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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/05/2010  -  stampato il 04/12/2016


Lettera di Carlo Azeglio Ciampi a Pannella sulle condizioni delle carceri.

 

"Caro Pannella,

come ti ho anticipato nel corso della nostra conversazione, l'età mi
"impone" regole severe, che non posso trasgredire. Un'obbedienza che
questa volta, molto più che in altre circostanze, mi pesa.
Considerami presente, insieme con tutti quei cittadini - numerosi mi
auguro - che hanno raccolto il tuo disperato appello, che con la loro
presenza intendono rappresentare alle Istituzioni, ai mezzi di
informazione, all'opinione pubblica la reale natura di quello che
pudicamente continuiamo a chiamare "problema carcerario", ma il cui
vero nome è "dramma". Il dramma che si consuma nelle nostre carceri è
nel numero dei suicidi, ma lo è anche nelle condizioni in cui vivono i
detenuti. I numeri che contano le "vittime" e quelli che misurano gli
indici di affollamento sono dati che turbano la nostra coscienza di
uomini, di cittadini di uno stato di diritto.
Nelle nostre carceri viene annientata la dignità di migliaia di uomini
e di donne, regredisce la civiltà di una società. Le condizioni
prevalenti nelle nostre carceri sono l'ostacolo principale alla messa
in opera di trattamenti di riabilitazione. Quei luoghi offendono la
nostra stessa dignità di uomini liberi, sollevando dubbi sul nostro
grado di civiltà. Con questi sentimenti, rinnovo il mio incondizionato
sostegno alla tua iniziativa e ti invio un cordiale saluto.

Carlo Azeglio Ciampi"