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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/05/2010  -  stampato il 25/07/2017


"Graecia docet"

In questi giorni, il Governo greco sta ricevendo gli aiuti economici da parte della Unione Europea per far fronte alla temuta bancarotta, cioè alla insolvenza per debiti contratti, che non potevano più essere saldati. 
Il popolo ellenico pagherà caramente tale dissesto, dal momento che sono stati soppressi i rinnovi contrattuali per un triennio e, parimenti, le tredicesime e le quattordicesime, quando spettanti e saranno ridotte le retribuzioni dei dipendenti e dei pensionati pubblici; misure analoghe non interessano i lavoratori del settore privato.
In Italia, più di trent’anni fa, le indennità di buonuscita di coloro che andavano in pensione furono trasformate in obbligazioni cedolari del Tesoro, da riscuotere, in modo frazionato, negli anni a seguire; circa venti anni or sono, fu formulata l’ipotesi, poi fortunatamente subito rientrata, di sospendere l’erogazione degli stipendi per un mese, ferma restando, comunque, la liquidazione, in epoca successiva, magari rateizzata. 
Per l’occasione della ricorrenza del 1° Maggio, festa del Lavoro, celebrata da sempre a livello internazionale, i Vertici sindacali, riuniti a Rosarno in Calabria, hanno voluto stigmatizzare l’importanza di riforme radicali e sostanziali del mondo del lavoro; uno di essi ha, però, anche testualmente richiamato l’attenzione sulla necessità di ridurre le tasse per i lavoratori e per i pensionati. 
Ecco, una parola dimenticata! 
C’è qualcuno che ancora si ricorda che esistono i pensionati, una categoria di ex lavoratori, composta da 12 milioni di persone, vale a dire da un quinto della popolazione, peraltro tuttora in grado di offrire molto alla società, nonostante siano poste in un dimenticatoio mortificante. 
Viene da riflettere sulle misure adottate in Grecia,  temendone conseguenze simili per il nostro Paese: infatti, dal momento che, nell’ultimo quinquennio, il potere d’acquisto per i pensionati si è ridotto per lo meno del 30%, senza che sia intervenuto alcun sostegno finanziario del reddito, cosa succederebbe se venisse disposta una ulteriore decurtazione sul trattamento economico mensile? 
Certamente molti andrebbero a chiedere  l’elemosina all’angolo delle strade, un obolo sulle scale di una chiesa. 
Eppure l’attuale maggioranza parlamentare, e governativa, prima della consultazione elettorale faceva promesse, si impegnava per una rivisitazione delle pensioni d’annata, per compensazioni e recuperi di carattere fiscale: tutto dimenticato, anzi si è avuto il coraggio di stabilire, in un decreto, che, nell’anno 2008, l’adeguamento ISTAT era stato eccessivo!

Senza voler essere pessimisti, prepariamoci responsabilmente ad affrontare una Grecia italiana.