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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/09/2016  -  stampato il 03/12/2016


La croci ata del sindacalista

L’agente sindacalista Enrico Spellacani sorseggiò un’altra coppa di champagne versandoselo direttamente da una pregiata bottiglia di Moet & Chandon Imperial Don Perignon White Gold immersa nel ghiaccio contenuto in uno bel secchiello in acciaio su cui spiccavano le iniziali della nave da crociera H.O.S. la Horizon Of Sea.

Seduto al suo tavolo da sei, nell’immenso salone delle feste, c’era il suo segretario generale oltre ad alcuni fidati sindacalisti regionali. Spellacani pensò che, nonostante fosse stato bocciato per ben tre volte al concorso per brigadiere, la sua carica sindacale, raggiunta alimentando l’odio tra le categorie delle guardie penitenziarie del Paese di Ipocrilandia, era davvero invidiabile; certo gli sarebbe piaciuto diventare Brigadiere o anche Maresciallo, ma lo studio delle materie giuridiche non faceva per lui. Lo studio in generale non gli si addiceva. Era solo un abile “mormoratore” uno di quelli che odiano i superiori, in particolare i Commissari, questa figura nuova che i politici ipocriti di Ipocrilandia avevano creato apposta per dare l’illusione agli agenti penitenziari che sarebbe cambiato qualcosa in meglio nella gestione del personale e delle carceri.

Eppure, gli sarebbe piaciuto anche a lui indossare quella divisa dove le stelle brillavano sulle spalline e gli alamari erano talmente grandi sulla divisa da sembrare, da lontano, una sciarpa bianca e blu attorcigliata intorno al collo.

  • Bevi un’altra coppa di champagne – gli disse il Segretario Generale Gianni Barba distraendolo dai suoi pensieri - dopo inizieranno i balli di gruppo ... divertiamoci stasera come pazzi ... domani alla buon’ora riprenderemo gli argomenti del nostro congresso ...

Certo era stata un’idea geniale quella del S.O.L.A. (Sindacato degli Onesti Lavoratori Aggregati), di organizzare un congresso nazionale sulla riforma che era allo studio del Governo sulle pensioni di anzianità, a bordo di una nave da crociera in giro per il Mediterraneo.

Il Sindacato aveva così coniugato l’utile al dilettevole. Un congresso nazionale, della durata della crociera, con tanti delegati di tutte le categorie. Una nave di lusso che avrebbe toccato importanti città costiere del Mediterraneo - come Barcellona, Genova, Tunisi e La Valletta - dove possibilmente incontrare per qualche ora delegati sindacali maltesi  o spagnoli, per confrontarsi (ma molto velocemente) sul sistema pensionistico di quel paese.

Enrico Spellacani un po’ si vergognava nel constatare che le spese per quella crociera - convegno erano a carico degli ignari iscritti che con il pagamento della tessera mensile del sindacato contribuivano generosamente alla copertura finanziaria di quel tour turistico-sindacale, champagne  e festini compresi ...

A quel punto, però, il suo pensiero andò al suo Comandante-Commissario, che non aveva mai smesso di attaccare sindacalmente per qualsiasi piccolo e anche insignificante problema e che odiava con tutto il suo cuore perché lo aveva rapportato disciplinarmente più volte.

Addentò una coscia di faraona arrosto condita con mostarda di frutta e pensò che in generale odiava tutta la categoria dei Commissari ma non disdegnava di odiare anche Marescialli e Brigadieri in virtù di questo complesso di inferiorità che lo accompagnava da sempre; ma il fatto di essere un grande sindacalista e di godere della stima del segretario leader maximo Barba Gianni, gli faceva pensare che si poteva porre sullo stesso piano dei suoi superiori graduati.

Le note musicali dell’orchestra rallegravano la serata di gala; Enrico Spellacani, il fustigatore dei Commissari, passò alla frutta assaggiando un zeste d’arancia e ananas marinato al chili e zafferano, il cui sapore intenso gli fece chiudere gli occhi facendogli provare un brivido piacevole ... come quando il  suo Comandante-Commissario lo metteva di notte e lui gli mandava il permesso sindacale costringendolo a toglierli la notte, o come quando lo metteva di servizio il sabato e lui regolarmente gli mandava il permesso sindacale, anche se in quella giornata la sede del suo sindacato era chiusa e non vi erano contrattazioni da nessuna parte.

Enrico Spellacani, sindacalista del S.O.L.A. (Sindacato degli Onesti Lavoratori Aggregati), mentre beveva l’ultima coppa di champagne alla faccia degli iscritti, giurò che dopo quella bellissima croc … iera-congresso, avrebbe ripreso la sua croc ... iata personale contro i Commissari.