’altro corridoio magico del Capo DAP e anche comunicante con esso tramite un passaggio “segreto”) fa riferimento prima di tutto ad una serie di attività che sono state “propedeutiche all’allineamento ed alla correzione dei dati presenti nel Sistema SIAP/Afis “Monitoraggio celle e spazi detentivi”, nonché preliminari all’esame completo fedele e tempestivo delle informazioni presenti nell’applicativo 3 - “Rilevazioni Lavori Camere Detentive”, nella parte riguardante la verifica della destinazione d’uso delle stanze di pernottamento.”

Avete letto fino a qui? Vi siete resi conto anche voi che il DAP, nell’anno domini 2014 non aveva a disposizione un report che permettesse al Capo DAP e suoi Dirigenti Generali di conoscere dettagliatamente quanti detenuti soggiornassero in ogni singolo spazio detentivo delle carceri italiane (e mancava anche il dato della misura di ogni singolo spazio) così da poter fare un raffronto di quanti metri quadrati avesse a disposizione ogni singola persona detenuta?!? La cosa non ci deve stupire, infatti, solo fino a qualche anno fa il DAP non conosceva l’esatto indirizzo delle proprie carceri e prova ne è che ogni mese, il corriere incaricato di distribuire presso le carceri la rivista ufficiale del DAP (oggi non più pubblicata), lamentava il fatto che l’indirizzo di una quarantina di carceri (che gli aveva fornito il DAP stesso) era sbagliato e si ritrovavano o in aperta campagna oppure di fronte ad abitazioni private!!!

Ma ora viene la parte “migliore” che indica come i nostri colleghi da promuovere abbiano, in pratica, risolto l’atavico problema. Li avevamo lasciato alle prese con il loro inserimento dati, ma il verbale che cita la relazione prosegue …

 

STRAORDINARIA IDEA/INTUIZIONE

“Conclusa la fase di verifica e controllo compiuto con un raffronto con l’Isp. Sup. Sost. Comm. R. M., in servizio presso la Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento, si è proceduto ad inserire, nell’ambito della predetta applicazione, la possibilità concreta di individuare le camere detentive sovraffollate in base al rapporto detenuti/metri quadri, nonché le stanze che, sulla base del predetto rapporto, permettessero di allocare i ristretti risultati in esubero. La realizzazione di tale idea/intuizione (chi di voi sarebbe mai riuscito a concepire l’idea che per calcolare gli spazi detentivi a disposizione di ciascun detenuto in una cella si potesse/dovesse dividere il numero dei ristretti per i metri quadri della cella stessa? Siate sinceri!) predisponendo appositi “campi” (termine tecnico con cui si indicano concetti a cui si può assegnare un valore - ndr) nell’applicativo già in uso ha consentito di conseguire l’importante obiettivo di ridistribuire adeguatamente, senza che si determinassero situazioni di sofferenza allocativa, l’intera popolazione detenuta presente in tutte le strutture penitenziarie dello Stato italiano”.

Sembra uno dei lanci di agenzia del periodo fascista, quando un’inezia o addirittura un insuccesso, lo si propagandava come un importante italico primato! Ma per cortesia … In venti anni l’amministrazione penitenziaria non è riuscita ad avere un database che memorizzasse la capienza di ogni singola cella, non è riuscita ad avere sotto mano un’applicazione che riportasse l’esatto numero di spazi detentivi disponibili e associarli alle persone ivi ristrette e “oggi”, il 5 maggio 2016, tre commissioni si riuniscono sotto la presidenza del Vice Capo del Dipartimento e decidono di promuovere all’unanimità un Ispettore Capo alla qualifica superiore di Ispettore Superiore per aver avuto la brillante “idea/intuizione” di dividere i detenuti allocati in una cella per i metri quadri della cella stessa?!?

Non è finita qui. Le motivazioni portate a supporto della promozione continuano …

 

IL REPORT MAGICO

“In pratica, è stato concepito un report capace di mostrare l’effettivo numero di mq a disposizione per ogni singolo soggetto ristretto in relazione ai mq della stanza detentiva. Grazie all’apporto informatico di un’unità di personale in servizio presso l’Ufficio per lo Sviluppo del Sistema Informativo Automatizzato (semmai l’unico che abbia effettivamente lavorato nonostante abbia svolto il compito da programmatore per cui viene impiegato - ndr), il report è stato strutturato in modo tale da consentire la visualizzazione dei dati a livello nazionale, di Provveditorato e di Istituto. Va premesso che tale report si basa esclusivamente sulle informazioni presenti nel sistema SIAP/Afis. Nell’estrapolare il rapporto mq/soggetto, tenendo conto delle indicazioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, i risultati ottenuti sono stati raggruppati in tre categorie, allo scopo di evidenziare il numero dei soggetti al di sotto dei tre mq, quelli compresi tra tre e quattro metri quadri e quanti al di sopra dei quattro mq. Contestualmente al raggruppamento detenuto/mq, sono stati predisposti dei “marcatori” capaci di individuare, in automatico (e sottolineo, in automatico - ndr), le celle che avessero un numero di occupanti tali da non garantire uno spazio detentivo, per singolo detenuto, di almeno tre mq, e quelle con capacità ricettiva non utilizzata, ovvero idonea ad incrementare il numero degli occupanti, pur garantendo almeno tre mq di spazio detentivo per detenuto. Tale proiezione è stata predisposta sia a livello di Provveditorato, come dato aggregato di celle sovraffollate e disponibili, che di Istituto, in questo ultimo caso a livello di singola cella ed aggregato a livello di reparto/sezione.”

