www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/06/2010  -  stampato il 05/12/2016


L’incidenza della manovra correttiva sul Comparto Sicurezza e Difesa

La manovra correttiva preparata dal governo incide in maniera deleteria sulle Forze di polizia e sulle Forze armate. Ciò che sconcerta maggiormente è il fatto che si tratta di una manovra assolutamente irrazionale, che crea sperequazioni tra appartenenti allo stesso ruolo e al medesimo profilo professionale. Ma vediamo nel dettaglio i contenuti.

Art. 2, comma 1: a decorrere dal 2001, taglio lineare del 10% delle dotazioni di bilancio delle Amministrazioni;

Art. 6, comma 8: a decorrere dal 1 luglio 2010, l’organizzazione di eventi celebrativi o cerimonie da parte di Forze Armate o Forze di Polizia è subordinata all’autorizzazione del presidente del consiglio su proposta del Ministro competente. Il personale che vi partecipa è da considerarsi non in servizio e, pertanto, non ha diritto a percepire compensi per lavoro straordinario, indennità a qualsiasi titolo, ne a fruire di riposi compensativi;

Art. 6, comma 12: dalla data di entrata in vigore del decreto (1 giugno 2010) non è più dovuta la diaria di missione all’estero, ad eccezione delle missioni internazionali di pace. Con ulteriore decreto interministeriale dovranno essere fissati i limiti concernenti il rimborso delle spese di vitto e alloggio;

Art. 9, comma 1: il trattamento economico complessivo, ivi compreso il trattamento accessorio, dei dipendenti pubblici, anche di qualifica dirigenziale, negli anni dal 2011 al 2013 non può superare in ogni caso quello in godimento nel 2010 (effetto sull’assegno funzionale, etc.). E’ fatta salva la corresponsione dell’indennità di vacanza contrattuale per il personale contrattualizzato;
Art. 9, comma 2: a decorrere dal 1 gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013, i trattamenti economici complessivi sono ridotti del 5%, per la parte eccedente 90.000 euro, e del 10 %, per la parte eccedente i 150.000 euro. La riduzione non opera ai fini previdenziali;

Art. 9, comma 4: il rinnovo dei contratti pubblici per il biennio 2008 – 2009 deve avvenire entro il limite del 3,2% ad eccezione del comparto Sicurezza-Difesa, per il quale sono confermati i 100 milioni di euro aggiuntivi già a suo tempo stanziati;

Art. 9, comma 17: non rinnovo del contratto relativo al triennio 2010-2012, senza possibilità di recupero futuro. E’ fatta salva l’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale;

Art. 9, comma 21: blocco senza possibilità di recupero dei meccanismi automatici di adeguamento della retribuzione del personale non contrattualizzato degli anni 2011-2013 per la maturazione degli scatti e classi. Per tutto il personale (contrattualizzato e non), efficacia ai fini esclusivamente giuridici delle progressioni di carriera, comunque denominate, intervenute negli anni 2011, 2012 e 2013;

Art. 9, comma 30: fissazione della decorrenza di un ipotetico riordino delle carriere a partire dal 1 gennaio 2011, assistito dallo stanziamento annuo di 119 milioni di euro disposto dall’art.3, comma 155, della legge 350/2003. Recupero al bilancio dello Stato delle somme sino ad ora stanziate e non impegnate, pari a circa 770 milioni di euro;

Art. 9, comma 34: a decorrere dall’anno 2011, con determinazione interministeriale prevista dall’articolo 4, comma 2, del d.P.R. 10 maggio 1996, n. 360, l’indennità di impiego operativo per reparti di campagna, è corrisposta nel limite di spesa determinato per l’anno 2008, con il medesimo provvedimento interministeriale, ridotto del 30%. Per l’individuazione del suddetto contingente l’Amministrazione dovrà tener presente dell’effettivo impiego del personale alle attività nei reparti e nelle unità di campagna. L’articolo ha effetto anche sulla Supercampagna;

Art. 9, comma 35: obbligo di individuare i percettori dell’indennità di comando terrestre nei limiti degli stanziamenti previsti dall’art. 52, comma 3, del d.P.R. n. 164/2002, con conseguente impossibilità di corrisponderla alla stragrande maggioranza di coloro che sono stati individuati nella bozza di decreto predisposta a seguito dei ricorsi intentati;

Art. 12, commi 1 e 2. per coloro che maturano il requisito per l’accesso al pensionamento decorre trascorsi 12 mesi dopo la maturazione del requisito;

art. 12, comma 7: corresponsione dell’indennità di buonuscita in unico importo se pari o inferiore a euro 90.000 (lordi), in due importi annuali se compresa fra 90.000 e 150.000 (la prima rata di 90.000, la seconda a saldo), in tre importi annuali se superiore (90.000 il primo anno, 60.000 il secondo, saldo al terzo). La disposizione in parola non si applica ai collocamenti a riposo per raggiunti limiti di età e alle posizioni derivanti da domande di cessazione dall’impiego presentate e accolte prima dell’entrata in vigore del decreto (1 giugno 2010), a condizione che la cessazione dall’impiego avvenga entro il 30 novembre 2010. l’accoglimento della domanda determina l’irrevocabilità della stessa;

art. 12, comma 10: per le anzianità contributive maturate a decorrere dal 1 gennaio 2011, i trattamenti di fine servizio sono calcolati secondo la meno favorevole regola dell’art. 2120 c.c., con l’applicazione di un’aliquota del 6,91%.