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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/06/2010  -  stampato il 04/12/2016


La politica del cetriolo

Già da qualche anno, noi comuni mortali ci eravamo accorti che c’era la crisi; solo il nostro Premier, Silvio Berlusconi continuava a dire: siate ottimisti, è vero che c’è la crisi, ma il nostro paese sta meglio degli altri; quindi sciorinava delle percentuali (tipo quella della disoccupazione) per rassicurarci che c’erano paesi che stavano peggio di noi.

Poi, ad un tratto, anche i nostri politici si accorgono che la crisi rischia di travolgerci come la Grecia e quindi bisogna correre ai ripari; bisogna fare sacrifici. Ma guarda caso se c’è la crisi la colpa è sempre degli statali, questi impiegati fannulloni che prendono lo stipendio a fine mese, possibilmente senza fare un cazzo in ufficio; Congeliamo loro lo stipendio per tre anni e ci riprenderemo dalla crisi; ma appena si toccano altre categorie, e quindi si cerca di togliere una percentuale dello stipendio a quella categorie che potrebbero arrivare tranquillamente a fine mese senza quel 5 o 10% dello stipendio ecco che si grida allo scandalo; se si cerca di tagliare gli enti inutili ecco che un ministro grida allo scandalo; se si cerca di tagliare qualche provincia del Nord, ecco che la Lega minaccia addirittura di imbracciare le armi; se qualcuno parla di ritirare qualcuno dei 7.000 militari in missione dislocati dall’Afghanistan al Libano ecco che si grida alla brutta figura dell’Italia in campo internazionale ( ma avete fatto il calcolo quanto ci costano i militari al giorno? Svariati milioni di euro!!). Se qualche populista grida al taglio degli stipendi dei parlamentari o alla drastica riduzione degli stessi, o alla riduzione dei migliaia di consiglieri comunali e provinciali, assessori, presidenti dei consigli, consulenti esterni, è solo un qualunquista perché la politica ha i suoi costi!! ( ma lo sapete quanto prende un consigliere comunale di una città capoluogo di provincia in Sicilia, circa 1.500 euro al mese, qualcosa in più i consiglieri provinciali.
 
Se qualcuno si azzarda a dire che abolendo la metà delle auto blu in circolazione – che per molti politici sono uno status symbol – non ci sarebbe stato bisogno di congelare i contratti agli statali, è un comunista.
Ma allora, l’unica categoria cui si può fare di tutto e di più e con il consenso dell’opinione pubblica, grazie al massacro mediatico di qualche ministro illuminato, è quella degli statali.
 
Anche le forze dell’ordine sono “statali” quindi anche loro devono contribuire a sanare il bilancio dello Stato. Finito l’idillio pre elettorale quando noi appartenenti alle forze dell’ordine stanchi della politica di Prodi abbiamo votato in massa per il centro destra, mitizzando figure come Fini o Gasparri, Mantovano o La Russa ergendoli ad amici delle forse dell’ordine, abbiamo sbattuto la faccia violentemente con la realtà; e la realtà è stata l’indifferenza ai problemi seri delle forze dell’ordine che non vedono arrivare più il becco di un quattrino già da prima della crisi: auto senza benzina, straordinari non pagati, accorpamento di posti di servizio, mancate assunzioni di personale, riciclo della carta per far le fotocopie e tante circolari e direttive orientati al massimo risparmio.
 
Si è proprio la politica del cetriolo del Governo Berlusconi, che girando a mezz’aria, da qualche parte si deve infilare e…quale posto è migliore del didietro di uno Statale?