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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/01/2016  -  stampato il 08/12/2016


Esproprio dell''isola dell''Asinara nel 1885: la relazione del Ministro Agostino Depretis

Nel 1885 spinto da una grave crisi di colera, il Governo decise di istituire un lazzaretto a Cala Reale e una colonia agricola penale a Cala d’Oliva. La Legge n.3183 del 28 giugno 1885 autorizzava quindi l’espropriazione dell’Asinara.

Per arrivare a questo, il 16 giugno 1885, l'allora Presidente del Consiglio dei Ministri, e Ministro dell'Interno, Depretis presentò una relazione in Parlamento con la quale sosteneva la necessità di improntare una colonia agricola penale ed un lazzaretto sull'isola dell'Asinara.

L'intervento fu il seguente: «Onorevoli Signori, il Governo si è da qualche tempo vivamente preoccupato dell'assoluta necessità di sopprimere i lazzaretti del Varignano e di Nisida, i quali, sia per la loro conformazione, sia per le speciali condizioni della località in cui trovansi situati, prossimi a grandi centri di popolazione, più non rispondono alle esigenze delle leggi sanitarie, e sono condannati all'unanime verdetto della pubblica opinione.

In seguito ad una accurata ispezione della località, la Commissione presentava un motivato rapporto in data 7 maggio u.s. col quale dichiarava aver riconosciuta perfettamente appropriata ed adatta l'isola dell'Asinara all'impianto del lazzaretto proposto, facendo soltanto qualche riserva per la quantità dell'acqua potabile, che dalle sommarie investigazioni fatte nell'atto della sua visita, non era accertato in modo assoluto potersi avere in proporzioni corrispondenti ai bisogni.

Vi sono ora tre piccoli centri di popolazione a Caia d'Oliva neila parte superiore, alla  Reaie nella parte centrale, ed ai Fornelli in quella meridionale verso Capo Falcone. La popolazione è in complesso di poco superiore ai quattrocento abitanti, divisa in una cinquantina di famiglie, che vi esercitano l'agricoltura e la pastorizia.

L'isola misura una superficie di ettari 5.192, dei quali soltanti ettari 6.55 circa sono di proprietà demaniale, gli altri di proprietà privata ripartita fra cinquantun proprietari, e così divisi:

Bosco selvatico - ettari 87

Coltivati - 450

A pascoli naturali - 2600

Gerbidi o scogliere - 1400

Totale - 4537

Lo studio compiuto dalla Commissione sui terreni dell'isola escluse affatto la possibilità di sistemare il lazzaretto su quelli demaniali esistenti presso i Fornelli, perché tutti quasi completamente rocciosi, privi di acqua ed in località, ove confinano col mare, di difficile approdo e con poco ancoraggio. La Commissione ebbe quindi a convincersi che la località da prescegliersi veniva naturalmente indicata dalla pianta topografica dell'isola, ed era quella denominata la Reale nella parte mediana interna dal porto della Labera alla punta del Trabuccato.

E’ la natura piana e leggermente ondulata del terreno, oltre all'essere perfettamente adatta per la costruzione dei vari fabbricati provvisori e definitivi pel lazzareto, ne per­mette la facile piantagione per renderne più gradevole il soggiorno, mentre più facile in questo punto riuscirebbe la costruzione di scali per le operazioni di sbarco ed imbarco, tanto dei passeggeri che delle merci, parte questa importantissima di servizio in uno stabilimento contumaciale.

In quanto alla lacalità di Diano Marina, l Commissione riconobbe che il porto incompleto ed abbandonato si presta soltanto all'ormeggio di piccoli bastimenti, che, attesa la poca profondità della rada, malgrado la buona qualità del fondo, nella stessa pochi legni potrebbero avervi ricovero all'ancora, che il terreno, roccioso ed a forte pendenze, richiederebbe tempo e spesa notevolissimi per poter essere ridotto a piani sufficientemente sviluppati per costruirvi gli edifici occorrenti ad uno stabilimento contumaciale, cosicché anche questo località deve assolutamente escludersi sccome quella in cui non sarebbe affatto possibile impiantare il preposto lazzaretto in via provvisoria, né punto conveniente stabilirvelo in via definitiva.

