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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/06/2010  -  stampato il 02/12/2016


Non c' sesso senza amore

 

Il mio amico Commissario Ultimo (in graduatoria) dopo aver letto le dichiarazioni del Sottosegretario alla Giustizia sulle celle del sesso, mi ha detto: ti farò una dichiarazione, ma bada bene… parlo a titolo personale e non come Commissario della Polizia Penitenziaria!
 Al reparto “protetti” dove sono rinchiusi tutti i maniaci sessuali, i depravati, i violentatori di ragazzini, i magnaccia, fa caldo; non soffia un alito di vento e nemmeno le finestre e il blindato aperto fanno corrente d’aria in modo da alleviare le sofferenze di questi poveri cristi. Fuori dal carcere, gli onesti cittadini ipocriti rabbrividirebbero se solo uno di questi individui abitasse, una volta libero, nel proprio quartiere; i poliziotti penitenziari, invece, vigilano silenziosi sulla loro salute. Sono individui malati, senza scrupoli, con spesso un’infanzia difficile alle spalle, fatta di violenza e brutalità; la cosiddetta società civile li ha dimenticati, molti li vorrebbero morti, ma non morti normali, morti tra enormi sofferenze con organi tagliati e fatti a pezzi, con pali che entrano da un buco ed escono da un altro e così via. La polizia penitenziaria, invece vigila, deve stare attenta acchè anche i loro orifizi rimangano integri.
E così che un solerte agente, incurante della partita di calcio mondiale che danno alla televisione, fa il suo consueto giro d’ispezione e, nonostante il caldo scopre due detenuti nello stesso letto. Uno è giovane, e ha le mutande abbassate e il culo bianco e accogliente, l’altro è il classico vecchio maniaco violentatore di bambini che sta per concedere il suo amore al ragazzo. L’agente lo blocca a due centimetri dal bersaglio; sarebbe bastato che l’agente fosse stato un tifoso di calcio o uno dei fannulloni indicati dal buon Ministro Brunetta, per dar modo ai due fidanzati di consumare il rapporto sessuale.
 Poverini. In fondo anche la sodomizzazione è manifestazione di affetto, di amore; e la cella può paragonarsi ad una dimora privata, una specie di cella del sesso ante litteram, così come ha proposto il nostro sotto – sottosegretario alla giustizia. E invece questi cattivi e sadici dei poliziotti penitenziari traumatizzano ed umiliano due poveri innamorati, portandoli alle celle di punizione. Probabilmente se il vecchio maniaco avesse avuto modo di consumare il rapporto sessuale, le probabilità di suicidio si sarebbero abbassate notevolmente; oggi invece con questo intervento di poliziotti senza cuore, “abbiamo un problema”: due detenuti in più nella lista dei probabili suicidi in carcere e tutto perché non hanno avuto modo di consumare un pò di sesso.
Il mio amico Commissario, dopo aver letto le dichiarazioni del sottosegretario ha avuto un attimo di smarrimento; è rimasto frastornato. Avrà fatto bene a punirli? Se avesse letto un giorno prima quelle dichiarazioni avrebbe dato disposizioni di far consumare il rapporto sessuale? E mentre il mio amico Commissario, nonostante i suoi trent’anni di servizio, si domanda quale triste futuro aspetta la polizia penitenziaria, io da vecchio saggio indiano mi chiedo seriamente perchè i politici anzi di pensare a soluzioni come le celle del sesso, non sollecitino i signori magistrati di sorveglianza ad essere più magnanimi con taluni detenuti e concedere più permessi al fine di “coltivare gli affetti familiari” ovvero che li mandino a farsi una scopata ma fuori dalle palle…… pardon dal penitenziario.
 
Nuvola Rossa