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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/08/2010  -  stampato il 10/12/2016


Ruoli Tecnici Polizia Penitenziaria. I pareri delle Commissioni Parlamentari V (Bilancio) e XI (Lavoro).

 

Resoconto della V Commissione permanente
(Bilancio, tesoro e programmazione)
V Commissione
SOMMARIO
Venerdì 30 luglio 2010
 
 
ATTI DEL GOVERNO
Venerdì 30 luglio 2010. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Alberto Giorgetti.
La seduta comincia alle 8.50.
Schema di decreto legislativo recante istituzione dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria.
Atto n. 232.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento e conclusione - Parere favorevole con osservazione).
La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto legislativo.
Rocco GIRLANDA (PdL), relatore, ricorda che lo schema di decreto legislativo in esame reca l'istituzione dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria, a norma dell'articolo 18 della legge 30 giugno 2009, n. 85, e che lo stesso è corredato di relazione tecnica.
Con riferimento agli articoli da 1 a 36 e alla Tabella A, concernenti i ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria, per quanto attiene ai profili strettamente riferibili all'istituzione dei nuovi ruoli tecnici della polizia penitenziaria, osserva che il relativo onere è quantificato dalla relazione tecnica con riferimento alla dinamica dei trattamenti economici relativi alle figure professionali degli istituendi ruoli tecnici e nel rispetto delle dotazioni organiche fissate nell'allegata Tabella A. Rileva che la metodologia adottata è sostanzialmente conforme a quella applicata dalla relazione tecnica allegata al disegno di legge di delega. Evidenzia che la dotazione organica fissata nel provvedimento in esame prevede, tuttavia, un numero di cinque agenti-assistenti, inferiore rispetto a quello di otto agenti-assistenti indicato nella relazione tecnica allegata al disegno di legge di delega. Rileva che a tale ridimensionamento dell'organico, da 40 a 37 unità complessive, corrisponde una riduzione dell'onere annuo a regime limitato a 9.727 euro circa e che in proposito andrebbero forniti chiarimenti.
Ciò premesso, ritiene altresì opportuno acquisire un chiarimento da parte del Governo in merito agli eventuali ulteriori oneri connessi alle procedure concorsuali volte al reclutamento e alla formazione del personale direttivo e non, che potrebbero richiedere il ricorso a competenze e a strumentazioni non ancora direttamente disponibili presso l'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia. Ritiene di non avere nulla da osservare, infine, in merito alle commissioni di cui all'articolo 34 competenti in materia di stato giuridico del personale dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria, nel presupposto che le stesse possano operare nell'ambito delle dotazioni disponibili a legislazione vigente.
In merito ai profili di copertura finanziaria, osserva che l'articolo 36 dispone che agli oneri derivanti dall'applicazione del presente decreto, valutati in euro 1.518.776,34 per ciascuno degli anni 2011 e 2012, in euro 1.548.779,19 per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, in euro 1.569.174,48 per ciascuno degli anni 2016 e 2017, in euro 1.580.744,84 per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, e in euro 1.617.692,35 a decorrere dall'anno 2021, si provveda mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 32, comma 2, della legge n. 85 del 2009. Sottolinea che tale disposizione prevede un'autorizzazione di spesa, per un importo valutato in 1.627.420 euro a decorrere dal 2008, relativa alle spese di personale conseguenti all'adesione della Repubblica italiana al Trattato di Prüm. Osserva che la disposizione è corredata di una specifica clausola di salvaguardia che è formulata secondo i criteri previsti dalla nuova legge di contabilità e finanza pubblica e prevede, nel caso in cui si verifichino scostamenti rispetto agli oneri previsti, che il Ministro della giustizia provveda, con proprio decreto, alla riduzione delle dotazioni finanziarie di parte corrente iscritte nell'ambito delle spese rimodulabili del programma

