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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/08/2016  -  stampato il 06/12/2016


Olimpiadi Rio de Janeiro 2016: Vincenzo Mangiacapre, Aldo Montano e Clemente Russo salutano e ringraziano Fiamme Azzurre e Polizia Penitenziaria

Tutti e tre accomunati dalla sfortunata esperienza olimpica, Mangiacapre, Montano e Russo hanno voluto ringraziare il Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre e l’intero Corpo di Polizia Penitenziaria per la fiducia accordata loro e per la vicinanza manifestata verso le loro imprese.

 

Vincenzo Mangiacapre:

“Il rammarico più grande è stato quello di non aver ripagato le Fiamme Azzurre e l’affetto dei colleghi della Polizia Penitenziaria con un’altra medaglia: dal punto di vista tecnico sapevo di aver già fatto una scelta importante salendo di categoria e quindi cambiando avversari e prospettive agonistiche. Ma sono partito comunque convinto di poter salire ancora una volta sul podio.”

 

Aldo Montano:

“Malgrado tutto torno in Italia triste ma sereno perché ho dato il massimo e con me tutti quelli che hanno lottato per portarmi a Rio. Non avremo il rimorso di non averci creduto fino alla fine ... Questa è l'unica cosa che mi rende sereno... Questo, insieme ad aver visto sbocciare tanti giovani campioni che spero capiscano che non finisce tutto con una medaglia ... Quello è solo un inizio ... Un ottimo inizio!!! Ringrazio di cuore la mia famiglia, Holly, gli amici, i miei collaboratori, il ct Giovanni Sirovich, i compagni, lo sparring partner Luigi Miracco, il preparatore atletico Vincenzo Figuccio, il fisioterapista Alessandro Pesce, il professor Di Giacomo e tutto lo staff medico, il mio gruppo sportivo Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre - Polizia Penitenziaria e la Federazione Italiana Scherma ... È stato bello lottare insieme!!! Grazie di tutto! Un abbraccio.”

 

Clemente Russo:

“Credevo nella medaglia e per questo sono deluso del risultato contro Tishchenko, che comunque è un giovane atleta e campione del mondo: ma non sono deluso per il mio comportamento, perché mi sono preparato al meglio soprattutto grazie alla struttura che le Fiamme Azzurre hanno allestito a Casal del Marmo, dove tutti i colleghi sono stati sempre disponibili nei miei confronti e verso il mio staff. Oltre a ringraziare il Gruppo Sportivo, soprattutto il comandante Tolu e il nostro segretario Augusto Onori, ci tengo a dire che lo spirito di appartenenza fa parte di me e anche il solo accostare in autostrada un mezzo della Polizia Penitenziaria suscita in me una sensazione di orgoglio. La notizia di queste tragedie mi ha profondamente colpito: sono vicino ai colleghi e alle famiglie, così duramente provate dalla vita, e anche per questo mi dispiace di non aver corrisposto alle attese degli appassionati che in gran numero fanno parte della Polizia Penitenziaria.”

 

A margine delle dichiarazioni dei tre fuoriclasse (tutti e tre medaglia olimpica a Londra 2012), hanno concluso l’avventura brasiliana le affermazioni del Responsabile delle Fiamme Azzurre Marcello Tolu:

“Pur nei limiti del mio ruolo istituzionale, come responsabile delle Fiamme Azzurre mi preme ribadire che i nostri campioni non hanno raccolto quanto meritavano anche per vicende davvero sfortunate, che poco hanno a che fare con lo spirito olimpico: non si tratta di fare polemiche gratuite o partigiane, ma solo di riconoscere una realtà che gli spiriti liberi hanno già colto ampiamente soprattutto in occasione delle competizioni riguardanti Clemente e Aldo. Per quanto mi riguarda, posso solo ribadire che continueremo a sostenere con passione ed impegno tutti gli atleti della Polizia Penitenziaria, rispettando i loro sacrifici e le loro legittime scelte personali: inoltre mi preme esprimere la vicinanza e l’immenso dolore per i luttuosi eventi che hanno funestato la Polizia Penitenziaria e i colleghi di Massa e Poggioreale nei giorni scorsi.”

 

Ad ogni buon conto, riassumiamo l’avventura dei tre atleti alle olimpiadi di Rio.

 

Il più sfortunato è stato sicuramente Vincenzo Mangiacapre che pur vincendo l’incontro con il messicano Romero si è fratturato uno zigomo a causa di una testata ricevuta dall’avversario. Perciò, pur imbattuto, Vincenzo ha dovuto abbandonare il torneo per operarsi. Fortunatamente, l’intervento è andato a buon fine e si spera in un rapido e completo recupero.

Clemente Russo è stato eliminato, con un verdetto opinabile, da Tishchenko, ironia della sorte russo di nazionalità, campione del mondo in carica e che, alla fine, vincerà la medaglia d’oro olimpica.

Aldo Montano, infine, ha terminato la sua quarta olimpiade al secondo turno perdendo 13-15 l’incontro con il campione del mondo in carica, il russo Kovalev. Tuttavia, sono state registrate numerose polemiche sull’arbitraggio che, a parere di molti, avrebbe condizionato il punteggio finale.

 

Da non dimenticare, infine, l’immenso Giovanni Pellielo: alla quarta medaglia olimpica, tre d’argento e una di bronzo, in sette olimpiadi.

 

 

Sono stati 19 gli atleti delle Fiamme Azzurre che hanno partecipato alle olimpiadi di Rio de Janeiro. E’ stata la più numerosa partecipazione del Gruppo Sportivo della Polizia Penitenziaria dal suo esordio a Seoul 1988.

 

Ecco tutti i poliziotti penitenziari-atleti che hanno gareggiato in Brasile:

 

ARCO: Claudia Mandia

ATLETICA LEGGERA: Eleonora Giorgi, Anna Incerti

CICLISMO: Elena Cecchini, Tatiana Guderzo, Simona Frapporti

NUOTO: Michele Santucci, Ilaria Bianchi

PENTATHLON MODERNO: Claudia Cesarini

PUGILATO: Vincenzo Mangiacapre, Clemente Russo

SCHERMA: Aldo Montano

SOLLEVAMENTO PESI: Giorgia Bordignon

TIRO A VOLO: Giovanni Pellielo

TRIATHLON: Davide Uccellari, Charlotte Bonin

VELA: Vittorio Bissaro, Silvia Sicouri, Mattia Camboni