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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/07/2010  -  stampato il 08/12/2016


Hai un problema con il vestiario? Il problema non ti sarà risolto, ecco perché

Ognuno di noi, quando si è presentato per ritirare dell’abbigliamento di servizio presso il proprio magazzino vestiario, almeno una volta nella sua carriera si è sentito dire: “Prendi queste scarpe (o uniforme, camicia, berretto, etc.) che anche se non sono della tua misura (o taglia) potrai cambiarle quando torni perché ora, la misura che chiedi non c’è”.

A me è capitato anche più volte e, per assurdo, soprattutto nei magazzini delle Scuole di in cui sono transitato per i corsi di formazione e aggiornamento. Eppure ritengo di rientrare, come corporatura e statura, nella media del personale arruolato nel Corpo di Polizia Penitenziaria. Magari nel corso degli anni ho “acquistato” qualche taglia, ma siamo lì.

Allora perché nell’arco di tanti anni questa situazione puntualmente si è ripetuta? Non sono né troppo basso, né troppo alto, né troppo magro, né obeso, quindi i magazzini dovrebbero essere pieni sopratutto di vestiario che dovrei poter indossare.

Il fatto è che il problema da risolvere, di per sé abbastanza semplice da risolvere, deve essere affrontato da più Direzioni Generali del DAP... nello stesso periodo di tempo!!! Ciò implica il fatto di dover scambiarsi delle informazioni, di poter collaborare tra più Uffici e, non ultimo, di doversi dotare di un sistema di rilevamento del fabbisogno del vestiario da parte delle sedi periferiche, di poter rilevare le giacenze di magazzino, di monitorare gli spostamenti dei capi d’abbigliamento e in definitiva, la gestione contabile del materiale amministrato con il carico dei contratti di fornitura e lo scarico del materiale distribuito al personale. Una gestione del magazzino insomma, magari anche attraverso l’utilizzo di un’applicazione informatica e non con la carta e penna come facevano i nostri nonni su quegli enormi registri cartacei di Kafkiana memoria.

Pensate che al DAP non c’abbiano pensato? Ci hanno pensato, ci hanno pensato...

Nel marzo del 1998 il DAP nella figura del Direttore del CED (chiamiamolo CED per comodità) scrisse all’allora ragioniere dell’allora Magazzino Centrale di Roma Rebibbia (il SADAV, il Servizio per l’approvvigionamento e distribuzione dell’armamento e del vestiario è nato nel 2000) per conoscere le specifiche dell’applicazione informatica utilizzata per la gestione della contabilità del magazzino vestiario.

Presto detto, presto risposto. Ma l’applicazione non rispondeva ai moderni criteri di efficienza che la tecnologia informatica aveva raggiunto per quei tempi ed ecco allora che il DAP, dando prova di efficienza ed efficacia, stipula un contratto con la Finsiel per un importo di Lire 206.500.000 iva esclusa (Duecentoseimilionicinquecentomilalireivaesclusa) per la realizzazione di un’applicazione informatica per la gestione del magazzino del vestiario: “Il progetto potrà essere consegnato entro 9 mesi dalla data di approvazione del contratto” - “Il prodotto costituito dal software applicativo è fornito di un periodo di garanzia di 12 mesi a partire dalla data di positivo superamento del collaudo”. Eravamo nel novembre del 1999 (tenete a mente questa data, ci servirà per fare delle valutazioni in seguito).

Ma torniamo per ora al problema iniziale e caliamoci nei panni del DAP. La situazione in cui si trova il DAP, più o meno, è quella di un “qualsiasi” padre di famiglia che deve vestire dieci figli. Ce né uno molto alto, uno molto basso, ma la maggior parte di loro (otto) si aggirano quasi tutti intorno alla stessa taglia.