Accettando pienamente le idee e le proposte della Commissione svolte nelle sue relazioni, il Governo ha riconosciuto quindi conveniente l'impianto del proposto lazzaretto nell'isola dell'Asinara, ma, volendo allontanare pure il semplice dubbio che dallo stesso possa poi derivare danno alla popolazione libera, ed abbiano a ripetersi i dolorosi fatti dello scorso anno, riconobbe necessario che si addivenga anzitutto alla espropriazione della parte dell'isola di privata proprietà, affine di poterne allontanare tutti gli attuali abitanti, ciò che pei loro numero limitato è possibile ottenere in breve tempo e senza gravissimi sagrifizi, ed assicurarne quindi in ogni eventualità il completo isolamento.

Il Ministro dell'lnterno ha, quindi fatto procedere ad alcuni studi sommari per stabilire in via approssimativa le spese occorrenti per la intera espropriazione di tutte le proprietà dell'isola e per ia sua riduzione in condizioni di potervi impiantare i proposti stabilimenti, e dagli studi stessi, venne a risultare che per l'acquisto dei 4,537 ettari che costituiscono detta privato proprietà tenendo conto anche del valore approssimativo delle due chiese e delle poche case civili esistenti, dei compensi da accordarsi pel loro spostamento alle famiglie le quali dovranno abbandonare l'isola, delle opere di allacciamento e conduttura di almeno una parte delle acque sorgive esistenti nei pressi della località in 'cui dovrà sorgere il lazzaretto, delle spese occorrenti pel primo impianto della colonia e, specialmente, per poter provvedere alla viabilità dell'isola, può calcolarsi come necessaria una spesa di lire 600.000.

Coi lavori preveduti per ciò che si riferisce all'acqua non sarebbe però provveduto che ai primi bisogni del lazzaretto provvisorio, mentre l'intero allacciamento e condutture di tutte le acque potabili esistenti nell'isola, richiederà opera e spesa di gran lunga maggiori a quella di lire 37.000 circa ora preveduta, ma alle stesse potrà graduatamente provvedersi, a secondo dei bisogni, negli anni avvenire.

Siccome poi sorebbe di assoluta urgenza il poter occupare senza indugio i terreni dell'isola e, quindi metter mano e condurre alacremente a termine i lavori di costruzione del lazzaretto provvisorio, nè ciò riuscirebbe possibile se, per le epropriazioni, si dovessero compiere tutte le formalità all'uopo stabilite dalla legge sulle espropriazioni per causa di pubblica utilità, 25 gennaio 1865, n.2359, e, per l'eseguimento delle opere, osservarsi tutte le prescrizioni delle leggi vigenti sulla contabilità dello Stato, così si è riconosciuta l'assoluta necessità di proporre che, in casi di gravi interessi di ordine pubblico furono altra volta conseguite.

Ed abbiamo quindi l'onore di sottoporre all'approvazione del Parlamento il seguente progetto di legge».

