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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/06/2010  -  stampato il 05/12/2016


ASTREA. I giocatori rispondono ad Andrea Calce: Noi siamo convinti di avergli dato tanto e di aver ricevuto poco in cambio.

 

Pur se profondamente addolorati e pienamente consapevoli di quale dramma possa colpire un padre con la scomparsa del proprio figlio, siamo, nostro malgrado, costretti a replicare alle spiacevoli affermazioni del mister Andrea Calce. Anzitutto non capiamo perché il mister parli di “sfida quasi impossibile”, considerando che quando è subentrato alla guida della squadra, alla fine del girone di andata, eravamo a quota 21 punti, vale a dire in una posizione di medio alta classifica, finendo , invece, a quota 37 punti. Sarebbe stato sufficiente confermare gli stessi punti, sotto la sua direzione, per ottenere una più tranquilla salvezza. E questa, sinceramente, non ci sembra proprio impresa ardua, anzi. Quello che però più ci rattrista e delude è quando definisce l’Astrea come “realtà lontana dal calcio vero” dove mancherebbe, a suo dire, addirittura il reciproco rispetto. Il mister sa bene, ed alla sua coscienza non può mentire, con quanta e quale disponibilità e spirito di sacrificio ci siamo messi a sua disposizione. E pur se, troppo spesso, non abbiamo condiviso i suoi burberi e sgradevoli modi. Ed è proprio questo il punto. Quando si pretende rispetto, si deve per prima darlo. “Do ut des” dicevano i latini. Noi siamo convinti di avergli dato tanto e di aver ricevuto poco in cambio. Chiunque ci conosca, minimamente, sa che non può mettere in dubbio la nostra lealtà, professionalità e abnegazione che sono da sempre i valori fondanti di questa storica compagine.
A nostro parere un allenatore, che fa della dignità il proprio baluardo, dovrebbe ammettere, semmai,  il proprio fallimento, professionale si intende, la propria personale sconfitta piuttosto che  attribuire ad altri le proprie responsabilità, evitando di trovare, oltretutto, futili giustificazioni o improbabili pretesti.
Questa si che sarebbe stata una dimostrazione di correttezza, signorilità e gratitudine, soprattutto nei confronti di una società che ha messo a disposizione strutture, mezzi, uomini,organizzazione come forse non se ne vedono neanche tra club professionisti, e che ha concesso una incredibile opportunità che forse, a nostro modesto avviso, proprio Lui non ha saputo cogliere.
Cogliamo l’occasione per rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro, colleghi e non, che ci hanno sempre sostenuto, e che, siamo certi, continueranno a sostenerci e all’Amministrazione tutta che grazie al Suo supporto continua a dar linfa ad una emozione straordinaria chiamata Astrea.
Nessuno può e deve dimenticare che l’A.S. ASTREA è una gloriosa società con più di sessanta anni di storia che ha rappresentato e continuerà a rappresentare il glorioso Corpo della Polizia Penitenziaria ed esiste e continuerà ad esistere a prescindere da giocatori ed allenatori. Gli uomini passano... l’Astrea resta!
 
I giocatori:
 
Emanuele
Fabrizio
Giovanni
Giuseppe
Daniele
Carlo
Armando
Stefano
Ivan
Gabriele
Luigi
Tiziano
Alessandro
E tutti gli altri