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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/08/2016  -  stampato il 03/12/2016


Carcere femminile di Pozzuoli trasformato in REMS: interrogazione parlamentare


Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14025
presentato da
BONAFEDE Alfonso
testo di
Mercoledì 3 agosto 2016, seduta n. 667

BONAFEDE. — Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: 
da notizie apparse nei giorni scorsi sugli organi di stampa (« gonews.it» del 22 luglio 2016) si apprende che «la casa circondariale di Empoli sarà destinata a diventare una Rems, ossia una delle residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria varate con la legge 81 del 2014», legge quest'ultima che configura le Rems come strutture sanitarie con finalità di cura, riabilitazione e reinserimento sociale con lo scopo di aiutare il paziente nel recupero della capacità relazionali e dei rapporti affettivi con la propria famiglia e l'ambiente sociale, nonché con i servizi psichiatrici che coadiuveranno nella cura del soggetto; 
dall'agosto del 2010, data di riapertura del carcere femminile empolese, l'istituto è stato gestito secondo il moderno principio della sorveglianza dinamica, con ottimi risultati sia a livello trattamentale che di sicurezza interna, azzerando difatti gli eventi critici e portando la recidiva delle detenute tra le più basse a livello nazionale; 
dopo le varie condanne da parte della Corte giustizia di Strasburgo nei confronti dell'Italia per le condizioni in cui i detenuti sono costretti ad espiare le proprie pene detentive e per il sovraffollamento delle strutture carcerari, giudicando, la Corte stessa, le condizioni dei detenuti una violazione degli standard minimi di vivibilità che determina una situazione di vita degradante, non si capisce come sia possibile prendere la decisione di smantellare una struttura all'avanguardia nei progetti trattamentali, senza sovraffollamento e che funziona; 
negli anni 2009 e 2010, inoltre, venivano effettuati dei lavori di ristrutturazione nella suddetta struttura per renderla automatizzata, con nuovi sistemi di video sorveglianza, e con il rifacimento della portineria e dell'impiantistica; 
nella casa circondariale «Pozzale» di Empoli, tra l'altro, soprattutto negli ultimi anni, sono stati sviluppati numerosi progetti di recupero in favore delle detenute; 
destano preoccupazione, altresì, i tempi e le modalità con cui il Ministero della giustizia vorrebbe mettere in atto questo cambiamento, comunicato con una circolare dell'Ufficio della contabilità del provveditorato regionale del Ministero della giustizia, dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, dove si informa che con la nota n. 0249018 del 20 luglio 2016 è stata disposta «l'immediata chiusura delcarcere, con il conferimento dell'immobile all'agenzia del Demanio», così da poterla destinare a Rems, (residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria); 
il trasferimento da carcere femminile a Rems prevede infatti un passo obbligatorio: il trasferimento dell'immobile all'Agenzia del demanio, la quale poi lo assegnerà all'azienda sanitaria per la riqualificazione; 
all'interno della struttura di Empoli sono ospitate 15 detenute e 35 agenti di polizia penitenziaria e 4 unità di personale ministeriale. Detenute e personale verranno collocati in sedi limitrofe; 
risulta all'interrogante che diverse associazioni nonché organizzazioni sindacali di polizia penitenziaria sarebbero in stato di agitazione per l'eventuale chiusura del penitenziario empolese; 
secondo l'interrogante risulta essere assolutamente non idonea la trasformazione di un ex carcere in una Rems, visto che queste ultime nascono come strutture sanitarie e di recupero e tali caratteristiche, a giudizio dell'interrogante, sono difficilmente individuabili in una struttura carceraria; 
le residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza sanitaria sono state create in sostituzione degli opg (ospedali psichiatrici giudiziari), in cui venivano reclusi i criminali con problemi mentali; già nell'aprile 2015 la regione Toscana tentò di trasformare la casa circondariale «Mario Gozzini» di Firenze in Rems sollevando le perplessità e le proteste di numerosi organizzazioni e degli stessi detenuti del Gozzini; 
la regione Toscana, inoltre, è una delle sei regioni commissariate dal Governo ai sensi della legge n. 81 del 2014, in quanto non in regola sulla dismissione degli ospedali psichiatrici giudiziari e la conseguente attivazione delle Rems, gestite dalla sanità territoriale; 
risulta all'interrogante che la casa circondariale di Empoli non appare essere idonea all'attivazione di una struttura sanitaria per malati psichici in quanto non atta a garantire agli stessi gli opportuni servizi medici e terapeutici; inoltre, non sarebbe attualmente nota l'entità della spesa che dovrà essere stanziata per la riqualificazione del suddetto carcere in Rems; 
per rimediare ad una legge carente, in cui non si prevede la vigilanza della polizia penitenziaria per le Rems, si utilizzano strutture carcerarie inadeguate alla funzione, o se ne trasformano altre in «minicarceri», affidandosi, per la sicurezza, a un sistema territoriale di pubblica sicurezza, già in, difficoltà; 
non si capisce quale sia la necessità di smantellare il carcere di Empoli, anche in considerazione del fatto che, nel vicino comune di Montelupo Fiorentino sono stati investiti numerosi finanziamenti per la ristrutturazione della struttura ivi presente –: 
se trovino conferma le notizie di stampa riferite all'ipotesi della realizzazione di una Rems presso il carcere femminile «Pozzale» di Empoli e se vi siano ulteriori proposte di trasformazione in Rems di altri istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale; 
se sia prevista, e in quali tempi, la dismissione degli ospedali psichiatrici giudiziari di Montelupo Fiorentino. (4-14025)