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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/05/2010  -  stampato il 10/12/2016


Ufficiali del disciolto corpo degli agenti di custodia: Esauriamo il ruolo ad esaurimento ?

Chi, come me, era in servizio negli anni ottanta ed ha seguito, almeno un po’, l’iter della riforma del Corpo degli Agenti di Custodia ricorderà sicuramente quanto è stata lunga e travagliata la gestazione del famigerato art. 25 della legge 395/90.
Lunga e travagliata gestazione, perché è stata lunga e travagliata la discussione su che cosa si voleva fare degli ufficiali degli agenti di custodia che, già allora, erano una categoria a margine del Corpo (sebbene organica ad esso) nel quale ricoprivano incarichi e funzioni sovraordinate gerarchicamente ma allo stesso tempo avulse dal vero e proprio servizio di istituto.
 
(Da un appunto dell’epoca: “Il Comandante del Corpo e gli altri Ufficiali, pur privi di codificati poteri d’intervento autonomo, fatta eccezione di quelli di principio ad essi riconosciuti dalla legge istitutiva (mai oggetto di regolamento, ancorché d’obbligo) potevano esercitare il sancito potere gerarchico e, per conseguenza, pretendere comportamenti di subordinazione senza limitazioni personali e territoriali privi, tuttavia, di retroterra sostanziale)
 
Il travaglio di allora fu, appunto, incentrato sul che cosa se ne voleva fare di quella categoria nell’indecisione tra l’inserimento gerarchico e funzionale nell’organico dell’istituendo  Corpo di Polizia Penitenziaria e la soppressione tout court del ruolo.
La storia ci ha consegnato, alla fine, la solita soluzione di compromesso contenuta, come detto, nell’art. 25 che si è rivelato un vero e proprio ossimoro giuridico laddove ha conciliato l’inconciliabile con l’improbabile istituzione di questo famigerato ruolo ad esaurimento degli ufficiali del disciolto corpo degli agenti di custodia, con status militare, progressione di carriera a ruolo aperto, ma senza l’attribuzione di specifiche mansioni e competenze nella Polizia Penitenziaria e, soprattutto, senza alcun sovraordinamento gerarchico al personale del Corpo.
In altre parole, l’articolo 25 della legge 15.12.1990, n. 395 è stato un aborto giuridico, frutto di un irrealizzabile compromesso tra chi voleva gli ufficiali dentro e chi li voleva fuori dall’amministrazione penitenziaria.
 
