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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/06/2010  -  stampato il 08/12/2016


ASTREA. Parziale dietro-front di Andrea Calce: Ho avuto a disposizione un apparato al di sopra della categoria e allenare l’Astrea ha riempito il mio cuore di soddisfazione e di gioia.

 

Nella vita come nel calcio non si finisce mai di imparare. Sarei un falso, e questo certamente non si può dire di Andrea Calce, se non ammettessi che l’aver contribuito a salvare l’Astrea non abbia riempito il mio cuore di soddisfazione e gioia. Non è mai facile subentrare in corsa in un campionato e certamente non ce l’avrei fatta senza l’apporto notevole dell’amico D.S. Marcello Tolu che ha messo a mia disposizione un apparato notevole per la categoria in cui milita la squadra dell’Amministrazione Penitenziaria. Al Ministero di Grazia e Giustizia mi lega un affetto datato anche per la passata appartenenza al Corpo e per me è stato un tuffo nel passato ritrovare tante persone che insieme a me avevano superato già precedenti stagioni, importanti per tutto l’ambiente.
Devo rinnovare il mio personale ringraziamento al mio secondo insostituibile Massimiliano De Luca, a tutto lo staff tecnico Nicola Francese e il grande Prof. Umberto Mazzini, allo staff sanitario, i massaggiatori e tutti i magazzinieri senza dimenticare la Segretaria Stefania e l’addetta stampa Lara Liotta, al mio compagno e amico di sempre Felice Pietrangeli, e alla squadra che si è allineata alle mie direttive che, per chi mi conosce, sa non sono state mai esenti da sacrifici pesanti sul campo.
Non sono mai stato un allenatore tenero. L’impegno totale di questi mesi passati ci ha però ripagati tutti con un successo che è stato contornato da una cornice di pubblico che difficilmente potrò dimenticare.
E’ stata una giornata, quella del 6 giugno che, per tanti motivi personali e professionali, mi ha dato un senso di appagamento che è stato indescrivibile. Forse solo l’Astrea poteva farmi tornare ad allenare dopo la tragica perdita di mio figlio Matteo che da piccolo sgambettava sulle tribune di Casal del Marmo e per questa opportunità dovrò sempre essere grato al mio amico, prima che Dirigente, Marcello Tolu che ha saputo vedere al di là del dramma personale per ridare fiducia all’allenatore. Il calcio è sempre stata una parte importante e fondamentale della mia vita che ho sempre condiviso con la mia famiglia e soprattutto con Matteo. So che le mie future avventure professionali saranno sempre accompagnate dal mio ragazzo che sarebbe il primo a volermi rivedere sulla gloriosa panchina dell’Astrea. In un futuro non si potrà mai sapere, magari per fare un bel campionato e riportare questa squadra in una categoria che le compete per blasone e organizzazione.
Colgo l’occasione per salutare tutti gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, tutti i Dirigenti e tutti i tifosi dell’Astrea.

Con cordialità Andrea Calce