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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/09/2016  -  stampato il 10/12/2016


Le perquisizioni di primo ingresso del detenuto. Le tutele per il poliziotto penitenziario che esegue le operazioni

Nella realtà dell'istituto penitenziario accade spesso che, quotidianamente, si possa essere impiegati nel servizio di perquisizione di primo ingresso dei detenuti che accedono in carcere.

In queste operazioni è essenziale prestare attenzione alla stanza dove tale servizio viene espletato. Infatti, é importante che questa sia sufficientemente ampia considerato che, oltre al ristretto da perquisire, devono essere presenti almeno due Agenti ed un Ufficiale di P.G. e si può, infatti, ben comprendere come una sala stretta e angusta non può considerarsi propriamente adatta.

Si pensi, poi, al detenuto che accede in istituto ed ha con sé più borse contenenti i propri effetti personali: é alquanto evidente come il lavoro diventa ancor più difficoltoso se gli spazi risultano essere più stretti del dovuto.

A tal proposito, la sala in questione dovrebbe essere dotata di una finestra, al fine di consentire non soltanto il passaggio della luce naturale ma anche il necessario ed indispensabile ricambio dell'aria, per non parlare poi della necessità di un termoconvettore sia per l'aria fresca nei periodi più caldi che per l'aria calda nei tempi più freddi.

Anche se si parla di un posto di servizio di passaggio non deve, comunque, essere lasciato privo di quanto essenziale.

Peraltro, qualche volta può capitare che giungano in istituto più persone arrestate o fermate, e ci si ritrova a svolgere gran parte del proprio turno nell'effettuare tale servizio.

Il primo ingresso è un momento particolarmente delicato, dove può verificarsi che il ristretto possa andare in escandescenze e, quindi, una stanza stretta rischia di diventare ancor di più un limite nell'espletamento di un servizio così delicato che richiede la massima attenzione.

Indispensabile è avere a disposizione dei guanti monouso in lattice anti-taglio perché, talvolta, durante una perquisizione di primo ingresso può capitare di trovare, tra gli effetti personali del nuovo giunto, oggetti taglienti tipo rasoi, siringhe, aghi e simili, non sempre custoditi in modo corretto.

E, purtroppo, salta subito all'attenzione come un taglio, o il pungersi con uno di questi oggetti, potrebbe rivelarsi un vero e proprio pericolo per il personale del Corpo che effettua la perquisizione, ancor di più, se il detenuto fosse affetto da malattie virali contagiose come epatiti, HIV,  eccetera ...

Sempre nell'ambito della tutela da possibili contagi da malattie infettive, importante è la dotazione al personale del Corpo addetto alle perquisizioni di mascherine monouso, capaci di assicurare una adeguata  prevenzione in caso di malattie trasmissibili per via aerea, come ad esempio la tubercolosi. 

Ogni istituto ha la propria realtà e forse non tutti avranno a disposizione dei locali per la perquisizione di primo ingresso in condizioni ottimali e con la dovuta dotazione, altri magari saranno più che idonei in tal senso, eppure quanto detto risulta essere una situazione importante per tutelare il personale, in modo uniforme in tutti gli istituti penitenziari,  proprio per consentire di svolgere al meglio questo delicato servizio.

Il personale di Polizia Penitenziaria deve essere tutelato ogni giorno e questa tutela parte, soprattutto, dai luoghi di prima linea dove, spesso, la quotidianità, se non ben gestita con la dovuta prevenzione, può portare con sé il rischio di essere il punto di partenza di eventi spiacevoli i quali, negativamente, influiscono sul personale che tutti i giorni si reca a lavorare, semplicemente per svolgere al meglio il proprio dovere.

Quindi, non si tratta di una questione meramente estetica, ma di benessere psicofisico e sicurezza sul posto di lavoro, a 360 gradi, per tutto il personale del Corpo.