25. Ruolo ad esaurimento degli ufficiali del Corpo degli agenti di custodia.
 
1. Dalla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale gli ufficiali del Corpo degli agenti di custodia, compresi quelli del ruolo istituito ai sensi dell'articolo 4-ter del decreto-legge 28 agosto 1987, n. 356 , convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1987, n. 436, sono inquadrati in un ruolo ad esaurimento e nei loro confronti continuano ad applicarsi le norme in precedenza vigenti.
2. Gli ufficiali inquadrati nel ruolo ad esaurimento conseguono l'avanzamento al grado superiore a ruolo aperto. Le promozioni al grado superiore sono conferite nel rispetto dei periodi minimi di permanenza nei singoli gradi e degli altri requisiti previsti dall'articolo 26 del decreto legislativo luogotenenziale 21 agosto 1945, n. 508 , come sostituito dall'articolo 3 della legge 4 agosto 1971, n. 607 .
3. Gli ufficiali già ritenuti idonei all'avanzamento, ma non promossi per mancanza di posti in organico, conseguono la promozione al grado superiore, ai soli fini giuridici, con decorrenza data della relativa valutazione.
4. La promozione al grado superiore a quello apicale di cui all'articolo 1 della legge 4 agosto 1971, n. 607 , è conferita con riferimento alla progressione dei gradi e delle corrispondenti qualifiche di cui alla tabella annessa alla legge 1° aprile 1981, n. 121 , e successive modificazioni e integrazioni, computando, ai fini dell'anzianità, anche con ricostruzione della carriera, periodi triennali decorrenti dalla data dell'ultima promozione nel Corpo degli agenti di custodia.
5. Agli ufficiali del ruolo ad esaurimento si applicano altresì le norme sullo stato giuridico di cui al titolo IV della legge 10 aprile 1954, n. 113 , e successive modificazioni. Ad essi sono estesi i benefici che saranno attribuiti ai corrispondenti gradi delle altre forze di polizia. Gli ufficiali del ruolo ad esaurimento conservano la sede di servizio e nei loro confronti si applicano le disposizioni di cui al primo comma dell'articolo 6 della legge 3 novembre 1963, n. 1543 .
6. Gli ufficiali del ruolo ad esaurimento assumono le funzioni e gli obblighi dei funzionari direttivi o dei dirigenti dell'Amministrazione penitenziaria e possono essere preposti, a domanda, alla direzione dei servizi tecnico-logistici, del servizio di traduzione dei detenuti ed internati e del servizio di piantonamento dei detenuti ed internati ricoverati in luoghi di cura, secondo le modalità stabilite dal regolamento di servizio di cui all'articolo 29, nonché dei servizi di amministrazione. Possono altresì essere preposti, a domanda, alla direzione degli istituti e servizi dell'Amministrazione penitenziaria, sempre che siano in possesso dei requisiti previsti dalle leggi vigenti per il corrispondente profilo professionale.
7. Agli ufficiali del ruolo ad esaurimento, che cessino a domanda dal servizio entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è concesso, sia ai fini del compimento della anzianità necessaria per conseguire il diritto a pensione ed il trattamento economico previsto dai commi ventiduesimo e ventitreesimo dell'articolo 43 della legge 1° aprile 1981, n. 121 e successive modificazioni, sia ai fini della liquidazione della pensione e dell'indennità di buonuscita, un aumento di servizio di sette anni. Il periodo eventualmente eccedente è valutato per l'attribuzione delle successive classi di stipendio.
8. Il Governo è delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per disciplinare il passaggio ad altri ruoli degli ufficiali del disciolto Corpo degli agenti di custodia, con l'osservanza dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) consentire agli ufficiali che ne facciano domanda il passaggio, conservando le posizioni giuridiche ed economiche conseguite, in altre forze armate dello Stato o in altre forze di polizia, da individuarsi secondo modalità e criteri determinati con decreto del Ministro di grazia e giustizia, di concerto con i Ministri interessati, salvaguardando in ogni caso i diritti e le posizioni del personale delle amministrazioni riceventi;
b) consentire agli ufficiali che ne facciano domanda il passaggio, conservando le posizioni giuridiche ed economiche conseguite, ai ruoli del personale dell'Amministrazione penitenziaria o di altre pubbliche amministrazioni, mantenendo la qualifica funzionale o dirigenziale rivestita nell'amministrazione di provenienza e salvaguardando i diritti e le posizioni del personale appartenente ai ruoli delle amministrazioni riceventi;
c) stabilire, nei casi di cui alle lettere a) e b), la corrispondenza fra il grado rivestito e la qualifica da assumere, tenuto conto della anzianità già maturata nel grado militare.
 
D.Lgs. 21-5-2000 n. 146
Ufficiali del ruolo ad esaurimento del disciolto Corpo degli agenti di custodia
 
