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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/10/2016  -  stampato il 05/12/2016


Dove sono i dati ufficiali della recidiva? Altrimenti si fa solo propaganda

E' ormai un dato certo! Chi sconta a pena in carcere, una volta che ne esce, torna a commettere più facilmente un reato di chi, invece, in carcere non ci entra nemmeno. 

Un concetto ormai entrato nella mente di tutti e che tutti ripetono come un mantra. L’affermazione poggia sul concetto di recidiva che è molto più bassa in chi accede alle misure alternative di chi invece entra in carcere. 

Molto più basso e molto più alto, più bello e più brutto, però, sono concetti un po’ vaghi. Rischiano di sembrare più delle opinioni che dati certi. 

Già, i dati, i numeri...

Quali sono i dati ufficiali della recidiva di chi sconta la pena in carcere rispetto a chi riesce ad evitare le patrie galere? 

Dati ufficiali non ce ne sono. In nessun documento del DAP, del Ministero della Giustizia, del Governo, compaiono i numeri, i dati ufficiali sulla recidiva. Quindi, potrà sembrare strano, ma nessuno, oggi, in Italia, conosce i dati reali sulla recidiva! Perdonate il numero eccessivo di virgole utilizzate nella precedente affermazione (5 virgole: dato certo), ma è importante chiarirlo bene questo concetto: i dati ufficiali sulla recidiva non esistono! 

Non si possono fare comparazioni tra le due diverse modalità di scontare la pena, non si possono redigere grafici dell’andamento della recidiva negli anni, per tipologia di reato, per luogo geografico, per classi di età o per qualsiasi altro dato sociale.

Fateci caso. Fate qualche ricerca. Ascoltate bene e leggete meglio. Mentono tutti!

Ed infatti la recidiva di chi sconta le pene in carcere passa allegramente dal 90% al 70%, così, senza che nessuno chieda e che nessuno specifichi meglio. E i dati sulla recidiva di chi non sconta la pena in carcere? Quella passa da un 20% ad uno 0,79%, così, senza che nessuno chieda e che nessuno specifichi meglio. Ognuno è libero di dire quello che pensa e di credere quel che preferisce, ma quando si parla di decisioni e di sistemi che riguardano milioni di persone (perché l’assetto attuale e futuro del sistema  penitenziario italiano riguarda tutti gli italiani), sarebbe più corretto, onesto, parlare con i dati in mano, altrimenti si fa solo propaganda. I numeri ufficiali non ci sono e quando mancano i numeri penso che ci sia un po’ troppa approssimazione e quando c’è troppa
approssimazione mi sorge il dubbio che qualcuno stia giocando sporco. 

 

Alcune recenti dichiarazioni sulla recidiva

"È uno slogan smentito dal tasso di recidiva tra i più alti d'Europa che sia sufficiente dire carcere per ottenere sicurezza". 
(Andrea Orlando - Congresso dei Radicali italiani nel carcere di Rebibbia, 1 settembre 2016)

“I dati ufficiali dicono che il 68,5% degli ex-detenuti commettono reati dopo essere usciti di prigione, numeri più realistici parlano dell'80% e oltre. Al contrario i detenuti che durante il periodo in carcere hanno la possibilità di lavorare, hanno una percentuale di
recidiva inferiore al 10%.” 

(ottopagine.it, 10 agosto 2016) 

"C'è bisogno urgente di un modello di carcere diverso, che esca dall'attuale modello passivizzante, in cui stai in branda e non fai nulla, in attesa che passi il tempo della pena, il presupposto giusto per la futura recidiva. Negli altri Paesi il carcere è studio, lavoro, sport e la recidiva cala".
(Andrea Orlando - italyjournal.it, 3 agosto 2016) 

"Un carcere organizzato così come oggi non serve nemmeno per garantire la sicurezza. Il carcere costa ogni anno 3 miliardi di euro e l'Italia è il Paese con la recidiva più alta d'Europa. Chi invoca il carcere in nome della sicurezza in realtà cavalca una società ansiosa e propina una truffa". “I soggetti ammessi a pene alternative erano circa 20 mila. Adesso la situazione è cambiata. Abbiamo 54 mila detenuti per circa 50 mila posti, ma soprattutto 40 mila soggetti ammessi a pena alternativa. Basta fare una somma per rendersi conto che quando avevano più carcerazione i soggetti sottoposti al sistema penale erano meno di oggi. Si tratta di una grande svolta che aiuta a generare più sicurezza perché si abbassa la recidiva.” 
(Andrea Orlando - la Repubblica, 13 luglio 2016) 

"Non si tratta di rinunciare alla sanzione ma di trovare altre forme più utili alla sicurezza complessiva, perché il carcere spesso non garantisce il maggiore inserimentosociale, bensì aumenta il rischio recidiva".
(Mauro Palma, Garante Nazionale per i Detenuti - Il Fatto Quotidiano, 17 giugno 2016) 

“Eppure, i numeri sulla recidiva del reato durante le misure alternative sono incoraggianti: solo lo 0,79 per cento torna a delinquere.” 
(XII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione - Il Fatto Quotidiano, 17 giugno 2016)

"La nostra è oggi una visione meno carcero-centrica nella convinzione suffragata da studi e dati alla mano, che l'espiazione non in forma carceraria della pena, abbassi drasticamente i livelli di recidiva perché più carcere non deve più voler dire più sicurezza.” 
(Andrea Orlano alla chiusura degli Stati generali esecuzione penale - Italia Oggi, 18 aprile 2016)