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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/09/2016  -  stampato il 03/12/2016


Orari di servizio carcere Cagliari Uta: interrogazione parlamentare sugli orari, straordinari e mensa di servizio

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-09608
presentato da
PILI Mauro
testo di
Mercoledì 28 settembre 2016, seduta n. 681

PILI. — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: 
in data 15 settembre 2016, con ordine di servizio no 39/2016 avente ad oggetto la nuova articolazione dell'orario di servizio del personale di polizia penitenziaria della casa circondariale di Cagliari-Uta, l'autorità dirigente mutava totalmente gli orari correnti con decorrenza dal 1o ottobre 2016; 
in particolare, detto provvedimento, tra le altre cose, revoca la possibilità di usufruire del servizio giornaliero e continuativo di 7 ore e 12 minuti articolato su cinque giorni fino ad ora prestato dal personale di polizia penitenziaria su proposta della stessa direzione sin dall'apertura del nuovo istituto di pena; 
l'organizzazione del servizio articolato su cinque giorni viene incontro alle esigenze di numerose unità di polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Cagliari, già costretto a pagare di tasca propria i pasti usufruiti fuori dall'orario di servizio e ad alloggiare (e pagare) presso la locale caserma agenti a causa della distanza tra la sede di lavoro e la residenza familiare, distanza anche di diverse centinaia di chilometri; 
la decorrenza del 1o ottobre 2016 non tiene minimamente conto del servizio precedentemente programmato e delle esigenze personali del personale già programmate; 
l'accordo nazionale quadro, la fonte normativa più autorevole in materia, prevede l'articolazione dell'orario su cinque giorni all'articolo 8, comma 3, punto b), senza disciplinarne concretamente nel merito le modalità; 
tutte le previsioni normative in materia di organizzazione del lavoro ed orari di servizio del personale di polizia penitenziaria demandano la materia alla contrattazione decentrata, in particolare nella definizione del protocollo d'intesa locale che, per l'appunto, disciplinava e contemplava l'orario articolato su cinque giorni con prestazioni lavorative giornaliere e continuative della durata di 7 ore e 12 minuti; 
durante la contrattazione sindacale decentrata presso la casa circondariale di Cagliari-Uta avvenuta in data 13 settembre 2015 per la modifica del protocollo d'intesa, tutte le organizzazioni sindacali, ad eccezione di una, hanno rifiutato di sottoscrivere i nuovi accordi, sostanzialmente confermando validità contrattuale al precedente protocollo e demandando il tutto alla commissione arbitrale presso il provveditorato regionale per la ricerca del nuovo accordo; 
per tutte queste ragioni anche sul piano giuridico, oltre che su quello umano, l'ordine del direttore appare all'interrogante non solo inaccettabile ed autoritario, ma perfino di dubbia legittimità a norma di legge; 
il direttore nel suddetto ordine di servizio cita di aver avuto indicazioni in merito dal provveditore regionale della Sardegna che imporrebbero lo svolgimento dell'orario di servizio su cinque giorni mediante due cosiddetti rientri con turno prolungato della durata di nove ore; 
quella che parrebbe essere la motivazione di tale modifica sarebbe ad avviso dell'interrogante assurda se confermata nei fatti e, cioè, di risparmiare tre pasti settimanali alle unità di polizia penitenziariainquadrate con l'orario di lavoro anzidetto, comportando quindi l'ulteriore aggravio di spesa per quei poliziotti alloggianti in caserma che si vedrebbero costretti a pagarsi ulteriori tre pasti la settimana oltre quelli serali; 
la tanto ricercata efficienza amministrativa andrebbe però a scontrarsi con le evidenti necessità della stessa amministrazione penitenziaria che si vedrebbe praticamente costretta a erogare ulteriori fondi dal proprio bilancio per il pagamento di straordinari e gli stessi pasti che vorrebbe economizzare, a causa della carenza di personale, come asserito anche dal comandante del reparto nel citato verbale di contrattazione; 
non da ultimo, appare utile evidenziare la disparità di trattamento da parte dell'amministrazione penitenziaria nei confronti della polizia penitenziaria in servizio presso la regione Sardegna, in particolare presso la casa circondariale di Cagliari-Uta a seguito del provvedimento del direttore, posto che l'articolazione del servizio della cosiddetta «settimana compattata» o «corta» con orari di servizio continuativi e giornalieri di 7 ore e 12 minuti è tuttora utilizzata e concessa al personale in numerosissimi istituti della penisola –: 
se non ritenga il Ministro interrogato di intervenire affinché sia revocato l'ordine di servizio n. 39/2016 del 15 settembre 2016 adottato presso la casa circondariale di Cagliari-Uta; 
se si intendano assumere iniziative per assicurare il rispetto dei vincoli contrattuali contenuti negli accordi vigenti, in particolare in materia di organizzazione del servizio ed orari di servizio della poliziapenitenziaria, in accordo con le organizzazioni sindacali rappresentative; 
se intendano assumere iniziative affinché il provveditorato regionale ricerchi un accordo tra le parti teso alla formulazione del nuovo protocollo d'intesa locale presso la casa circondariale di Cagliari-Uta; 
se intenda adoperarsi per una definizione puntuale delle modalità di svolgimento dell'orario articolato su cinque giorni lavorativi, uniformando su tutto il territorio dello Stato la disciplina stessa ed evitando disparità di trattamento come nel caso relativo al personale di polizia penitenziaria della Sardegna, già penalizzato da dirigenti che appaiono all'interrogante non rispettosi delle prerogative sindacali e delle ordinarie necessità personali e familiari dei propri dipendenti. (5-09608)