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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/06/2010  -  stampato il 06/12/2016


L’ispettore generale dei cappellani rivela: anche in carcere si fanno sedute spiritiche e riti satanici.

L'ispettore generale dei cappellani dell'Amministrazione penitenziaria, monsignor Giorgio Caniato, 82 anni, ha rivelato, di recente, che dentro le carceri italiane ci sono detenuti che evocano il diavolo con riti e sedute spiritiche.

Monsignor Caniato ha dichiarato che: “Si fanno sedute spiritiche e la cosa è venuta fuori perché gli altri ospiti nei penitenziari si sono lamentati che la notte nelle celle le sedie ballavano e le pentole appese ai muri cadevano. Lo hanno detto alla sorveglianza e sono venuti a saperlo pure i cappellani e le suore.”
 
Stando a quanto è emerso, la pratiche sataniche sarebbero esercitate più dalle donne, anche se sono capitate anche nei settori maschili.
 
Sempre secondo Caniato: “Evidentemente, queste persone hanno continuato a fare dentro quello che praticavano fuori, per evocare amici e parenti defunti  e per sapere da loro chissà che cosa. Ovviamente, praticare riti satanici in carcere è vietato.”
Il fenomeno finora risulta, però, molto circoscritto e all'ispettore generale dei cappellani non risultano casi di possessione diabolica o d'infestazione ambientale all’interno di un carcere, tanto che nessun esorcista ha mai varcato la soglia di un istituto penitenziario  con Bibbia, aspersorio e acqua santa.
 
Pur tuttavia, una riflessione di monsignor Caniato induce a prendere atto di come: “Sono aumentati  i detenuti per reati che hanno a che fare in qualche modo con il diavolo: pensiamo alle bestie di satana di Varese e alle tre omicide della suora di Chiavenna.”
 
Su questo argomento, nessuna fonte può essere considerata più attendibile di monsignor Caniato, visto che il prelato esercita  la sua missione apostolica nelle carceri italiane fin dal lontano 1955.