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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/06/2010  -  stampato il 02/12/2016


Roma: Manifestazione di protesta del Sappe

Il 26 maggio 2010, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, ha manifestato a Roma davanti a Palazzo Montecitorio per sensibilizzare il Governo e il Parlamento sulla questione carceri. Il Segretario Generale Donato Capece ha fatto presente che la situazione è semplicemente allarmante.
Il numero dei detenuti oggi presenti in carcere ha raggiunto la cifra record di 67.542 a fronte di una capienza di circa 43mila posti detentivi; mancano 6500 agenti della Polizia Penitenziaria; gli agenti sono costretti a fare turni di 8/9 ore senza che gli venga pagato lo straordinario; coloro che vengono mandati in servizio di missione devono anticipare i soldi; un agente è costretto a sorvegliare fino a 150 detenuti, molti dei quali affetti da patologie infettive; non sono stati stanziati i soldi per il rinnovo contrattuale 2010/2012.
La situazione non consente più di avviare alcuna opera di recupero sociale sia per le citate carenze che per la promiscuità della popolazione detenuta, in cui gli stranieri sono ormai quasi 25mila, per una percentuale del 37%. Di questi, circa 9.900 si sono dichiarati di fede islamica al momento dell’ingresso in istituto.
Ciò vuol dire che si tratta di persone che rispettano i precetti religiosi, a partire dal mese del Ramadan, nel corso del quale digiunano durante il giorno.
Quindi, le difficoltà culturali, di lingua e di religione contribuiscono a rendere ancora più difficile il lavoro della Polizia Penitenziaria e degli altri operatori.
Le iniziative del Governo contenute nel DDL Alfano devono trovare immediata attuazione, anche in considerazione dell’approssimarsi della stagione estiva che renderebbe ancora più difficile la gestione dei detenuti, in ambienti angusti   spesso malsani, a causa delle tante patologie di cui sono portatori molti detenuti.
Il Sappe, quindi, ha chiesto ai parlamentari di tutti gli orientamenti politici di aderire alla protesta per essere solidali con i poliziotti penitenziari che protestano e ascoltando dalla loro esperienza quotidiana le problematiche delle carceri italiane.