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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/04/2010  -  stampato il 03/12/2016


Dal 3 al 9 aprile 2010: notizie in breve

3 aprile 2010
Aggressioni in carcere: tre feriti a Lanciano, 4 all’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto
E’ di 3 agenti feriti il bilancio dell’ennesima aggressione avvenuta questa mattina nel carcere di Lanciano (Chieti). Vittime 2 assistenti ed un ispettore, che sono stati colpiti da 2 fratelli campani, entrambi detenuti nel penitenziario frentano.
Nell''ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, un internato questa mattina ha aggredito e ferito due infermieri, un medico, colpito da un televisore scagliato dall''uomo, ed un ispettore.


3 aprile 2010
Modena: scoperto giro di toto-scommesse tra i detenuti
Attività illecite dei detenuti, come la gestione di scommesse sulle partite di calcio e il possesso di un telefono cellulare, sono state riscontrate negli ultimi giorni dagli agenti della polizia penitenziaria nel carcere Sant’Anna di Modena. Lo rende noto Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria.
"Attraverso la raccolta e l’analisi di alcuni dati, spesso in codice - precisa - è stato possibile scoprire che dei detenuti, comunicando tra loro anche da reparti detentivi diversi, organizzavano scommesse che avrebbero potuto determinare il predominio di alcuni reclusi sugli altri. Attività, questa, vietata dal regolamento interno. In particolare, un detenuto, al quale in passato era stato tolto il lavoro per precedenti attività illecite nell’istituto, raccoglieva le scommesse sulle partite di calcio, facendo da punto di riferimento, e, successivamente, gestiva le vincite e le perdite degli altri reclusi. La polizia penitenziaria sta ora cercando di capire se c’erano dei pagamenti successivi e in che modo avvenivano, tenuto conto che i reclusi non dispongono direttamente di soldi all’interno del carcere".


4 aprile 2010
Iraq: 23 condannati per terrorismo fuggono da carcere Mossul
Ventitre persone condannate per terrorismo sono scappate dalla prigione di Ghazlani, a Mossul. Lo riferiscono fonti di polizia precisando che tra i fuggiaschi ci sono militanti di Al Qaida e altri criminali di ‘alto profilò. I prigionieri sono fuggiti attraverso un foro che avevano scavato nel muro. La fuga è avvenuta di mattina, ma le guardie carcerarie se ne sono accorte soltanto nel pomeriggio. Subito sono stati allertati polizia e militari ai checkpoint della città. Le carceri di Mossul, roccaforte di Al Qaida a 390 chilometri a nord di Baghdad, sono state violate più di una volta. Nel dicembre del 2006, il nipote di Saddam Hussein riuscì a scappare proprio dal carcere di Ghazlani dopo essere stato accusato di aver finanziato l’insurrezione sunnita contro le forze americane. Sempre nel 2006, decine di militanti guidati da Al Qaida fecero irruzione nella prigione di Badush e liberarono 140 carcerati.


6 aprile 2010
Sottosegretario Casellati “pensare anche alla vita sessuale dei detenuti”
"Si dovrebbe pensare anche alla vita sessuale dei detenuti". Ad avanzare la proposta e spingere alla riflessione è il sottosegretario alla giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati, che dagli studi di Radio2 ha ribadito la necessità di interessarsi anche degli aspetti più intimi della vita da reclusi. "Non è facile organizzarla ma potrebbe essere sano. Bisognerebbe predisporre delle stanze dove potersi incontrare con le proprie mogli per un intrattenimento di carattere sessuale-affettivo. Riserverei a questi incontri lo stesso tempo dedicato ai colloqui con la famiglia, diciamo un’oretta". Secondo la Casellati, "una persona repressa nel suo istinto naturale e sessuale può avere qualche altra polarizzazione sessuale, magari anche non desiderata o addirittura imposta dall’ambiente".