Che intuizioni! Che invenzioni! Che meraviglia di prodigio della tecnica moderna! Il DAP per una volta è riuscito a concepire una simile applicazione informatica (e stavolta senza fare ricorso a dispendiosi contratti con ditte esterne) per aggiungere un campo ad una tabella e partorire un report che, attraverso un calcolo complicatissimo per fortuna a carico di un computer potentissimo, riuscisse a stampare nero su bianco (ma forse sono riusciti anche a stamparne una copia a colori per il Ministro) una serie di fogli di carta in cui sono riportati i risultati della divisione: detenuti fratto metri quadri. E tutto questo per ogni spazio detentivo delle carceri dello Stato italiano! E addirittura sono stati predisposti dei report con dati aggregati per ogni singolo istituto e Provveditorato!!! Ma si è andati oltre …

"Inoltre il medesimo report è stato concepito per mostrare anche ulteriori informazioni riguardanti gli occupanti la stanza detentiva: matricola, posizione giuridica, circuito, fine pena provvisoria e definitiva (addirittura?!? - ndr); allo stato attuale l’applicazione è stata ulteriormente implementata, tanto che, tramite la consultazione dell’applicativo, è possibile acquisire un numero davvero eccezionale di notizie aggiornate in tempo reale.”

Ma a chi si deve la predisposizione di un simile apparato di intelligence? Ce lo dice il verbale.

 

TUTTO EBBE INIZIO CON GIOVANNI TAMBURINO

“Con nota GDAP-01114991 del 25/03/2014, l’allora Capo del Dipartimento Dott. Giovanni Tamburino ha istituzionalizzato l’applicazione de qua denominandola formalmente “Applicativo Spazi/Detenuto (acronimo A.S.D.). Infine, con ordine di servizio nr. 1158 del 27 gennaio 2015, il Signor Capo del Dipartimento ha confermato l’Ispettore Capo B. quale componente del Gruppo di Lavoro, disponendo che il personale si occupi esclusivamente delle attività del Gruppo, riferendo con cadenza settimanale direttamente al vertice dipartimentale. La nota sopra richiamata, nel prosieguo, evidenzia lo specifico contributo e l’apporto indispensabile fornito per la realizzazione del progetto e l’attuazione dei lavori dell’Ispettore Capo P. B., che ha adempiuto - a tempo pieno e sistematicamente -. a molteplici e complesse attività per il pieno sviluppo e la completa utilizzazione dell’applicativo informatico; applicativo che rappresenta, allo stato, il sistema più avanzato per definire l’insieme di relazioni tra detenuti e spazi detentivi, consentendo non solo di conoscere il numero dei detenuti presenti nei singoli istituti, la loro collocazione all’interno dell’Istituto e lo spazio disponibile per ogni singolo detenuto, ma anche offrendo una serie di altre informazioni, relative al detenuto (colloqui, provenienza, coabitazione con altri ristretti, ecc.).”

Il verbale prosegue ancora …

“La nota integrativa più volte citata conclude rilevando che in considerazione dei termini stabiliti dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, nonché gli obiettivi che l’Amministrazione penitenziaria ha dovuto conseguire in tempi ristretti, tenuto conto dei risultati raggiunti grazie al ricorso dell’applicativo A.S.D., … deve essere riconosciuto al succitato Ispettore il merito di aver contribuito in maniera determinante alla riorganizzazione ed alla gestione degli spazi in linea con le indicazioni dell’Europa. In relazione a quanto sopra evidenziato - visto il valido ed indispensabile apporto concettuale ed operativo sopra descritto, i risultati conseguiti sul piano internazionale con la seguente archiviazione del caso Torreggiani e l’apprezzamento manifestato dalla UE riguardo le riforme introdotte nel nostro Paese nella gestione dei detenuti e le dichiarazioni di soddisfazione dell’On.le Ministro della Giustizia riportate nel comunicato Ansa del 8 marzo 2016 - la Commissione ritiene che sussistano i presupposti necessari per deliberare la promozione per merito straordinario alla qualifica superiore dell’Ispettore Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria P. B., con decorrenza dall’8 marzo 2016.”

Ogni commento e valutazione del caso lo lascio a chi ha avuto la forza di leggere fin qui ...

Per la lettura del verbale integrale e senza censure, e per conoscere i componenti delle commissioni, vi rimandiamo al documento pubblicato in Area riservata di Piazza d'Armi della Polizia Penitenziaria.

 

LEGGI LA NOTA DI PROTESTA DEL SAPPE: PROMOZIONI PER MERITO STRAORDINARIO "A PIOGGIA". MA QUANDO LE DARANNO A CHI LAVORA IN CARCERE, IN PRIMA LINEA?

 

 

La stessa mano pronta a firmare le promozioni del corridoio magico è presa dai crampi quando deve firmare per chi se le merita davvero!

 

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