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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/08/2016  -  stampato il 05/12/2016


Piantonamenti ospedalieri dei detenuti: le difficoltà della Polizia Penitenziaria di un servizio in corsia

Il piantonamento ospedaliero del detenuto rappresenta da sempre un servizio delicato, che la Polizia Penitenziaria è chiamata a svolgere, con tutte le inevitabili difficoltà di un servizio che si espleta fuori dalle mura del carcere.

Il personale che viene impiegato in tale mansione, spesso, può ritrovarsi nella realtà caotica di un pronto soccorso in cui il detenuto è in attesa del posto letto in reparto; ovvero quando il detenuto si agita perché in ospedale non può fumare e allora chiede a gran voce di rientrare in carcere per poterlo fare o ancora, quando il ristretto s'infastidisce per "i troppi occhi indiscreti" che lo guardano incuriositi ed ancora si potrebbe continuare ad oltranza nell'elencare tutto ciò che di fatto, in una realtà fuori dal carcere, può succedere.

C'è da dire che i Nuclei Traduzioni e Piantonamenti nascono per fronteggiare al meglio anche questo tipo di servizio; ad oggi, però, si è ben consapevoli del notevole aumento dei compiti degli stessi a fronte, invece, di un numero di poliziotti oramai esiguo e per tale motivo, il più delle volte, il personale in servizio negli istituti viene distolto dalla propria quotidianità per provvedere a tale incombenza con evidenti negative ripercussioni sull'organizzazione interna del penitenziario. Anche perché un piantonamento ospedaliero di un detenuto richiede personale per quattro quadranti giornalieri ex art. 8, comma 12, dell'AQN 2004 e, di fatto, per ogni piantonamento sono impiegate in un solo giorno ben 8 unità.

Pertanto, oggi più che mai, quanto di più indispensabile è incentivare l'utilizzo dei reparti di Medicina Protetta, già avviati in alcune realtà territoriali, vere e proprie strutture realizzate per offrire ai detenuti ricoverati tutti i servizi specialistici ospedalieri con proprio personale medico, infermieristico e ausiliario tecnico-sanitario,  in condizione di elevata sicurezza, sia per la struttura organizzata alla stregua di un istituto penitenziario e sia per la presenza di un numero stabile di poliziotti penitenziari presente h 24. Dovrebbe essere così......!!!!

In particolare, bisognerebbe che il reparto di Medicina Protetta sia collegato con il vicino ospedale civile, al fine di garantire il ricovero dei malati anche in condizioni più disagiate, così, si realizzerebbe una struttura funzionale, di fatto collegata con l'intero ospedale attraverso canali specifici.

Investire in tal senso, significherebbe non soltanto porre fine ai poliziotti penitenziari presenti in corsia h 24 negli ospedali, bensì si eviterebbe che, di volta in volta, un congruo numero di poliziotti sia distolto dal servizio in carcere per essere impiegato nel piantonamento di uno o più detenuti, nei diversi ospedali presenti sul territorio.