In natura il fenomeno è molto comune e può essere descritto matematicamente con una curva a campana detta “curva gaussiana” o “Normale” (che prende il nome da Carl Friedrich Gauss). Nei suoi studi Gauss descrisse la “Normale” studiando il moto dei corpi celesti. Altri la usavano per descrivere fenomeni anche molto diversi come i colpi di sfortuna nel gioco d'azzardo o la distribuzione dei tiri attorno ai bersagli. Da qui i nomi curva di Gauss e curva degli errori:

Nel 1835 Lambert-Adolphe-Jacques Quételet pubblicò uno scritto nel quale, fra le altre cose, c'erano i dati riguardanti la misura del torace di soldati scozzesi e la statura dei militari di leva francesi. Quételet mostrò come tali dati si distribuivano come una Gaussiana.

 

Distribuzione teorica vestiario del personale di Polizia Penitenziaria

Ora, senza addentrarci in complessi calcoli matematici, è facile notare come, nella nostra situazione di padre di famiglia che deve vestire i propri figli, la maggior parte dei capi d’abbigliamento, li dovremo acquistare nelle taglie prossime al centro della campana, mentre per le taglie molto piccole e quelle molto grandi, spenderemo sicuramente di meno perché dovremo acquistare meno vestiti.

Quindi, come DAP, quanti capi dovrò acquistare per vestire il miei “figli” e quali misure compererò maggiormente? Senza scomodare Gauss e fare complessi calcoli statistici, ci sono due metodi più semplici da utilizzare:

 1) Metodo diretto: posso prendere le misure dei miei figli;

 2) Metodo indiretto: posso approssimarmi alle misure dei miei figli ascoltando le loro richieste di fornitura.

Il metodo diretto (prendere le misure) il DAP ha iniziato a “sperimentarlo” da poco. I problemi sono tanti: bisogna individuare dei criteri per la misurazione, formare il personale addetto alla misurazione, convocare il personale, memorizzare i dati e poterli richiamare in prossimità dell’acquisto (i dati) e comunicarli al venditore. Un’opera titanica ed infatti è una pratica che non è ancora decollata.

Il metodo indiretto (l’ascolto), presenta problemi diversi, ma sempre problemi e forse anche più complessi. Deve esserci una bocca capace di parlare per poter chiedere, un canale di ascolto, delle orecchie capaci di ascoltare, un cervello per poter memorizzare e calcolare la media dei vestiti da comprare e un’altra bocca per poter comunicare con il fornitore dei vestiti. Impossibile per ora organizzare tutto ciò e infatti...

 - Magazziniere: “La taglia che chiedi non ce l’ho”

- Agente: “Ma è una taglia molto comune, dovresti averla!”

- Magazziniere: “Lo so, ma non ce l’ho. Posso darti questa enorme oppure questa minuscola, poi la cambi...”

- Agente: “Va bene, dammela, me la faccio aggiustare a mie spese”.

Novembre 1999
Il DAP commissiona alla Finsiel un’applicazione informatica da centinaia di milioni di lire per poter gestire la mole di informazioni necessaria alle esigenze del magazzino vestiario.

Luglio 2000
Presentazione di un prototipo del programma da parte della Finsiel. Il progetto propone l’adozione di una smart card per ogni dipendente con sopra registrati tutti i dati, compresi quelli antropometrici e taglie di vestiario. Si decide di collegare il programma anche alla base dati del personale. Per queste procedure ci vorrà del tempo, intanto però la parte di gestione del magazzino del programma è pronta e può essere installata presso il SADAV per consentire quantomeno la trasmissione degli atti contabili.

Settembre 2000
Installazione del prototipo presso il SADAV per una prima valutazione delle funzionalità di gestione del magazzino vestiario.

Marzo 2001
Presentazione del progetto “Automazione del servizio del vestiario degli Agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria”

(Continua...)

 

Prima puntata: Hai un problema con il vestiario? Il problema non ti sarà risolto, ecco perché

Seconda puntata: Problemi del vestiario: cronistoria dell'applicazione informatica del SADAV

Terza puntata: Soldi buttati al SADAV: che inizino a pagare i responsabili