6 aprile 2010
Lucca: la Polizia Penitenziaria arresta detenuto nomade evaso
È stato arrestato in mattinata a Marginone (Lucca) dagli uomini del Nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria, Laki Fudorovic, trentenne nato a Velletri ed evaso dal permesso concessogli lo scorso 14 marzo dal magistrato di sorveglianza di Perugia. L’uomo era detenuto nella casa circondariale di Orvieto per i reati di rapina, furto ed altro.
Decisive, fa sapere il Nic, sono risultate le intercettazioni telefoniche disposte dalla procura di Orvieto che hanno permesso di individuare, anche se in maniera approssimativa, il luogo ove l’evaso si nascondeva. Nella notte, il personale del Nic ha fatto irruzione in due campi rom di Marginone, individuando prima la moglie dell’evaso, che si era nascosta sul ciglio della ferrovia posta nei pressi del campo e, successivamente, dopo un rocambolesco inseguimento, Fudorovic. L’uomo era andato nel cimitero di Marginone in bicicletta per nascondersi. L’evaso è stato così riassicurato alla giustizia e portato nel carcere di Lucca. La moglie e gli occupanti il campo rom dove Fudorovic aveva trovato ospitalità sono stati denunciati per il reato di favoreggiamento.
Si tratta dell’ottavo latitante catturato dal Nic negli ultimi otto mesi.


6 aprile 2010
Svizzera: tre detenuti rinchiudono un agente in cella ed evadono
Tre detenuti della prigione di Willisau, nel canton Lucerna, sono fuggiti ieri sera dopo aver aggredito un agente, rinchiudendolo in una cella. La guardia carceraria ha subito ferite di media entità, hanno comunicato le autorità lucernesi, sottolineando che si tratta della prima evasione con cui è confrontata la piccola prigione. I fuggitivi sono due serbi e uno svizzero tra i 20 e i 35 anni, tutti accusati di reati minori: uno sarebbe stato rimesso in libertà in maggio, un altro non è ancora stato condannato e il terzo era in procinto di iniziare una terapia.


7 aprile 2010
Ddl "messa in prova" alla Camera: no a corsia preferenziale
Inizierà domani in commissione Giustizia alla Camera l’esame del ddl del governo che prevede che le pene detentive non superiori a un anno possano essere scontate a casa o presso un altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza e la sospensione del processo con messa alla prova.
Fallita per ora l’intenzione dell’esecutivo di dare una corsia preferenziale al provvedimento che costituisce uno dei pilastri del piano carceri portato in Consiglio dei ministri dal Guardasigilli Angelino Alfano lo scorso 13 gennaio: non è stata trovata l’unanimità dei gruppi, infatti, alla proposta di assegnare il ddl in sede legislativa.


7 aprile 2010
Porto Azzurro: 36 detenuti "sequestrano" due agenti
Accerchiati, minacciati e sequestrati da una quarantina di detenuti armati di piccole lame. Due agenti penitenziari del carcere di Porto Azzurro (Livorno), ieri pomeriggio, sono stati vittime di una protesta dei reclusi contro le condizioni di vita nell’istituto: la mancanza di acqua calda, i mancati cambi di lenzuola e il vitto non adeguato. Tutto si è risolto senza incidenti dopo un paio d’ore, grazie alla mediazione del personale di polizia penitenziaria e dal comandante del reparto.
Proprio l’istituto penitenziario dell’Isola d’Elba nel 1987 fu teatro di una rivolta che tenne per una settimana l’Italia con il fiato sospeso. Dal 25 agosto al primo settembre, sei ergastolani capitanati dal neofascista Mario Tuti, durante un tentativo di evasione presero in ostaggio una trentina di persone, fra le quali il direttore dell’istituto. Gli ostaggi vennero poi rilasciati senza spargimento di sangue.


