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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/07/2016  -  stampato il 04/12/2016


Riallineamento dei ruoli direttivi della Polizia Penitenziaria: interrogazione parlamentare sui ritardi del DAP

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13828
presentato da
SGAMBATO Camilla
testo di
Venerdì 15 luglio 2016, seduta n. 655

SGAMBATO, TARTAGLIONE, MANFREDI, MANZI e LACQUANITI. — Al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che: 
con decreto legislativo n. 146 del 2000, veniva finalmente istituito il ruolo direttivo, ordinario e speciale, del Corpo di polizia penitenziaria, prevedendone l'articolazione in qualifiche e gradi con ordini gerarchici e livelli corrispondenti ai rispettivi ruoli della polizia di Stato; 
l'intento normativo perseguito era quello di dotare il corpo di polizia penitenziaria di una propria classe dirigente, con attribuzioni funzionali e carriera analoga a quella riservata al personale direttivo e dirigenziale delle altre forze di polizia ad ordinamento civile, polizia di Stato e Corpo forestale dello Stato; 
tuttavia, va rilevato che l'articolo 1, comma 973, della legge n. 208 del 2015, (legge di stabilità 2016), finalmente pareva porre termine alla sperequazione e al disallineamento di tali ruoli del corpo di poliziapenitenziaria rispetto alle altre forze di polizia, durata per ben 16 anni, prevedendo autorizzazioni di opera per il riallineamento dei suddetti ruoli, con decorrenza giuridica a far data dal 1° gennaio 2016 ed attuazione dei relativi decreti; 
in realtà, però, fino ad oggi, nonostante siano trascorsi diversi mesi, una così palese mortificazione di un intero corpo di polizia continua a persistere; 
nessun riallineamento dei ruoli direttivi della polizia penitenziaria, nonostante precisi termini e fondi previsti nella citata legge è stato conseguito, con la rovinosa conseguenza di alimentare sentimenti di abbandono e di delusione di un corpo di polizia chiamato troppe volte e troppo spesso ad adempiere ai propri difficili compiti istituzionali in condizioni ben al limite di quelle consentite; 
la mancata attuazione, oltre a lasciar persistere una disparità nel trattamento giuridico ed economico per i funzionari della polizia penitenziaria rispetto agli omologhi ruoli della polizia di Stato e del Corpo forestale – in quanto la qualifica iniziale nel ruolo direttivo per i primi al termine del corso di formazione è di «vice commissario» (parametro stipendiale 133,25), mentre per le altre forze di polizia è di «commissario capo» (parametro stipendiale pari a 144,50), prevedendo inoltre degli sviluppi di carriera notevolmente più lenti per i funzionari della polizia penitenziaria (9 anni e mezzo per raggiungere il grado di vice questore aggiunto rispetto ai 5 anni e sei mesi per le altre forze di polizia) – lascia sfuggire un'occasione oramai rincorsa e auspicata da ben 16 anni, cui è doveroso aggiungere la seria preoccupazione che gli stanziamenti finanziari previsti risultino poi infruttuosamente distolti per altre evenienze; 
inoltre, preso atto che la delicata condizione delle carceri italiane, dove permane la carenza di organici, non può non risultare ulteriormente compromessa dal rischio di vedere demotivati proprio i ruoli apicali del corpo, molto e troppo spesso chiamati ad assumere comandi di reparti costituiti mediamente da 500/1000 poliziotti, cui si aggiunge la gestione della sicurezza di una popolazione di detenuti, che in alcune realtà arriva alle 2000 presenze, per uno stipendio medio di 1.800,00 euro mensili, pari a quello di un operaio specializzato di una qualsiasi fabbrica sul territorio nazionale, ma in condizioni di ulteriore stresspsicofisico e di notevoli responsabilità; 
stante l'auspicato riallineamento annunciato dal Governo e, formalmente regolarizzato nella legge sopra indicata, ma di fatto non attuato e rallentato senza alcuna plausibile motivazione da parte del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, che non ha rispettato i termini del 31 marzo 2016, nella parte consistente nell'uniformare la normativa dei ruoli direttivi della polizia penitenziaria agli omologhi della polizia di Stato, disciplinati con normativa esistente e specifica in materia –: 
quali iniziative intenda intraprendere il Ministro interrogato affinché sia quanto prima attuato l'articolo 1, comma 973 della legge n. 208 del 2015. (4-13828)