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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/08/2016  -  stampato il 08/12/2016


Radicali a difesa dei detenuti, ma con moderazione ...

Dal punto di vista della Polizia Penitenziaria, il “no” del DAP alla richiesta di “Nessuno tocchi Caino” di trasferire ua quarantina di detenuti a Rebibbia per permettere loro di partecipare al Congresso dei Radicali,  non è nemmeno una mezza vittoria.

La partita era già persa in partenza, perché i Radicali hanno messo in fila una serie di “vittorie”, dopo le quali  il recente “no” del DAP sarà solo un ulteriore appiglio per le loro prossime presunte battaglie in favore dei detenuti.

Congresso Radicali a Rebibbia con i boss: Orlando blocca il DAP che nega l''autorizzazione

Chiarisco subito un equivoco: non penso affatto che i Radicali ce l’abbiano con la Polizia Penitenziaria anzi,  nel deserto di iniziative in favore del nostro Corpo, i Radicali, da qualche anno a questa parte, hanno assunto anche il ruolo di paladini dei diritti dei poliziotti penitenziari, tanto è il bisogno di attenzione da parte dei colleghi, tanto è assordante il silenzio del DAP e tanto improduttiva l’iniziativa dei sindacati della Polizia Penitenziaria che subiscono il periodo nero del Governo di emergenza nazionale.

Tuttavia, dal mio modestissimo punto di vista, vorrei proporre una serie di spunti di riflessione che saranno giudicati anche dissacranti, irrispettosi, irriverenti, ma a pensar male spesso ci si azzecca ...

Personalmente giudico assolutamente inadeguate le iniziative dei Radicali in favore dei detenuti.

Le loro attività secondo me si limitano a scandire una serie di slogan di denuncia, sia pure di largo respiro, ma poi quando c’è da affondare, preferiscono intrattenere rapporti più che amichevoli con i vertici del DAP pur di non precludersi canali privilegiati di informazioni e margini di manovra.

Mi riferisco al fatto che in tutti questi anni i Radicali hanno solo portato avanti proteste di largo respiro guardandosi bene dal fare nomi e cognomi di quei dirigenti del DAP che erano e sono responsabili delle tante lacune del sitema penitenziario italiano.

Le carceri non sono gestite da entità eteree e incorporee. Il DAP è gestito secondo precisi ruoli e gerarchie e, pertanto, è assolutamente possibile individuare le responsabilità. Rilevata la lacuna, è più che manifesto chi è il responsabile di quel settore.

Eppure, da parte dei Radicali, ho sempre e solo visto e letto generiche proteste al Capo dello Stato o altrettanto generici richiami al Ministro della Giustiza.

Per contro, ho sempre visto e letto di accordi e iniziative a braccetto con i vertici del DAP, centrali e locali. I Radicali, del resto, sono un partito politico e come tale si comportano. Ad un partito servono consensi, voti, e da anni hanno capito che il bacino elettorale dei detenuti e delle loro famiglie potrebbe essere un bel “bottino elettorale”.

 

La presentazione del libro sulla vita di Marco Pannella presso il carcere di Regina Coeli

Vi invito a guardare e ad ascoltare come il Direttore del carcere di Regina Coeli e il Capo del DAP hanno accolto i Radicali che hanno chiesto e ottenuto di presentare un libro sulla vita di Marco Pannella presso il medesimo carcere lo scorso 5 luglio.

Giudicate voi chi in quell’occasione era l’ospite e chi l’ospitato.

A me sembra che i “proprietari” del carcere fossero i Radicali e che il Direttore e il Capo DAP chiedano qualche ulteriore atto di benevolenza da parte dei Radicali. Secondo me le due figure istituzionali del DAP non sono state affatto all’atezza della situazione.

Si sono comportate da persona e non da Istituzione. In quel momento impersonavano le massime Istituzioni dell’amministrazione penitenziaria, non certo delle singole persone.

Presentazione del libro di Diego Galli "Pannella. La vita e l'eredità"

 

Il congresso dei Radicali presso il carcere di Rebibbia

C’era davvero bisogno che il DAP autorizzasse lo svolgersi del congresso di un partito politico presso l’interno di un carcere?

A me sembra più una kermesse che non avrà altro esito che legittimare i Radicali quali “paladini dei diritti dei detenuti”.

I poliziotti penitenziari, invece, faranno la figura dei soliti complementi d’arredo o al massimo dei poveri lavoratori, anche loro da compatire come le persone detenute, mentre, oltretutto, avranno il compito oneroso di gestire tutta la sicurezza dell’evento.

Chi guadagnerà dall’evento? I Radicali lo abbiamo detto, ma anche il DAP che, attraverso questa benevola autorizzazione, rinsalderà quel canale privilegiato con chi, agli occchi dell’opinione pubblica, è ormai consacrato quale difensore dei detenuti e che, allo stesso tempo, chiude più che un occhio sulle reali e personali responsabilità dei dirigenti del DAP stesso.

Chapeau ai Radicali.

 

La mancata autorizzazione alla partecipazione (previo trasferimento) dei 40 detenuti al congresso dei Radicali

In questi giorni ho letto interviste, chiarimenti, rammarichi e rivendicazioni.

Chapeau ancora ai Radicali che hanno saputo lanciare la provocazione (sono sicuro che sapessero fin dal principio che la loro richiesta era irricevibile) e oggi possono “vantare credito” nei confronti della dirigenza DAP e del Ministro Orlando per un prossimo “risarcimento” per la mancata autorizzazione.

Penso che nemmeno loro (i Radicali) si aspettassero quella scandalosa esitazione del DAP che, sottobanco, aveva risposto alla richiesta con un: “stiamo valutando”. E’ dovuto intervenire il Ministro Orlando per chiarire al Capo DAP l’inopportunità di rispondere favorevolmente ad una simile richiesta.

I Radicali chiedono di spostare 40 ergastolani a Rebibbia per il loro Congresso, il DAP: ci stiamo ragionando   

Comunque, è innegabile che la loro azione (dei Radicali) sta portando loro i migliori frutti. 

E pur tuttavia, i Radicali, anche se è più che legittimo che scandiscano a gran voce la necessità di tutelare i diritti dei detenuti, dovrebbero denunciare con nomi e cognomi chi tali diritti li nega o non li applica.

Altrimenti si fa demagogia.

La loro azione, invece, si limita a scandire slogan di larghe vedute senza cercare, individuare e denunciare i veri singoli responsabili, anzi intrattenendo con questi rapporti personali per ottenere autorizzazioni e maggiori margini di manovra.