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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/06/2010  -  stampato il 08/12/2016


Suicidi: Conseguenza del sovraffollamento e delle gravi carenze ...

 Gli ultimi drammatici episodi di sucidio e di tentati suicidi dei detenuti italiani, tra cui quelli di Milano e Lecce, sono l'inevitabile conseguenza del risultato di un "combinato disposto", tra sovraffollamento penitenziario e gravi carenze negli organici della Polizia penitenziaria, che ricade pericolosamente sulle condizioni lavorative dei Baschi Azzurri del Corpo e che impedisce di svolgere servizio nel migliore dei modi. Come può un agente, da solo, controllare 80/100 detenuti? Con un sovraffollamento di quasi 68mila detenuti in carceri che ne possono contenere a malapena 43mila, accadono purtroppo questi episodi. E se la situazione non si aggrava ulteriormente è grazie alle donne e agli uomini del Corpo che, in media, sventano ogni mese 10 tentativi di suicidio (molte centinaia ogni anno) di detenuti nei penitenziari italiani. I dati parlano chiaro. Lo scorso anno, in cui nelle carceri italiane ci furono 58 suicidi di detenuti e 100 decessi per cause naturali, ci sono stati anche 5.941 atti di autolesionismo che non hanno avuto gravi conseguenze solamente grazie al tempestivo intervento ed alla professionalità della Polizia penitenziaria. Così come nei 944 tentativi di suicidio di altrettanti reclusi. E' grave che la classe politica, dopo aver visitato in massa le carceri il 15 agosto scorso, non sia ancora stata in grado di trovare soluzioni politiche e amministrative al tracollo del sistema penitenziario italiano come invece trovò nel 2006 con la legge, fallimentare, dell'indulto". Ora è fondamentale abbreviare i tempi della giustizia, ad esempio, già oggi, nelle carceri italiane, abbiamo più di 30mila persone imputate (perche' in attesa di primo giudizio, appellanti e ricorrenti)'. Altrettanto importante è però che il Governo metta concretamente mano alla situazione penitenziaria del Paese, ormai giunta ad un livello emergenziale. La situazione di tensione che si sta determinando in molti istituti penitenziari del Paese, fatta di aggressioni a Personale di Polizia Penitenziaria, risse e manifestazioni di protesta dei detenuti, rischia di degenerare.  

L'esecutivo Berlusconi non può perdere ulteriore tempo ma deve prevedere interventi urgenti e non più procrastinabili, considerato anche che il corpo di Polizia penitenziaria e' carente di piu' di 6mila unità e che oggi ci sono in carcere - dato al 31 maggio 2010 - ben 67.601 detenuti presenti (24.860 gli stranieri) a fronte di circa 44mila posti letto. E' il numero piu' alto di detenuti mai registrato nella storia dell'Italia. Il SAPPE auspica una urgente svolta bipartisan di Governo e Parlamento per una nuova politica della pena, quanto piu' condivisa. Quella della sicurezza penitenziaria, è infatti una priorità per chi ha incarichi di governo ma anche per chi è all'opposizione parlamentare. E' una priorita' per tutti. Per questo motivo noi rinnoviamo - per il bene del Paese - l'auspicio di una svolta bipartisan di Governo e Parlamento per una nuova politica della pena, necessaria e non piu' differibile, che ripensi oorganicamente il carcere e l'Istituzione penitenziaria.