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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/04/2010  -  stampato il 06/12/2016


Provvedimenti per i pensionati, neanche se ne parla!

Alcune settimane fa è stato annunciato l’intendimento da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri di ridurre a due le aliquote dell’Irpef.

La notizia è stata, però, immediatamente smentita, non ha avuto neppure il tempo di essere ponderata e valutata dal momento che l’epoca attuale non consentirebbe interventi del genere.
Infatti, è inutile, se non assurdo, sostenere che la crisi è ormai alle spalle, che gli effetti dell’emergenza internazionale vanno scomparendo o si sono molto attenuati; la realtà è ben diversa e non permette ancora di nutrire aspettative e tanto meno di ipotizzare progetti.
Eppure, per il popolo dei pensionati l’iniziativa sarebbe stata l’unica veramente positiva perchè, indirettamente, vale a dire, nell’ambito di un provvedimento di carattere nazionale, si sarebbero trovati, comunque, tra i destinatari di un beneficio economico.
Certo è che l’indifferenza per la categoria dei pensionati è assoluta: ben può dirsi che non vi è un provvedimento che la interessi.
Anzi, nei mesi di febbraio e di marzo, sono stati effettuati conguagli e molti hanno visto la propria pensione letteralmente decurtata, perchè quando bisogna operare trattenute, si interviene immediatamente, senza il consenso degli interessati; al contrario, se spetta un emolumento legittimo trascorrono mesi prima che l’importo si concretizzi sotto un profilo monetario.
Le diatribe normative e politiche si intensificano soprattutto in questi tempi elettorali; quando si parla di pensioni, l’argomento riguarda esclusivamente chi è ancora in servizio per eventuali penalizzazioni; nessun segnale, spiraglio, verso i veri pensionati, che continuano ad andare avanti con disponibilità sempre più insufficienti e inadeguate e non in grado di garantire condizioni di vita soddisfacenti.

Basti ricordare che, relativamente agli incrementi annuali collegati al codice ISTAT, è stato stabilito che l’aumento concreto, per l’anno 2009, era stato eccessivo, sicchè, a gennaio, si è provveduto a recuperare il di più e, per l’anno 2010, l’adeguamento dello 0,7% in relazione al reddito, è ridicolo, a fronte di una inflazione reale di circa il 10%.