7 aprile 2010
Francia: l’Amministrazione cede alle richieste di un detenuto che ha preso in ostaggio uno psichiatra del carcere
Dopo alcune ore di paura, è finita bene la vicenda del medico preso in ostaggio da un detenuto nel carcere parigino de La Santé: il sequestratore, considerato pericoloso dalle autorità carcerarie, lo ha liberato e si è arreso. "Il detenuto si è arreso e ha liberato l’ostaggio che è in buone condizioni", hanno reso noto fonti del ministero della Giustizia al termine di oltre cinque ore di negoziati.
Il carcerato, Francis Dorffer, di 26 anni, condannato per violenza sessuale e furti, ha ceduto dopo una trattativa estenuante con la Brigata di ricerca e indagine (Bri), assistita da una psicologa. L’uomo aveva sequestrato lo psichiatra Cyrille Canetti, era in possesso di un’arma bianca di fabbricazione artigianale e chiedeva di essere trasferito più vicino alla sua compagna, che abita nella città di Mulhouse, nell’Est della Francia.
L’amministrazione penitenziaria ha ceduto alle richieste del carcerato, che in passato aveva già preso in ostaggio altre due persone. Nel settembre del 2003, a 19 anni, l’uomo aveva strangolato e sgozzato un compagno di cella con il quale aveva avuto dei litigi, e per questo è stato condannato a 30 anni di prigione.


8 aprile 2010
Cucchi poteva essere salvato, morì per mancate cure
La vita di Cucchi si sarebbe potuta salvare. Se fosse stata posta in essere un’idonea terapia si sarebbe potuto scongiurarne la morte". Così Paolo Arbarello, direttore dell’istituto di Medicina legale dell’università La Sapienza nel corso di una conferenza stampa in cui ha illustrato le conclusioni di una consulenza elaborata da un pool di esperti da lui guidati per far luce sulla morte di Stefano Cucchi, il detenuto morto il ottobre scorso al Sandro Pertini. "Stefano Cucchi non è morto per disidratazione. La sera prima del decesso aveva assunto tre bicchieri d’acqua ed erano stati fatti dei prelievi di urina da cui è emersa una corretta funzionalità renale". Stefano Cucchi non è morto per disidratazione, ma perché, pur in condizioni cliniche estremamente difficili, non è stato curato. A questa conclusione è giunto il professor Paolo Arbarello, responsabile dell’istituto di medicina legale e a capo di una equipe medica nominata dal pm che conduce l’inchiesta sulla morte di Cucchi. Il fascicolo di 145 pagine è stato consegnato mercoledì ai magistrati.


9 aprile 2010
Pordenone: petizione Lega; no a costruzione di nuovo carcere
Il "no" della Lega alla struttura penitenziaria in Comina si basa su diverse considerazioni. Prima fra tutte, il fatto che la zona dove dovrebbe sorgere il carcere sarà oggetto nei prossimi anni di "pesanti trasformazioni". I militanti della Lega si riferiscono alla realizzazione di nuovo ospedale e all’asse viario meglio noto come gronda nord. Inoltre, il Carroccio "non sente la necessità di un carcere che possa contenere 450 persone, con pareti alte 15 metri, quando i detenuti attualmente sono un’ottantina".
Altra riflessione, quella sull’etnia dei detenuti. "Attualmente quelli stranieri sono oltre il 50 per cento, quindi per contenere quelli friulani il carcere attuale basta e avanza". La sezione roveredana del Carroccio sostiene che "nel progetto il sito dedicato al carcere sarà più vicino all’abitato di Roveredo che a quello di Pordenone, dal momento che sorgerà a confine col torrente Brentella, al centro di un’area di nuove residenze immerse nel verde". La struttura penitenziaria "aggraverà la percezione di insicurezza dei cittadini che risiedono nelle aree limitrofe e costerà una valanga di soldi". Le firme raccolte saranno inviate ai presidenti di Provincia e Regione, "con l’impegno che il nostro no non resti inascoltato".