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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/07/2010  -  stampato il 23/03/2017


Finanziaria: ci vuole franchezza e sincerità

Si vorrebbe comprendere come si fa a sostenere, quasi tutti i giorni, che nella Legge finanziaria 2010 e nella manovra economica,  stabilita nel decorso mese di giugno 2010, non sono previste tasse.
Si vorrebbe comprendere come si possano contraddire gli organi di informazione che, quotidianamente, smentisco-
no affermazioni del genere, illustrandoci aumenti a raffica di tributi e tariffe. 
Non è, infatti, possibile nascondere l’aumento dei pedaggi autostradali, l’incremento dei carburanti e del gas, a cui devono aggiungersi i balzelli regionali e locali, connessi alla elevazione degli oneri per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, alle addizionali IRPEF, ai paventati pedaggi per il transito sul GRA di Roma; per non dire dei costi delle assicurazioni auto  (i più cari d’Europa). 
Così si apprende che il PIL dell’anno 2009 è cresciuto ulteriormente, vale a dire che il 43,5% del reddito individuale è sottoposto a prelevamento fiscale, che sta chiaramente a denotare che quelle tasse che, “si dice”, non sarebbero state aumentate, pesano, però, maggiormente sulle tasche dei cittadini.
Perchè bisognerebbe spiegare, in modo chiaro, se queste non sono tasse, cosa sono diversamente? 
Chi le paga, se non sempre lo stesso destinatario che, senza avere migliorametni sociali e delle condizioni di vita, è costretto a partecipare alla spesa pubblica diminuendo sempre più le proprie risorse economiche cioè in pratica il proprio potere di acquisto.
Non è una pretesa fuori luogo quella di ottenere franchezza, sincerità, in una consapevolezza complessiva di sacrifici che, come al solito, si riversano sempre sugli stessi contribuenti, quelli che hanno un reddito fisso (dipendenti pubblici e pensionati) a cui facilmente e con immediatezza si può attingere, nella certezza di non ricevere riscontri diretti negativi, perchè impossibilitati.
Sarebbe ora - e l’ulteriore condizionale è d’obbligo in quanto sempre privo di ascolto e della minima attenzione - di cospargersi umilmente il capo di cenere e di vestirsi di sacco e di non usare più inutili frasi imbonitrici, quando la realtà è ben diversa e determinata dagli stessi imbonitori.