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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/05/2010  -  stampato il 04/12/2016


Riccardo Turrini Vita è il nuovo direttore Generale del Personale

Finisce, dopo poco più di tre anni, l’esperienza di Massimo De Pascalis a capo del personale dell’amministrazione penitenziaria.
La direzione De Pascalis è stata caratterizzata da due periodi ben distinti: il primo sotto la guida del dipartimento di Ettore Ferrara nel quale ha, sicuramente, esercitato un ruolo di grande rilievo ed ha esercitato un potere rilevante, proporzionato (se non superiore) alle funzioni svolte; il secondo, sotto la guida del dipartimento di Franco Ionta, sicuramente di più basso profilo, in posizione difilata e con poteri inadeguati alle funzioni svolte.
Entrambi i periodi, e non poteva essere altrimenti, sono stati contraddistinti da risultati alterni, che hanno più o meno raggiunto gli obiettivi prefissati ed hanno più o meno soddisfatto personale, utenza e organizzazioni sindacali.
In altre parole, la gestione De Pascalis ha avuto alti e bassi e potrebbe essere riassunta con quella formuletta che compariva sulle mie pagelle scolastiche, e che tanto mi ha perseguitato durante la  mia adolescenza: «E’ molto intelligente, ma potrebbe fare di più...»
La fine del mandato del dott. De Pascalis è coincisa con il tentativo di segnare la discontinuità con il passato sull’attribuzione delle funzioni di direttore generale del personale ai dirigenti generali dell’amministrazione penitenziaria, con la nomina di un magistrato.
Assai convinto di questa scelta il Capo del Dap Ionta che, pare, avesse convinto anche il Ministro Alfano.
Alla fine, però, la nomina di un Magistrato non si è concretizzata per la mancanza di convergenza sul nome da scegliere.
Premesso, però, il predetto segnale di discontinuità si è addivenuti, alla fine, ad una soluzione di compromesso cosicché le preferenze di Ionta ed Alfano sono convenute su Riccardo Turrini Vita, attualmente dirigente generale dell’amministrazione penitenziaria ma proveniente, però, dai ruoli della Magistratura ed inquadrato per effetto della recente legge Meduri.
Il nuovo capo del personale, quindi, rimane sempre un dirigente dell’amministrazione penitenziaria ma con l’imprinting  desossiribonucleico della magistratura.
Per quello che ci riguarda, poco importa se il direttore generale del personale sia un dirigente o un magistrato:  la cosa più importante è la scelta della persona.
(Certo non possiamo nascondere le nostre ambizioni a vedere un uomo in divisa seduto su quella poltrona, o su un’altra, eventuale, della direzione generale del Corpo.)
Per il momento, come abbiamo fatto sempre, aspettiamo di vedere cosa sarà in grado di fare e di darci Riccardo Turrini Vita che, comunque, conosciamo come uomo di grande valore e di grande cultura, molto preparato sotto il profilo amministrativo e giuridico e con un esperienza più che decennale nel ministero della giustizia e nell’amministrazione penitenziaria.
Sappiamo, però, come sicuramente saprà anche lui, che una cosa è la teoria ed un’altra è la pratica e che la capacità di ben amministrare uomini e cose della Polizia Penitenziaria va dimostrata sul campo, con i fatti e con i risultati.
Tutto il resto sono soltanto chiacchiere e perdita di tempo.