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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/06/2010  -  stampato il 07/12/2016


Quattro domande al Commissario Marcello Tolu

 Una stagione al termine della quale l’agognata  salvezza è arrivata al termine dei play out, un commento su questo:

 «La salvezza raggiunta, per il modo in cui è stata raggiunta, con sofferenza e pathos può essere paragonata quasi ad una vittoria di campionato. Lasciando però il posto a questa considerazione parziale per dedicarci ad una analisi a più ampio spettro, non si può non rilevare come l’Astrea per organico, organizzazione, parco calciatori di primo ordine nel calcio dilettantistico, poteva meritare qualcosa di più».

Cosa è mancato al mancato raggiungimento di quel qualcosa in più che è mancato in questa stagione? 

«Situazioni contingenti, infortuni, momenti particolari della squadra, a volte arbitraggi poco fortunati che non ci hanno aiutato. Viste le potenzialità in ogni caso il bilancio poteva essere migliore.

Il mio ringraziamento sentito va a tutti i collaboratori che ho avuto intorno a me, ai calciatori che sono stati come ogni anno straordinari per partecipazione, per condivisione degli obiettivi, per comprensione fino in fondo della causa, di cos’è l’Astrea, di ciò che deve fare, di quali siano le sue prospettive future, allo staff medico di dottori e fisioterapisti, un ringraziamento particolare va anche a chi ha condotto la squadra da agosto ad oggi, al mister Di Franco, persona competente e uomo di grandi valori con il quale ho ancora  rapporti particolarmente cordiali, altro ringraziamento va al mister Andrea Calce che ha condotto l’Astrea in questo finale di stagione.

 Altro grazie va al secondo Massimiliano Di Luca ma anche  a Nicola Francese e al Prof Umberto Mazzini che è stato il primo insieme a me  a sposare per l’Astrea una filosofia di lavoro diversa vista anche la sua esperienza già matura con la militanza nelle Fiamme Azzurre e nel Pentathlon».

Riguardo alla possibilità di nuovi arruolamenti che rappresenterebbero nuova linfa e continuità per l’Astrea, a che punto siamo? 

«Grazie alla sensibilità dimostrata dai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, dal Dott. Ionta , dal Dott Di Somma, il discorso si sta affrontando in modo netto e deciso per cercare di poter mettere in piedi un concorso a titoli, peraltro previsto dalla legge,  per l’arruolamento dei calciatori così come avviene per le Fiamme Azzurre. Sarà necessario però ricalibrare i requisiti di accesso perchè ciò avvenga, ma è nelle intenzioni dell’Amministrazione fare in modo che l’arruolamento ci sia per far continuare all’Astrea la sua avventura sportiva. L’Astrea quest’anno compie oltretutto 62 anni di storia e sarà insignita della medaglia d’oro al merito sportivo ed  è  un riconoscimento che è privilegio di poche società in Italia. Gli arruolamenti saranno utili a perseguire gli obiettivi che la squadra deve porsi ogni anno: non solo fare bene ma ritornare se possibile nel mondo dei professionisti».

Casal del Marmo è tornato all’Astrea, quali le potenzialità della struttura per la squadra, per le Fiamme Azzurre e per la conoscibilità del nostro Corpo attraverso lo sport? 

«E’ stata una gioia immensa quella di poter tornare a casa e di poter usufruire di una struttura di eccellenza in Italia con una proiezione europea importante. E’ infatti un centro polifunzionale adatto al calcio, all’atletica e a tante altre discipline tra impianto all’aperto ed indoor. Oltretutto abbiamo ricevuto già la graditissima visita dell’Assessore allo Sport di Roma Alessandro Cochi con il quale abbiamo auspicato che l’impianto venga sempre di più coinvolto, come è già avvenuto in passato, nelle varie manifestazioni della città. In particolare, se la candidatura di Roma per le Olimpiadi dovesse andare in porto, Casal del Marmo dopo l’olimpico è l’unico impianto idoneo per ricevere ed ospitare un sito olimpico. Una prospettiva che ci fa e ci farebbe enormemente piacere».

