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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/08/2016  -  stampato il 09/12/2016


Gli Uomini e le Donne della Polizia Penitenziaria sono persone e non numeri privi di valore

Nel Corpo della Polizia Penitenziaria s'incontrano uomini e donne dotati di una grande professionalità, capaci di riuscire a fronteggiare eventi complessi, nonostante i mezzi a disposizione, a volte, non siano sufficienti.

Il più delle volte ci si ritrova a lavorare con ritmi frenetici, nei quali difficilmente si creano degli spazi utili che fanno sentire a ciascun lavoratore di essere considerato come una persona e non come un numero qualsiasi, privo di valore.

Ad esempio, spesso accade che, quando si verifica un evento critico, difficilmente ci si ritrova a parlarne in gruppo, quando invece sarebbero davvero importanti sia la condivisione che il confronto sulle difficoltà più critiche del contesto lavoro, al fine di creare una sorta di camera di decompressione che limiti il danno emotivo degli eventi critici.

Ogni posto di lavoro può avere le proprie incomprensioni di rito, si pensi alle eventuali discussioni tra colleghi, ovvero ai possibili diverbi con i propri superiori gerarchici eccetera ... difficoltà alle quali in un ambiente  penitenziario possono aggiungersi le problematiche di un contesto continuamente esposto ad eventi critici a forte impatto emotivo, quali aggressioni, risse, atti di autolesionismo, tentativi di suicidio, offese verbali, suicidi, possibile contagio da malattie infettive, eccetera.

A tal proposito, sarebbe importante incentivare i momenti di confronto tra colleghi, durante l'orario di lavoro, anche di breve durata, per discutere insieme su tutti gli eventi critici di maggiore rilievo, provando ad allentare la tensione generale e contestualmente a fare bagaglio di esperienza professionale per l'avvenire. Il confronto delle esperienze personali, insegna sempre. Ho incontrato colleghi e superiori che davvero mi hanno insegnato tanto sul campo ... eppure non si finisce mai d'imparare ...

E per creare questi spazi basterebbe davvero poco, si pensi già alla classica conferenza di servizio che dovrebbe essere un esempio di comunicazione e per nessun motivo deve correre il rischio di tramutarsi in una semplice verifica da parte del Coordinatore della sorveglianza generale rispetto ai presenti/assenti in servizio, ma non escludo che, talvolta, per motivazioni diverse possa essere accaduto ...

E ancora, riflettiamo su quanto sia importante favorire uno spirito di collaborazione all'interno delle unità operative, tra il Responsabile ed il gruppo assegnato, senza che all'interno della stessa unità vengano a crearsi continui momenti di tensione per futili motivi ovvero alimentati da chi vuole per forza predominare su tutti.

Essere Responsabile di un'unità operativa di certo non è facile, eppure tante sono le soddisfazioni che derivano quando ottieni il pieno riconoscimento da parte del personale in servizio. Ho conosciuto Responsabili che davvero riescono a far sentire la loro presenza e, anche in situazioni critiche, ti fanno sentire sicuro perché sai che non ci pensano due volte ad intervenire a sostegno del  tuo operato e, soprattutto, con il loro modo di fare contribuiscono ad accrescere la volontà di dare sempre il meglio di sé.

Uomini e Donne del Corpo sono, in primis, delle persone e porre l'attenzione nei loro confronti è un passo indispensabile per tenere alto e vivo lo spirito di motivazione e il senso d'appartenenza ad un Corpo di polizia. Incentivare ancor di più la collaborazione e l'integrazione tra colleghi, per creare motivazione sul posto di lavoro, ponendo fine a quella sensazione di "fiato sul collo" da parte di chi non aspetta altro che si sbagli o, peggio ancora, che maturi quella sensazione generale di abbandono che può soltanto alimentare un clima di malessere, tutti aspetti che vengono a crearsi soprattutto quando si lavora in un contesto privo di ogni stimolo.

Uomini e Donne del Corpo sono delle persone dotate di qualità personali che devono essere messe in evidenza e migliorate nel tempo. Questa è la chiave di lettura che motiva ognuno nel posto di lavoro e, come diceva Johann Wolfgang Goethe:

"Se tratti una persona come se fosse ciò che dovrebbe e potrebbe essere, diventerà ciò che dovrebbe e potrebbe essere".