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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/09/2016  -  stampato il 04/12/2016


Interrogazione parlamentare sulle carceri minorili dopo rivolta di Airola

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14167
presentato da
CIRIELLI Edmondo
testo di
Mercoledì 14 settembre 2016, seduta n. 672

CIRIELLI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: 
l'articolo 27, terzo comma, della Costituzione italiana sancisce che «le pene devono tendere alla rieducazione del condannato» e tale principio acquista una valenza particolare con riferimento ai soggetti minori, per i quali tale funzione, come ribadito in numerose pronunce della Corte costituzionale, «è da considerarsi se non esclusiva, certi ente preminente» e, «proprio perché applicata nei confronti di un soggetto ancora in formazione e alla ricerca della propria identità», ha «una connotazione educativa più che rieducativa, in funzione del suo inserimento maturo nel consorzio sociale»; 
in Italia, però, la realtà delle carceri minorili è ben lontana dai dettami costituzionali e, da luogo di transito, gli istituti penitenziari diventano spesso per i giovani una specie di limbo o, ancor peggio, la sola risposta al problema; 
tale preoccupante situazione è stata ulteriormente acuita dalla legge del 2014 che ha esteso ai venticinque la possibilità di restare nel carcere minorile, cambiando così gli equilibri di questi istituti penitenziari; 
secondo la denuncia di Cito Auricchio, segretario regionale della Uspp Campania, infatti, «succede sempre più spesso che i piccoli boss dalla personalità ormai strutturata intrattengano pericolosi rapporti con gli altri ospiti adolescenti. Se non si provvede a destinare gli ultra ventenni a circuiti ad hoc c’è il serio pericolo di innescare sempre più frequenti meccanismi di emulazione, e di spezzare quindi il percorso riabilitativo di chi è più piccolo ed ha ancora la possibilità di ricominciare da capo»; 
la recente rivolta nel carcere di Airola è, purtroppo, la dimostrazione concreta di tale drammatica situazione: due detenuti maggiorenni hanno messo in ginocchio per alcune ore l'istituto penale minorile della cittadina beneventana, con il pesante bilancio di una sezione dell'istituto completamente sfasciata e due agenti feriti; 
secondo il Sappe le carceri minorili rischiano di diventare vere e proprie «università del crimine», soprattutto se si considera che oggi nei sedici istituti penitenziari minorili italiani, i maggiorenni sarebbero in alcuni casi la maggioranza; 
al contempo, la situazione della giustizia minorile presenta ulteriori problematiche, da una costante riduzione delle risorse finanziarie ed umane alla gestione non sempre efficace ed efficiente svolta dalle stesse amministrazioni preposte alla garanzia dei servizi minimi essenziali –: 
quali iniziative il Governo intenda assumere per affrontare la drammatica situazione degli istituti penitenziari minorili, con particolare riferimento a quelli del Sud Italia, garantendo il rispetto del principio della rieducazione della pena e arrivando a un ripensamento della legge del 2014, anche attraverso la previsione di settori diversi per il collocamento di giovani di età molto diversa e il trasferimento immediato di chi trasgredisce alle regole. 
(4-14167)