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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/05/2010  -  stampato il 08/12/2016


Organico della Polizia Penitenziaria e presenze detenuti: andamenti e confronti

Nell'intervento precedente "Breve storia dell'organico del Corpo di Polizia Penitenziaria cosi' come previsto dalla Legge", abbiamo visto come, nel corso degli anni, l'organico previsto del Corpo di Polizia Penitenziaria ha subito degli incrementi, fino ad arrivare all'ultimo decreto legislativo del 21 maggio del 2000 n. 146 che prevede l'impiego di 45.121 poliziotti penitenziari da distribuire in tutti gli istituti penitenziari per adulti, per minori e in tutti gli altri compiti e servizi che il Corpo ha assunto negli ultimi due decenni.

Dalle tabelle presentate la volta scorsa si può notare come le previsioni d'incremento dell'organico, hanno avuto degli aggiustamenti in corso d'opera. Tutto ciò si traduce nel grafico seguente che fotografa la situazione anno per anno, tenuto conto dell'organico previsto in vigore per quell'anno.

 

Polizia Penitenziaria: organico previsto dalla legge 

 

In realtà (come spesso accade) quanto previsto/promesso dal legislatore non è stato attuato e il Corpo di Polizia Penitenziaria ha dovuto "accontentarsi" di disporre di un numero di persone ben più esiguo di quanto previsto, come evidenziato nel grafico sottostante. Il rapporto tra personale previsto e personale effettivamente a disposizione, può fornire già i primi spunti per eventuali analisi e considerazioni personali che il lettore potrà segnalarci commentando questo articolo.

 

Polizia Penitenziaria: confronto tra organico previsto dalla legge e organico effettivamente presente 

 

Negli stessi anni però, qual'è stato l'andamento delle presenze dei detenuti negli istituti penitenziari italiani? I dati che disponiamo si riferiscono alle persone adulte (uomini, donne, stranieri) effettivamente detenute in carcere e sono esclusi i minori e i detenuti sottoposti a misure alternative. I dati del grafico successivo però indicano anche i semestri ed evidenziano per esempio, il brusco decremento dal luglio 2006, data dell'inizio dell'effetto della legge 241/2006 (il cosiddetto indulto).

 

 

Ora non ci rimane che unirli in un unico grafico che permette il raffronto diretto tra: l'andamento delle presenze negli istituti penitenziari per adulti, l'organico di Polizia Penitenziaria previsto dalla legge e l'organico effettivamente a disposizione del Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP). Il confronto è presentato nel grafico successivo ed è stato sfoltito dei dati riferiti alle presenze dei detenuti di metà anno, presentando solo il dato di fine anno, per meglio compararlo con i dati in nostro possesso riferiti all'organico effettivo.

 

 

Com'è facile intuire (facile per noi che apparteniamo alla Polizia Penitenziaria, un po' meno facile se chi legge è un politico o un dirigente del DAP), la situazione ha assunto toni davvero drammatici per chi opera negli istituti penitenziari e non è più rinviabile il ricorso a provvedimenti urgenti come quelli che il Sappe sta ribadendo da mesi, se non da anni.

Come dimostrano i dati rappresentati dal grafico, il fenomeno della crescita delle persone detenute ha origine già dal 1998 e, tolto il "buco" rappresentato dalle scarcerazioni dovute all'indulto del 2006, ha un andamento sostanzialmente lineare, tantoché può essere tracciata una linea quasi retta tra il 1995 e il picco raggiunto oggi.

Da questo ultimo grafico è evidente che (a questo punto dovrebbe esserlo anche ad un politico o un dirigente del DAP) la crescita del numero di persone detenute e il contestuale decremento di personale (iniziato già nel 2005) ha assunto aspetti che rasenterebbero il ridicolo se non fossero coinvolte direttamente le vite dei nostri colleghi, con le conseguenti ricadute nell'ambito delle rispettive famiglie.

Sono dei dati questi che sono letteralmente nascosti all'opinione pubblica perché nessun politico potrebbe difendere questi numeri. Nessun amministratore pubblico potrebbe trincerarsi (come fino ad ora è stato fatto) sul rapporto numerico tra poliziotti impiegati e persone detenute che in Italia è ampiamente maggiore di quello delle altre Nazioni europee e che quindi (a parer loro) giustificherebbe una crescita del numero dei detenuti senza una crescita corrispondente del personale di Polizia Penitenziaria.

Il ricorrere al rapporto numerico poliziotti/detenuti, è un errore (o per meglio dire una scappattoia) a cui hanno fatto ricorso quasi tutti i Ministri di via Arenula per sottrarsi alle proprie responsabilità politiche.

Un altro "errore" è stato quello di sbandierare la nostra riforma e la nostra legislazione penitenziaria come tra le più avanzate del Mondo, come quella più progressista ed illuminata in difesa dei diritti delle persone detenute.

La realtà è che la riforma (inapplicata) penitenziaria, è stata scaricata sulle spalle della Polizia Penitenziaria che negli anni ha assunto il ruolo, di fatto, di presidio medico, psicologico, ri-educativo, il tutto garantendo contemporaneamente la sicurezza dei cittadini e dei detenuti stessi. Un lavoro titanico, non riconosciuto e non valorizzato dapprima dai nostri stessi dirigenti.

I dati invece parlano chiarissimo. La differenza tra l'area al di sotto della linea arancione e quella al di sopra della linea rossa infatti, si chiama stress da lavoro, riposi non fruiti, ore di lavoro straordinario non pagato, spese di missioni anticipate e rimborsate dopo mesi e mesi, disagi che scontano le nostre famiglie, rapporti disciplinari per inadempienze inevitabili, aggressioni subite e, in casi estremi, ha sicuramente aggravato lo stato d'animo di chi, tra i nostri colleghi, è ricorso all'estremo gesto del suicidio per superare i propri problemi.

Fino a quando dovremo assistere all'allargamento di questa "forbice" numerica e fino a quando i nostri amministratori vorranno sfruttare il lavoro della Polizia Penitenziaria, non ci è dato sapere.

Di certo è che si sta lavorando solo per aumentare il divario della "forbice" e non per cercare di chiuderla.

 

Articoli correlati:

(I parte) Il disciolto Corpo di Polizia Penitenziaria: i dati reali sul progressivo decremento del personale

(II parte) Breve storia dell’organico del Corpo di Polizia Penitenziaria così come previsto dalla Legge