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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/05/2010  -  stampato il 07/12/2016


Piano carceri: Maroni (e la Lega) vuole infilarci assunzioni per Polizia e Carabinieri.

 

E alla fine il Ministro Maroni è uscito allo scoperto:
Darà il suo ok al disegno di legge sulle carceri presentato dal Ministro Alfano soltanto se vi saranno introdotte ulteriori misure per assunzioni nella Polizia di Stato.
In altre parole, noi abbiamo l’emergenza e gli altri ne vogliono approfittare per sistemare i propri problemi.
In realtà, sappiamo bene che anche le altre forze di polizia hanno i loro problemi di organico; anche per loro, infatti, ha prodotto effetti deleteri il blocco del turn over, ma non ci sembra affatto giusto che si approfitti della gravissima situazione carceraria (che ormai è una vera e propria tragedia) per ottenere benefici normativi.
Nessuno può negare, infatti, che quella dei penitenziari italiani è diventata una emergenza nazionale tanto che, già da qualche mese è stata decretato ufficialmente lo “Stato di emergenza” per le carceri con la contestuale nomina del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a Commissario Straordinario per l’Edilizia Penitenziaria.
Ecco le dichiarazioni di Maroni, subito riprese dal suo partito:
 
DICHIARAZIONI MINISTRO MARONI  (9 MAGGIO 2010)
"L'ho votato quel ddl perché sul principio della riabilitazione del condannato siamo tutti d'accordo. Poi, però, i responsabili della polizia hanno fatto le verifiche e si sono allarmati. Uscirebbero 10.500 detenuti che, aggiunti agli attuali 3.500, porterebbero la quota dei domiciliari a 14 mila. Il che significa riorganizzare il sistema di controllo con un impiego notevole di uomini e mezzi. La Lega presenterà un emendamento alla Camera per chiedere l'assunzione di un contingente straordinario di poliziotti per effettuare i controlli sui domiciliari. Ho bisogno di più uomini e di più volanti, altrimenti non se ne fa niente. Inoltre, se si tratta di 2.000-3.000 detenuti si può ragionare ma chi ha condanne brevi per reati di grave allarme sociale non può cavarsela senza un giorno di carcere. Se ne è parlato in consiglio dei ministri: le nostre ragioni le ha esposte Calderoli. So che Berlusconi ha riconosciuto l'esigenza di una correzione".
 
Giustizia: Lega, assumere 3000 poliziotti e Carabinieri e ridurre a 6 mesi la detenzione domiciliare  (Ansa, 12 maggio 2010)
 
 Le modifiche introdotte ieri dal governo al ddl Carceri non convincono la Lega che oggi presenta circa 20 subemendamenti per correggere ulteriormente il testo.
Tra le proposte di modifica, firmate dai componenti del Carroccio in commissione Giustizia della Camera, ce n'è una che autorizza il ministero dell'Interno e quello della Difesa ad assumere almeno 3.000 unità per garantire adeguati controlli ai detenuti che potranno scontare l'ultimo periodo di detenzione agli arresti domiciliari.
In deroga alla normativa vigente, si legge nel subemendamento, entro un limite di spesa complessiva di 144 milioni di euro (36 per il 2010 e 108 per il 2011), si dovrebbe reclutare, tra le Forze Armate, il nuovo personale per i Carabinieri (1.500) e per la Polizia di Stato (1.500).
I deputati della Lega, primo firmatario Matteo Brigandì, propongono anche di ridurre ulteriormente il periodo da scontare ai domiciliari: dai 12 mesi previsti dal governo, si passerebbe ai sei. Quindi, si vorrebbero escludere dal beneficio alcuni reati come quello dei maltrattamenti in famiglia; il furto, sia quello aggravato, sia con strappo sia in appartamento; la violenza sessuale; il traffico e la detenzione di stupefacenti. E non si dovrà applicare a chi non avrà la residenza o un luogo di dimora. Ovvero quando non sussista l'idoneità e l'effettività del domicilio. Né a chi risulti recidivo; o non avrà già scontato almeno un terzo o la metà della pena.
I leghisti propongono, inoltre, di imporre un limite alla durata dell'applicazione della normativa: dovrebbe produrre i suoi effetti non oltre la data del 31 dicembre 2012 o fino a quando non verrà attuato il programma di interventi in materia di infrastrutture carcerarie.
Si sottolinea anche il fatto che ogni singolo caso dovrà essere valutato dall'autorità giudiziaria "È solo un modo da parte della Lega - commenta un esponente dell'opposizione in commissione Giustizia - per tardare al massimo i tempi e non far vedere la luce al provvedimento".
 
 
Pur comprendendo, ed apprezzando, le intenzioni del Ministro dell’Interno di ottenere uomini per la “sua” Polizia di Stato, non possiamo assolutamente condividere la strumentalizzazione della nostra sofferenza per portare a casa benefici in sede di provvedimenti di emergenza per le carceri.
Anche questo è uno dei motivi per i quali il Sappe intende manifestare il proprio malumore al Presidente Berlusconi.
 
Cesare Cantelli