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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/10/2016  -  stampato il 06/12/2016


In memoria di Francesco Di Maggio, Magistrato e Vice Capo DAP deceduto il 7 ottobre 1996

FRANCESCO DI MAGGIO, magistrato
(19 luglio 1948 - 7 ottobre 1996)

Era il 7 ottobre 1996. In una giornata infausta di 20 anni fa ti sei spento. 

La triste notizia è arrivata quando mi trovavo a Palermo, partito la mattina con l'aereo, al seguito del Gen. Enrico Ragosa, il quale - a sua volta - accompagnava il ministro della giustizia (a quel tempo c'era ancora la "grazia") Giovanni Maria Flick ad un convegno sulla Mafia, a cui partecipava anche Gian Carlo Caselli, Procuratore della Repubblica di Palermo.

Proprio nel corso del convegno, in pieno pomeriggio, è arrivata la notizia che, purtroppo, tutti noi non avremmo voluto ricevere dall'ospedale San Martino di Genova, luogo in cui un paio di giorni prima eri stato trasferito dal San Filippo Neri di Roma nell'estremo, vano, tentativo di poter ricorrere ad un trapianto di fegato, intervento che i medici genovesi non ritennero di dover più fare allorquando si resero conto che un organo così importante sarebbe stato preferibile destinarlo ad un altro paziente piuttosto che a te, che non avresti comunque avuto possibilità di vita.

Eravamo in costante collegamento con Genova, se il corpo era a Palermo, la mente ed il cuore erano a Genova. La notizia della tua morte fece scendere il silenzio nell'aula in cui si svolgeva il convegno, alcuni non riuscirono a trattenere le lacrime, io tra questi.

Due giorni dopo, insieme ad altri amici, siamo venuti per l'ultimo saluto a Desio, dove avevi casa, luogo in cui vi erano i tuoi cari e dove tornavi non appena potevi liberarti dagli impegni di lavoro a Vienna, in quell'ufficio della Rappresentanza Permanente d'Italia presso le Organizzazioni Internazionali dove già avevi svolto la tua attività prima della parentesi - sin troppo breve - presso il DAP, in cui avevi ricoperto l'incarico di vice direttore generale e dove ho avuto l'onore di conoscerti e di lavorare per te e con te.

Mentre scrivo mi vengono alla mente tanti momenti che ho condiviso con te, caro dott. Francesco Di Maggio, tantissimi ricordi della tua vita sempre improntata al rispetto dell'Istituzione che rappresentavi, alla difesa di valori etici anche a costo di essere odiato da coloro che, senza tema di smentita, non avevano così a cuore i principi di legalità ed il bene dello Stato. 

Sarebbe impossibile riportarli tutti in questo momento ed è per ciò che mi limito a riproporre un articolo scritto in occasione della tua presenza al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini del 1994, le cui dichiarazioni a ruota libera sono considerate da molti il tuo testamento spirituale.

Il "testamento" di Francesco Di Maggio
L'ultimo intervento pubblico dell'ex numero 2 del Dap, al Meeting di Rimini del 1994

Io così ti ho conosciuto, magistrato senza peli sulla lingua nel denunciare gli affari sporchi, che qualcuno ha cercato di infangarti il nome e la memoria coinvolgendoti nel processo sulla presunta trattativa Stato Mafia, soltanto perché non più in vita, quindi impossibilitato a farti svolgere quella replica che avrebbe impietosamente sbugiardato tutti coloro i quali si sono solamente permessi di fare accostamenti a dir poco vergognosi su di te.

"Ti ricordi quando correvamo?" fu l'ultima domanda che mi rivolgesti nella stanza del San Filippo Neri, chiaramente riferendoti ai ritmi frenetici e agli orari impossibili che si svolgevano al lavoro. 
Ricordavo benissimo tutto, così come ho ancora impressi i tuoi occhi, che ad un tratto si spensero, come a volermi trasmettere che sentivi vicina arrivare la morte, allorquando risposi "torneremo a correre, Consigliere".

Grazie di essere passato su questa terra, anche se per così poco tempo, anche se molti uomini non ti hanno meritato.

Ti ricordo con infinito affetto, caro Ciccio, averti conosciuto e aver potuto lavorare per te e con te è stato un privilegio unico, che mi accompagnerà per sempre.

di Andrea Tosoni - Commissario del Corpo di Polizia Penitenziaria