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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/05/2010  -  stampato il 10/12/2016


Milano Bollate: il SAPPE chiede un punto di ascolto per il personale di polizia Penitenziaria

Il SAPPe Provinciale con una lettera aperta ha chiesto l’apertura di un punto di ascolto per il personale dell’istituto di Bollate come già avvenuto con la Casa Circondariale di Monza. 
Nella lettera si legge: «Dalle vie telematiche e dai media in generale, apprendiamo troppo spesso di eventi tragici che colpiscono i nostri colleghi (ed i loro cari), senza alcuna distinzione di età e tanto meno sociale. In effetti, tutti noi che serviamo fiduciosi lo Stato, a priori abbiamo dovuto fare delle scelte difficili, condizionando molte volte coloro che ci vivono accanto quotidianamente, o che vorrebbero viverci accanto, ma che tante motivazioni, culturali, sociali e nondimeno, economiche, ci costringono a vivere divisi, lontani centinaia di chilometri, con le conseguenze che le statistiche poi ci riportano. Infatti, all’interno di tutti i Corpi di Polizia, la casistica delle separazioni è fra le più alte, rispetto a tutte le altre tipologie di “attività”».
Ecco allora che accade che ci si rifugi in alternative consolatorie, in conseguenza di stati depressivi. 
Infatti, alla luce degli ultimi episodi, avvenuti nella nostra Amministrazione, ...vogliamo farci portavoce di quanto accade intorno a noi, senza voltare la testa dall’altra parte. 

Sull’esempio della Casa Circondariale di Monza, chiediamo di valutare la possibilità di attivare anche presso questa struttura, vanto di progettualità, quanto già avviato, con ottimi risultati, presso la Consorella lombarda, per non dimenticare che ogni divisa nasconde una persona con tutte le sue debolezze ed il suo bagaglio di sofferenze.