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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/07/2010  -  stampato il 08/12/2016


Le polemiche sull’Anppe, tanto rumore per nulla.

 

Come al solito dobbiamo prendere atto, ancora una volta e con grande tristezza, che qualsiasi iniziativa porta avanti il Sappe, per il solo fatto che è ascrivibile al Sappe, viene fatta oggetto di strali e di feroci attacchi da parte di alcuni altri sindacati minoritari della Polizia Penitenziaria, evidentemente frustrati dalla propria incapacità di assumere iniziative al di là dei comunicati e del chiacchiericcio.
Indubbiamente, quando abbiamo pensato di creare l’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria, nel lontano 1996 (quando qualcuno di quelli che oggi abbaia alla luna era ancora indaffarato a “regolare” questioni di potere e lotte intestine all’interno di piccoli sindacati nati da poco tempo) non ci aspettavamo certo di essere insigniti di particolari riconoscimenti o di essere ringraziati solennemente dai nostri colleghi sindacalisti per aver costituito (prima volta nella storia) una associazione di pensionati del Corpo, ma, altrettanto indubbiamente, non ci saremmo nemmeno aspettati che qualcuno (quel qualcuno) avesse il barbaro coraggio di biasimare anche una simile iniziativa a favore dei nostri colleghi in quiescenza, per il solo fatto di stigmatizzare un obiettivo centrato dal Sappe.
Riteniamo, sinceramente, che quanto stanno facendo e scrivendo alcuni sindacati sia un po’ come gettare via il bambino insieme all’acqua sporca.
Peraltro, la cosa più grave di queste prese di posizione è che si sta strillando, ci si sta agitando e ci si sta indignando senza avere la più pallida idea dei reali connotati della vicenda che si sta contestando.
E’ evidente, infatti, da quello che viene detto e da quello che viene scritto, che Lor Signori non hanno la più pallida idea di che cosa si stia parlando.
In buona sostanza Codesti Illustri Criticoni non sanno, in realtà, che cosa sia l’Anppe, chi la compone e, soprattutto, chi la dirige.
E’ evidente che Novelli Cupiello hanno soltanto letto gli annunci pubblicati sui siti del Sappe ed hanno immediatamente associato l’iniziativa al nostro sindacato disapprovandola a prescindere senza nemmeno concedere il beneficio di inventario. In poche parole, senza nemmeno guardare, hanno pronunciato la fatidica frase: “ ‘O presepio nun me piace!“.
Che tristezza questo nichilismo pregiudiziale che aggiunge un velo di amarezza anche alla soddisfazione per quelle poche conquiste che, con grande fatica e grandi sacrifici, si riescono ad ottenere per il Corpo.
Non certo per dare soddisfazione a Costoro, ma soltanto a beneficio di tutti coloro che hanno il diritto di sapere esattamente come stanno le cose (e per fortuna sono la stragrande maggioranza dei colleghi,  iscritti e non iscritti al Sappe) ma, anche, per sgombrare il campo da tutti gli equivoci , facciamo una breve cronistoria dell’Anppe fino al recente decreto di tutela e coordinamento del Ministro.
Innanzitutto, va detto che l’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria (Anppe) quale organismo associativo rappresentativo dei pensionati del Corpo è stata concepita per la prima volta con delibera della Segreteria Generale del Sappe del 1996, successivamente ratificata dal Congresso Nazionale di Maiori del 1997. In esecuzione della delibera congressuale,  l’Anppe è stata, poi, costituita nel 1998 con regolare atto notarile.
Dopo una prima fase di assestamento, verso la fine del 2006, la Segreteria Nazionale dell’Anppe ha deliberato di iniziare le procedure congressuali e, contestualmente, di richiedere la concessione dello Stemma e del Gonfalone.
Con D.P.R. (Decreto del Presidente della Repubblica) del 14 luglio 2008 trascritto nel Registro Araldico dell’Archivio Centrale dello Stato sono stati concessi all’Anppe lo Stemma ed il Gonfalone ufficiali.
Nel dicembre del 2008 viene celebrato a Roma il primo Congresso Nazionale dell’Associazione durante il quale vengono eletti tutti gli organi statutari tutt’ora in carica.
Dopo aver intrattenuto a lungo contatti con l’ANPS (Associazione Nazionale Polizia di Stato) della quale ci si è avvalsi per la consulenza, lo stesso Congresso Nazionale ha approvato il nuovo Statuto dell’Associazione, che ha ricalcato, appunto, quello dei colleghi dell’Anps e nel quale è stata prevista l’intenzione, in analogia a quanto fatto dal Ministero dell’Interno, di richiedere la tutela del Ministero della Giustizia.
A gennaio del 2009, con nuovo rogito notarile, è stato registrato il nuovo statuto dell’Anppe e sono state avviate le procedure per richiedere la tutela del Ministero della Giustizia.
A febbraio del 2010, con proprio decreto, il Ministro ha concesso, infine,  la tutela del Ministero.
Il 7 luglio del 2010 l’Anppe ha organizzato un Convegno a Roma per ufficializzare la tutela ed il coordinamento del Ministero della Giustizia.
E, in mezzo a tutte queste vicende, ci sono quindici anni di storia...