Una stagione al termine della quale l’agognata  salvezza è arrivata al termine dei play out, un commento su questo: 

«La salvezza raggiunta, per il modo in cui è stata raggiunta, con sofferenza e pathos può essere paragonata quasi ad una vittoria di campionato. Lasciando però il posto a questa considerazione parziale per dedicarci ad una analisi a più ampio spettro, non si può non rilevare come l’Astrea per organico, organizzazione, parco calciatori di primo ordine nel calcio dilettantistico, poteva meritare qualcosa di più».

Cosa è mancato al mancato raggiungimento di quel qualcosa in più che è mancato in questa stagione?

«Situazioni contingenti, infortuni, momenti particolari della squadra, a volte arbitraggi poco fortunati che non ci hanno aiutato. Viste le potenzialità in ogni caso il bilancio poteva essere migliore.

Il mio ringraziamento sentito va a tutti i collaboratori che ho avuto intorno a me, ai calciatori che sono stati come ogni anno straordinari per partecipazione, per condivisione degli obiettivi, per comprensione fino in fondo della causa, di cos’è l’Astrea, di ciò che deve fare, di quali siano le sue prospettive future, allo staff medico di dottori e fisioterapisti, un ringraziamento particolare va anche a chi ha condotto la squadra da agosto ad oggi, al mister Di Franco, persona competente e uomo di grandi valori con il quale ho ancora  rapporti particolarmente cordiali, altro ringraziamento va al mister Andrea Calce che ha condotto l’Astrea in questo finale di stagione.

Altro grazie va al secondo Massimiliano Di Luca ma anche  a Nicola Francese e al Prof Umberto Mazzini che è stato il primo insieme a me  a sposare per l’Astrea una filosofia di lavoro diversa vista anche la sua esperienza già matura con la militanza nelle Fiamme Azzurre e nel Pentathlon».

Riguardo alla possibilità di nuovi arruolamenti che rappresenterebbero nuova linfa e continuità per l’Astrea, a che punto siamo?

«Grazie alla sensibilità dimostrata dai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, dal Dott. Ionta , dal Dott Di Somma, il discorso si sta affrontando in modo netto e deciso per cercare di poter mettere in piedi un concorso a titoli, peraltro previsto dalla legge,  per l’arruolamento dei calciatori così come avviene per le Fiamme Azzurre. Sarà necessario però ricalibrare i requisiti di accesso perchè ciò avvenga, ma è nelle intenzioni dell’Amministrazione fare in modo che l’arruolamento ci sia per far continuare all’Astrea la sua avventura sportiva. L’Astrea quest’anno compie oltretutto 62 anni di storia e sarà insignita della medaglia d’oro al merito sportivo ed  è  un riconoscimento che è privilegio di poche società in Italia. Gli arruolamenti saranno utili a perseguire gli obiettivi che la squadra deve porsi ogni anno: non solo fare bene ma ritornare se possibile nel mondo dei professionisti».

Casal del Marmo è tornato all’Astrea, quali le potenzialità della struttura per la squadra, per le Fiamme Azzurre e per la conoscibilità del nostro Corpo attraverso lo sport?

«E’ stata una gioia immensa quella di poter tornare a casa e di poter usufruire di una struttura di eccellenza in Italia con una proiezione europea importante. E’ infatti un centro polifunzionale adatto al calcio, all’atletica e a tante altre discipline tra impianto all’aperto ed indoor. Oltretutto abbiamo ricevuto già la graditissima visita dell’Assessore allo Sport di Roma Alessandro Cochi con il quale abbiamo auspicato che l’impianto venga sempre di più coinvolto, come è già avvenuto in passato, nelle varie manifestazioni della città. In particolare, se la candidatura di Roma per le Olimpiadi dovesse andare in porto, Casal del Marmo dopo l’olimpico è l’unico impianto idoneo per ricevere ed ospitare un sito olimpico. Una prospettiva che ci fa e ci farebbe enormemente piacere».