27. Ricollocamento del personale del ruolo ad esaurimento.
 
1. Ad integrazione e parziale modifica del comma 6 dell'articolo 25 della legge 15 dicembre 1990, n. 395, nell'àmbito dell'Amministrazione penitenziaria i predetti ufficiali, per la specifica professionalità e per la peculiare esperienza da essi maturata a livello operativo, sono applicati:
a) presso uffici e servizi tecnico-logistici, sia a livello centrale che periferico, con funzioni di direzione o di supporto alla direzione;
b) nel servizio di traduzione e piantonamento dei detenuti e degli internati, sia a livello centrale che periferico, con compiti di direzione o di supporto alla direzione;
c) presso i Provveditorati regionali, di supporto al Provveditore per i settori e per le problematiche di cui alle lettere a) e b), oltre che per gli aspetti organizzativi e di coordinamento relativamente all'impiego dei contingenti di polizia penitenziaria, alla idoneità delle caserme, delle mense e degli equipaggiamenti;
d) nelle articolazioni centrali, presso l'Istituto superiore di Studi penitenziari e presso le scuole, di supporto ai responsabili di dette strutture per l'attività didattica, di formazione e di addestramento del personale del Corpo di polizia penitenziaria. In tale àmbito sono preposti alla direzione ed alle connesse attività operative dei poligoni di tiro dell'Amministrazione.
2. Tale impiego è di norma disposto a domanda dell'interessato e con provvedimento da emanarsi tenendo conto dei criteri di cui all'articolo 90 del decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1999, n. 82. È comunque fatta salva la facoltà dell'Amministrazione penitenziaria, per sopravvenute esigenze e per il perseguimento di propri obiettivi prioritari, di disporre autonomamente l'impiego di ufficiali nei compiti di cui al comma 1.
3. Fermi restando il grado rivestito e l'anzianità posseduta, le funzioni, sia di livello direttivo che dirigenziale, attribuibili agli ufficiali del ruolo ad esaurimento sono quelle corrispondenti alle responsabilità ed agli incarichi ad essi effettivamente conferiti dall'amministrazione.
 
DOTAZIONE ORGANICA UFFICIALI AGENTI DI CUSTODIA 15.12.1990
Colonnello                       1
Ten.Colonnello            12
Maggiore                       15
Capitano                        16
Tenente                         22
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Totale                              66
 
Nonostante tutto questo, la categoria degli ufficiali è sopravvissuta a se stessa e attraverso una selezione naturale di tipo darwiniano, ha percorso qualche gradino della sua evoluzione arrivando, con alcuni esemplari di eccellenza della specie, ad assumere con profitto alcuni incarichi di grande rilievo.
 
Oggi, però, dopo vent’anni di malintesi e di ambiguità potrebbe essere  arrivato il momento di uscire dall’equivoco ordinamentale riformando sostanzialmente l’art. 25 della legge 395/90.
 
Allo stato attuale gli Ufficiali r.e. del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia risultano essere:
 
Generale                        21
Colonnello                     11
Ten. Colonnello              2
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Totale                            34
 
 
Ed è per questo che, oggi, domandiamo a noi stessi e a tutto il personale della Polizia Penitenziaria, se è arrivato il momento di integrare senza vincoli e senza condizioni gli Ufficiali nel Corpo ?
 
Non dimentichiamo, al riguardo, che fermo restando il diritto acquisito dagli stessi Ufficiali al ruolo ad esaurimento e alla progressione aperta di carriera senza vincoli di posti disponibili, l’eventuale integrazione non andrebbe ad occupare alcun posto in organico dei ruoli dirigenziali (allo stato attuale solo 12) ma, anzi, garantirebbe da subito al Corpo 34 dirigenti in più e, soprattutto, la possibilità di rivendicare uno o più posti da dirigente generale.
 
Del resto, il Corpo, allo stato attuale,  non potrebbe ottenere alcun dirigente se non prima di altri sei o sette anni, tempo necessario ai funzionari del ruolo ordinario per maturare l’anzianità minima prevista per accedere a quel ruolo.
 
E allora, apriamo questo dibattito.
 
(p.s.
Resta inteso che qualora si procedesse nella direzione di reintegrare gli ufficiali nel Corpo andrebbero garantite a tutti quelli di loro che non volessero aderire le stesse alternative che furono concesse nel 1991)
 
 
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