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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/01/2018  -  stampato il 17/01/2018


Se San Basilide volesse farci una grazia, accetteremmo volentieri il passaggio agli Interni

La situazione del DAP è, ormai, così compromessa che, se San Basilide volesse concederci la grazia, l'unica richiesta segnata sarebbe quella della eutanasia per questo nostro amato Corpo di Polizia Penitenziaria.

Ognuno di noi, ognuno di coloro i quali hanno avuto ed hanno l'onore di vestire l'uniforme del Corpo sa bene quale sia l'orgoglio, l'impegno, la dignità e la pena con le quali confrontarsi ogni giorno.

Il nostro è uno dei lavori più belli del mondo, lo dico con convinzione, ma ormai sperare che qualcosa cambi, che il DAP diventi madre invece che matrigna, che il ministero della giustizia sia davvero la nostra casa e non un luogo in cui essere tollerati per necessità, sperare di poter superare tutto ciò è una anacronistica ed immotivata illusione.

I tavoli dell'esecuzione penale, i dotti consessi riuniti per discutere del carcere, senza tenere conto del pensiero e della volontà della Polizia che nel carcere opera, hanno testimoniato, una volta di più, l'insistenza della nostra amministrazione.

Ci lamentiamo ora dei tagli della Madia, ma preferiamo tacere del rifiuto opposto al divenire la vera Polizia dell'esecuzione pensare esterna, rifiuto condito ovviamente dalla rinuncia alle facoltà assunzionali collegate.

Ci lamentiamo di un riordino che ha visto soccombente il Corpo, nascondendo però che il riordino del DAP è del Ministero, nato sulla spinta della necessità di tagliare i posti da dirigente, è stato condotto con il preciso scopo di tagliare fuori dai centri di potere il Corpo ed i suoi dirigenti.

Ci lamentiamo, soprattutto, della eccessiva frammentazione del DAP e del fatto che, evidentemente, l'orizzonte progettuale di questa amministrazione non vada oltre l'oggi; dimenticando che i nostri capi sono degli externa corporis, perché così vogliamo tutti, e che la vera continuità amministrativa risiede su grigie figure mai chiamate a rispondere delle proprie scelte! Ed in tutto questo, nonostante tutto questo, nonostante ogni progetto di modifica delle competenze del Corpo sia stato pervicacemente affossato, nonostante tutto c'è ancora chi si stupisce del fatto che tanti appartenenti al Corpo aspirino al transito nella Polizia di Stato.

Intendiamoci, nessuno pensa di passare in Polizia di Stato per fare chissà che, al massimo vorremmo poter fare serenamente il nostro lavoro.

Qualcuno sostiene che sia meglio regnare all'inferno che servire in paradiso (The paradise lost, di J. Milton), ma essendo nati e vissuti nell'inferno del DAP molto di noi vedrebbero di buon occhio il continuare la propria vita in Paradiso! Come dire che non sarà tutto oro ciò che luccica ma almeno sicuramente non sarà ciò in cui ci dibattiamo da anni.

San Basilide Aiutaci tu.

PS se qualche forza politica di buon cuore volesse anticipare l'intervento del nostro Santo Patrono  saremmo veramente grati!