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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/07/2016  -  stampato il 04/12/2016


Schizza il numero di detenuti ed eventi critici in carcere. Ora fatti, non parole!

Sale a quota 54.002 il numero dei detenuti presenti oggi nelle carceri italiane. Sono dunque pressoché esauriti gli effetti delle leggi svuotacarceri e gli istituti di pena ritornano ad essere significativamente affollati, a tutto discapito del lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria. 

54.002 detenuti presenti rispetto a una capienza regolamentare di poco superiore ai 44mila posti letto effettivamente disponibili è un segnale preoccupante, che va a incidere pesantemente sul lavoro dei Baschi Azzurri. 

Le regioni più affollate sono Lombardia (8.016), Campania (6.887), Lazio (5.904) e Sicilia (5.885). Ma tutte, proprio tutte, le carceri sono affollate oltre la capienza ordinaria. 

Poco dunque è cambiata la situazione penitenziaria del Paese: Se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non far nulla. Ed è grave che sia aumentano il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto.

Chi sostiene il contrario, mente sapendo di mentire. Ed anche chi prima sosteneva il nuovo corso trattamentale dell’Amministrazione Penitenziaria (ma sono trattamento e rieducazione a far stare i detenuti liberi nei corridoi delle sezioni detentive a non far nulla,
con controlli sporadici della Polizia Penitenziaria?) si è dovuto ricredere, vedi talune clamorose conversioni sulla via di Damasco… 

Dal primo giugno ad oggi (27.06.2016), abbiamo contato purtroppo il suicidio di un nostro collega a Trieste, l’aggressione di un detenuto rom a nostri Agenti a Monza, il suicidio di un ristretto a Verona, un’altra aggressione a Reggio Calabria, una rissa a Gorizia con sei feriti, un altro ristretto che a Monza si è prima barricato in cella ed ha poi aggredito gli Agenti, un suicidio sventato a Lucca, altri suicidi in cella a Massa e a Firenze Sollicciano, lancio di feci ed aggressione ad Agenti a Sassari e Vigevano, un detenuto che si è cucito
la bocca ed ha poi tentato il suicidio (salvato!) a Terni, il rogo con violenza nel carcere minorile di Quartucciu, una rissa tra detenuti a Potenza, una cella devastata da un ristretto africano a Reggio Calabria, due tentativi di evasione sventati a Frosinone e a Civitavecchia, un Agente aggredito a Agrigento, uno scambio di cocaina tra detenuti stroncato a Cassino, una rissa tra detenuti nel carcere minorile di Nisida, un altro incendio in cella a Matera, due Agenti aggrediti a Saluzzo, un tentato suicidio di una detenuta a
Uta, l’evasione di due detenuti ristretti nel carcere minorile milanese di Beccaria, un detenuto che ha tentato il suicidio a Rieti... 

Un bollettino di guerra, insomma, che ha visto spessissimo nel ruolo delle vittime, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria che in altri casi hanno sventato suicidi, salvato vite da incendi e da rivolte. 

Dove sono le anime candide e pie, sempre pronte a intervenire sui temi penitenziari schierandosi a prescindere dalla parte dei detenuti, sempre pronti a criminalizzare gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria senza avere una conoscenza a 360° dei fatti? 

Quel che ho elencato è quel che accade nelle nostre carceri, quel che quotidianamente vivono sulla propria pelle le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, maltrattati e bistrattati persino quando avrebbero diritto a mangiare in mensa (le condizioni vergognose delle mense Agenti di Sassari e di Vasto e la scarsezza del cibo servito a Terni, realtà che hanno visto le forti e vibrate proteste dei rappresentati del SAPPE e del Personale, sono comuni a tantissime altre mense di altre carceri italiane più di quel che si possa immaginare...). 

Non solo. Nonostante la Polizia Penitenziaria è carente in organico di 8mila Agenti, la Legge di stabilità ha bocciato un emendamento che avrebbe permesso l'assunzione di almeno 800 nuovi Agenti, a partire dall’assunzione degli idonei non vincitori dei precedenti concorsi, già pronti a frequentare i corsi di formazione. Su tutto questo, attendiamo ora interventi e soluzioni concrete dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando e dal Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo. 

Non è più tempo di chiacchere. Come recita il motto del SAPPE, Res non verba. Fatti, non parole. 

E mai come oggi sono necessari fatti concreti!