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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/06/2010  -  stampato il 04/12/2016


L’Astrea resta nel Campionato Nazionale Dilettanti dopo una stagione sofferta e combattuta

Il 6 giugno, con la seconda di ritorno dei play out,  si è concluso il campionato di calcio anche per l’Astrea. Una stagione sofferta, combattuta, vissuta per metà delle giornate tra i problemi logistici legati all’attesa riapertura dello stadio di Casal del Marmo, gli avvicendamenti sulla panchina biancoazzurra e le prove alterne tra buoni risultati e sconfitte. In mezzo a tutto ciò il lieto fine c’è stato: l’Astrea si è assicurata la permanenza in serie D grazie ad una prova di orgoglio provvidenziale e coraggiosa che darà continuità ad una realtà sportiva arrivata a festeggiare nel  2010 il sessantaduesimo anno della sua storia.
Dietro a tutto questo c’è stato un lavoro di staff importante, una direzione sportiva partecipe e attenta, un collettivo di giocatori che hanno dimostrato di interpretare con professionismo e impegno il compito che gli viene assegnato ogni volta che indossando gli scarpini calcano i campi.
Non si può dimenticare inoltre quanto l’Amministrazione Penitenziaria faccia e abbia fatto nel mettere a disposizione strutture e mezzi che possono essere a buon diritto considerati un vanto se rapportati alle realtà delle altre contendenti dei campionati di serie D e mai qualcosa di dovuto se si pensa che tra gli altri corpi in divisa non sono necessariamente la regola.
Da Astrea ad Astrea: una  menzione d’onore merita sicuramente anche la juniores di Luca Ripa, che ha condotto una stagione da leader nel campionato ed è giunta solo ad un passo dall’incoronazione a campione d’Italia di categoria, dimostrando di essere un vivaio produttivo e valido per l’Astrea  prima squadra che sarà, del futuro che è già alle porte.
Il futuro… un pensiero ricorrente che riporta alla problematica questione degli arruolamenti, delle nuove leve che dovranno inserirsi tra i veterani per poi sostituirli che dimostra, semmai ci fosse stato bisogno di conferme, quanto il calcio, anche in questo, sia uno sport peculiare e diverso da tanti altri. Sarà questo uno dei punti di partenza da cui l’Astrea dovrà prendere le mosse in vista delle prossime avventure agonistiche, uno dei principali perché la squadra sia sempre ricca di talenti da impiegare  e possa dirsi altamente rappresentativa di giocatori appartenenti  soprattutto al Corpo di Polizia Penitenziaria.
Per la disamina del campionato si deve constatare che per  la squadra biancoazzurra, su 34 giornate di campionato  sono state  17 le sconfitte, 8 le vittorie e  9 i pareggi. Nel girone di andata gli undici dell’Astrea hanno guadagnato 21 punti in totale, 16 in quella di ritorno. Nei due momenti del campionato, in panchina della squadra , si sono succeduti rispettivamente i mister Di Franco e  Calce.
E’ a partire dal 10 gennaio che l’Astrea è riuscita a tornare in possesso del suo campo di gara interno. L’inaugurazione fu seguita dal Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Franco Ionta, tra l’altro sugli spalti ad osservare e tifare i nostri, ma da quel momento in poi i risultati hanno faticato ad arrivare: sebbene il fattore campo sia ritenuto fondamentale per una squadra che possa sentirsi “a casa” mentre difende una partita o un risultato. Numeri alla mano alla squadra è mancato proprio quest’ultimo, il risultato al termine del novantesimo: tre vittorie, quattro sconfitte e tre pareggi a Casal del Marmo a partire dall’inaugurazione. Una sofferenza incredibile è stata quella di assistere  a prove generose conclusesi con un nulla di fatto, o con il pareggio in extremis.
Tra gli obiettivi del prossimo anno dovrà esserci quello di rincorrere le posizioni di classifica più congeniali ad una squadra alla quale non manca nulla per stare nella parte alta: non nel reparto di attacco, non al centrocampo, nella difesa, nel settore sanitario o in quello della preparazione fisica e atletica ci sono motivi consistenti per i quali l’Astrea non possa godere di una tranquillità maggiore. Su questo aspetto, sulle problematiche  probabilmente di carattere  più psicologico e direttamente legate allo spogliatoio,  dovrà lavorare il successore di Andrea Calce, il mister che pur avendo traghettato l’Astrea fino alla fine del campionato e all’ultima dei play out ha deciso di fare un passo indietro e di  lasciare l’Astrea all’indomani della salvezza raggiunta.
Spetterà al Ds Marcello Tolu, regista sapiente del campionato dell’Astrea, gestire la fase di transizione verso la nuova stagione e trovare il nome del successore che siederà sulla panchina dei ragazzi a partire dal ritiro estivo o dall’inizio campionato di settembre.
Proprio al Comm. Marcello Tolu, responsabile del G.s. Fiamme Azzurre ed Astrea abbiamo chiesto,  in quattro domande, un giudizio sulla stagione appena trascorsa, sul futuro dell’Astrea e della struttura di Casal del Marmo che ha già ospitato, due eventi di rilievo nell’ambito del panorama calcistico nazionale: la finale nazionale juniores il 12 giugno scorso e la Coppa Italia dilettanti del 26 maggio, suscitando l’apprezzamento di osservatori e di addetti ai lavori per la capacità di prestarsi a misura agli eventi che contano,  nell’atletica oltre che nel calcio, nelle manifestazioni del Coni o del Cip (Comitato Paralimpico Italiano) e in appuntamenti di promozione sportiva in aggiunta a quelli di natura squisitamente agonistica.