A margine dell'intervento fu presentata anche una relazione dell'lspettore delle Carceri del Circolo di Roma al Ministero dell'Interno" che recitava: «Ho l'onore di rassegnare al Ministero un calcolo approssimativo, secondo gli studi fatti dall'ufficio tecnico della direzione generale delle carceri, per la spesa che si presume, nei più stretti limiti, occorrere pel primo impianto di una colonia penale nell'isola dell'Asinara. Ritenuto essere negli intendimenti del Ministero l'addivenire alla occupazione della intiera isola anziché soltanto di parte di essa, allo scopo di sistemarvi in modo definitivo tanto il lazzaretto che la colonia penale secondo le proposte delle quali è fatto cenno nelle note anzidette, a me parrebbe conveniente che, riservata al primo la zona di terreno chiamata "la Reale" dell'attuale scalo ossia dal porto della "Libera" fino al capo del "Trabuccato", la colonia principale venisse collocata a "Cala d'Oliva" con una diramazione alla località detta dei "Fornelli" occupando coll'una e coll'altra precisamente i fabbricati che attualmente formano questi due centri di popolazione dell'isola.
lo sono convinto che, trattandosi di colonia agricola posta in località assolutamente isolata, non debba punto pensarsi alla costruzione di vasti e costosi edifici carcerari, ma meglio convenga mantenere in tutto l'impronta rurale limitando le nuove costruzioni e le opere di sicurezza a quanto si riconosca assolutamente indispensabile nell'interesse dell'ordine e dell'igiene.
Questi, per sommi capi, sarebbero i principali e più importanti lavori occorrenti per quanto riguarda gli edifici, notando che, nei tempi normali, in parte dei fabbricati, componenti lo stabilimento contumaciale della "Reale" dovrebbe alloggiarsi un certo numero di condannati, sia per concorrere in sulle prime alla costruzione dei nuovi edifici che debbono costituire lo stabilimento stesso, sia, questi condotti a termine, per provvedere alla loro manutenzione e, contemporaneamente, alla coltivazione dei terreni che li circondano.

Ma, avuto riguardo a che attualmente la viabilità dell'isola si limita a sentieri praticabili dai pedoni ed a poche strade mulattiere, l'opera più importante ed indispensabile sarà quella di una strada rotabile che, dal centro della colonia a "Cala d'Oliva", attraversando nel senso longitudinale l'isola giunga alla diramazione dei "Fornelli" passando in prossimità della "Reale", ove dovrà allacciarsi, per mezzo di un tronco di strada trasversale, allo stabilimento contumaciale nella parte destinata alla libera pratica.
Se non che, il far sorgere un lazzaretto nell'isola dell'Asinara, lo sgombrarla dalla libera popolazione, abbandonando incolta una vasta superficie per molta parte già ridotta a coltura, sarebbe più che una colpa, un delitto; perchè il clima, che vi è salubre diverrebbe certamente infetto, nuocendo anche alla Sardegna, ma sopra tutto con danno dello stabilimento che ivi si vuole costruire».

 

LEGGE PER LO STANZIAMENTO DEI FONDI DI BILANCIO NECESSARI ALL'ESPROPRIO

Il 28 giugno 1885 fu approvata la seguente legge:

UMBERTO I

Per grazia di Dio e volontà della Nazione
RE D'ITALIA
Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato;
Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:

Art. 1
E' autorizzata l'iscrizione nella parte straordinaria del bilancio passivo 1885-86 pel Ministero dell'Interno nella somma di lire seicentomila (£.600.000) da prelevarsi dal fondo delle spese impreviste per le espropriazioni dell'isola dell'Asinara, per la fabbrica dei locali occorrenti all'attivazione di una colonia agricola penale e pel loro arredamento, per la sistemazione delle strade;, l'allacciamento di talune sorgenti, la conduttura delle acque e per altre opere simili

Art. 2
E' autorizzata del pari la iscrizione nel bilancio passivo 1885-86 del Ministreo della Marina della somma di lire quattrocentomila (£.400.000) da prelevarsi come sopra per le spese di primo impianto di un lazzaretto nella suddetta isola.

Art. 3
Per l'espropriazione dell'isola dell'Asinara saranno applicate le norme stabilite dall'articolo 13 della legge 15 gennaio 1885, n.2892 (serie 3°).
Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addì 28 giugno 1885.

UMBERTO

Luogo del Sigillo.

V° II Guardasigilli E.PESSINA, DEPRETIS, A.MAGLIANI