Quindici anni durante i quali l’Anppe si è fatta conoscere con Feste Nazionali del pensionato, partecipando a numerose manifestazioni, celebrazioni e raduni ma anche  attraverso scambi culturali e gemellaggi con altre associazioni e stipulando convenzioni con Regioni, Provincie e Comuni.
Quindici anni per costruire una storia e una propria tradizione, che è patrimonio dei pensionati del Corpo, della Polizia Penitenziaria e, di conseguenza, dell’intera Amministrazione.
Quindi, come è facile dedurre, l’Anppe è una associazione democratica radicata nel tempo, costituita secondo norme statutarie e diretta da organismi statutari eletti dal congresso.
E questo significa, anche,  che chiunque (compresi i nostri Feroci Detrattori) si può iscrivere all’Associazione e, quindi, si può candidare per qualsiasi incarico ed essere eletto, magari,  Presidente.
Tra l’altro, ci dispiace dover rivelare agli Arrabbiatissimi Segretari Nazionali che hanno attaccato l’Associazione, che non è affatto vero che l’Anppe è una emanazione del Sappe giacchè (purtroppo per loro e al di là della presenza nel direttivo di alcuni dirigenti nazionali del sindacato) il Cooordinatore Nazionale (che per statuto è a capo della Segreteria Nazionale) è il Generale in congedo Lionello Pascone, il Consiglio Nazionale (che è il massimo organo deliberante dell’associazione) è composto da dieci pensionati su quindici, dei quali sette nemmeno iscritti al Sappe. Con l’aggiunta di altri dodici pensionati componenti il collegio dei sindaci e il collegio dei probiviri, nessuno dei quali iscritto al Sappe.
Ma ci dispiace ancor di più dover rivelare ai Poveri Criticoni che (nonostante tutta la fatica e tutto l’impegno che abbiamo profuso in questa impresa) la nostra intenzione (ovviamente come Sappe) è quella di disimpegnarci completamente dall’Associazione ma, soprattutto, che è intenzione dell’Anppe conferire la Presidenza al Capo del Dap (ovviamente come figura e non come persona fisica, nel senso che rimane in carica soltanto fino a quando riveste l’incarico) attraverso opportune modifiche statutarie che trasformino – definitivamente – l’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria in un organismo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, destinato al personale in quiescenza.
A questo punto, pur rimanendo dell’idea di non aspettarci complimenti o ringraziamenti per quello che abbiamo fatto, crediamo che sarebbe opportuno che Qualcuno smentisca le stupidaggini che ha detto e, soprattutto, si scusi non con noi  ma con tutti coloro che hanno creduto in buona fede alle falsità che ha scritto.
Questo stesso Qualcuno dovrebbe anche spiegare alle centinaia, alle migliaia di colleghi in congedo che hanno indossato nel tempo i solini e le bustine con le effigi del Corpo, perché gli si sta sparando addosso in maniera così violenta.
Qualcuno, ancora,  dovrebbe spiegare ai parenti dei caduti ai quali sono state intitolate le sezioni dell’Anppe, perché si stanno contestando queste iniziative meritorie.
Ci piacerebbe ascoltare, ad esempio, la spiegazione che potrebbe essere fornita al Presidente della Sezione Anppe del Nord Est, estraneo al Sappe e alla stessa amministrazione, che ha fondato quella sezione in memoria del padre già Comandante di Reparto del carcere di Rovigo.
Ad ogni modo, siamo convinti che le azioni di questa specie di Vendicatori Mascherati non rispecchiano affatto le opinioni degli iscritti ai propri sindacati e crediamo sarebbe veramente opportuno a questo punto che gli stessi iscritti a quei sindacati (ma anche gli stessi dirigenti territoriali) comincino a chiedere ai propri Segretari Generali e/o nazionali a che titolo rivestono quegli incarichi, se sono stati celebrati i congressi previsti dagli statuti e se vengono ottemperate le disposizioni statutarie in materia di elezioni degli organismi statutari e di tenuta della contabilità (bilanci).
A tal riguardo, è opportuno rammentare che il Sappe sta per celebrare (all’inizio del prossimo anno) il proprio 5° (Quinto) Congresso nazionale, che tutti i dirigenti del Sappe (dal Segretario Generale al Segretario Locale della più piccola Segreteria d’Italia) sono elettivi e che dal 1992, puntualmente ogni anno, il Sappe redige e fa approvare dal Consiglio Nazionale (secondo le disposizione dello statuto) il Bilancio Consuntivo ed il Bilancio Preventivo.
Ci piacerebbe sapere quanti dei  Girolamo Savonarola del nostro panorama sindacale possono vantare altrettanta democrazia e trasparenza.
Per quello che ci riguarda non ritenendoci all’altezza di dare consigli agli altri, possiamo sommessamente provare a dare un semplice suggerimento: sarebbe opportuno che questi cari Fustigatori di Costumi si dedicassero maggiormente alle attività riflessive piuttosto che a quelle transitive...
In altre parole, ed in termini più comprensibili, invitiamo costoro a guardare la trave nel proprio occhio anziché il fuscello negli occhi degli altri.
 
Cesare Cantelli