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«Amministrazione penitenziaria» della missione «Giustizia», dello stato di previsione del Ministero della giustizia. Al riguardo, con riferimento alle risorse utilizzate a copertura, ricorda che le stesse sono iscritte nel capitolo 1752 dello stato di previsione del Ministero della giustizia. Per quanto attiene alla clausola di salvaguardia, ricorda che anche l'articolo 32, comma 3, della legge n. 85 del 2009 era già corredato di una clausola, redatta in conformità alle previsioni della legge n. 468 del 1978. Rileva che la norma in esame ne aggiorna, quindi, la formulazione, al fine di assicurarne la conformità ai requisiti dell'effettività e dell'automaticità richiesti dalla nuova legge di contabilità e finanza pubblica. Al riguardo, ritiene opportuno che il Governo confermi che il programma del quale è prevista l'eventuale riduzione rechi risorse sufficienti, iscritte in bilancio come rimodulabili, a far fronte agli eventuali scostamenti senza pregiudicare la realizzazione degli interventi già previsti a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse.
Il sottosegretario Alberto GIORGETTI, relativamente all'articolo 1, in materia di istituzione dei ruoli, rileva che la tabella A allegata al provvedimento prevede in 37 unità la dotazione organica degli istituendi ruoli tecnici del personale del Corpo di Polizia penitenziaria, suddivise in 5 unità per il ruolo degli operatori tecnici, 12 unità per il ruolo dei revisori tecnici, 11 unità per il ruolo dei periti tecnici, 9 unità per il ruolo dei direttori tecnici. Considerando quindi che l'assunzione riguarderà soltanto 37 unità, sottolinea come non si prevedano oneri aggiuntivi relativi all'organizzazione e al funzionamento dei predetti ruoli tecnici, nonché delle procedure concorsuali, in quanto alle relative spese sarà destinata una parte dei fondi attualmente stanziati sui pertinenti capitoli di bilancio. Rileva, quindi, che la relazione tecnica allegata al provvedimento evidenzia il trattamento economico che verrà corrisposto al personale ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2009, n. 51, che ha recepito l'ultimo accordo sindacale siglato con le rappresentanze del personale. Fa presente che le voci esposte sono da considerarsi al lordo degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell'Amministrazione.
Segnala che sono stati inoltre computati gli effetti finanziari derivanti dalle promozioni che tutto il personale, che verrà inquadrato negli istituendi ruoli tecnici, conseguirà dal 2011 al 2021 e cioè; nell'anno 2013 da vice commissario a commissario e da vice ispettore ad ispettore; nell'anno 2016 da commissario a commissario capo e da agente ad agente scelto; nell'anno 2018 da vice sovrintendente a sovrintendente; nell'anno 2021 da commissario capo a commissario coordinatore, da ispettore a ispettore capo e da agente scelto ad assistente. Aggiunge, inoltre, che non è stato considerato come onere aggiuntivo quello derivante dai compensi per lavoro straordinario in quanto verrà fronteggiato nell'ambito dell'autorizzazione di spesa già stabilita con apposito decreto interministeriale, mediante una rimodulazione del monte ore.
Relativamente agli articoli 2, da 3 a 8, da 9 a 14, da 15 a 23, sottolinea che non sono stati considerati gli emolumenti di cui agli articoli 28-bis e 29-bis del decreto legislativo n. 443 del 1992, nonché i vari scatti o compensi aggiuntivi previsti per l'analogo personale appartenente ai ruoli tecnici della Polizia di Stato, in quanto gli stessi sono stati abrogati, a decorrere dal 1o gennaio 2005, dal decreto legislativo 30 maggio 2003, n. 193; evidenzia, a tale proposito, come sul nuovo stipendio basato sul sistema dei parametri siano confluiti i valori stipendiali correlati ai livelli retributivi, l'indennità integrativa speciale, gli scatti gerarchici e aggiuntivi, nonché gli emolumenti pensionabili.
Fa inoltre presente che al personale del nuovo ruolo dei periti tecnici non si applica l'articolo 17, comma 1, del decreto legislativo n. 197 del 1995, in quanto il personale di polizia penitenziaria fino ad ora non ha mai svolto alcuna attività tecnico-scientifica, pertanto non è stato previsto alcun transito del personale già in ruolo in quello tecnico da istituirsi.

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Con riferimento agli articoli da 24 a 31, recanti disposizioni relative ai direttori tecnici, e all'articolo 32, concernente le qualifiche di agente e ufficiale di pubblica sicurezza, rileva che le attribuzioni delle relative qualifiche non danno luogo al riconoscimento di specifiche indennità.
Con riferimento all'articolo 34, sottolinea che il funzionamento delle commissioni per il personale appartenenti ai ruoli tecnici non comporta oneri aggiuntivi, in quanto potranno essere utilizzati gli stanziamenti previsti a legislazione vigente, perché i predetti ruoli sono formati soltanto da 37 unità.
Circa la clausola finanziaria, prevista all'articolo 36, conferma la disponibilità, ai fini della copertura, dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 32, comma 2, della legge 30 giugno 2009, n. 85.
Rocco GIRLANDA (PdL), relatore, formula la seguente proposta di parere:
«La V Commissione bilancio, tesoro e programmazione,
esaminato lo schema di decreto legislativo recante istituzione dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria (atto n. 232),
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo secondo il quale:
all'organizzazione e al funzionamento dei ruoli tecnici, nonché alle relative procedure concorsuali, si provvederà nell'ambito delle dotazioni di bilancio già previste a legislazione vigente;
il funzionamento delle commissioni per il personale appartenenti ai ruoli tecnici di cui all'articolo 34 non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato;
l'autorizzazione di spesa della quale è previsto l'utilizzo ai sensi dell'articolo 36 reca le necessarie disponibilità;
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente osservazione:
è opportuno che il Governo, nell'adottare in via definitiva il provvedimento, preveda espressamente che l'accesso alle qualifiche iniziali e il relativo avanzamento di carriera dei componenti di ciascun ruolo tecnico del corpo di polizia penitenziaria avvenga mediante le procedure previste per i corrispondenti ruoli della polizia di Stato, in conformità a quanto previsto dall'articolo 18 della legge 30 giugno 2009, n. 85.».
Il sottosegretario Alberto GIORGETTI concorda con la proposta di parere del relatore.
La Commissione approva la proposta di parere del relatore.
La seduta termina alle 9.05.
 

 

 
Resoconto della XI Commissione permanente
(Lavoro pubblico e privato)
XI Commissione
SOMMARIO
Giovedì 29 luglio 2010
 
ATTI DEL GOVERNO
Giovedì 29 luglio 2010. - Presidenza del presidente Silvano MOFFA. - Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia, Giacomo Caliendo.
La seduta comincia alle 9.
Schema di decreto legislativo recante istituzione dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria.
Atto n. 232.

(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con condizione).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto legislativo in titolo, rinviato nella seduta del 27 luglio 2010.
Silvano MOFFA, presidente, avverte che il relatore, alla luce del dibattito svolto nelle precedenti sedute, ha presentato una proposta di parere favorevole con condizione (vedi allegato).
Amalia SCHIRRU (PD), dopo avere rilevato che il Governo ha proceduto, nell'esercizio della delega in materia, sostanzialmente evitando un qualsiasi tipo di confronto con le organizzazioni sindacali e con gli operatori del settore, esprime perplessità sul provvedimento in esame, soprattutto nella parte relativa all'accesso

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alla qualifica di direttore tecnico, laddove sembra prevedersi un percorso di inquadramento di tale figura professionale difforme rispetto a quanto previsto dalla norme vigenti per il personale della Polizia di Stato. Rileva, peraltro, che da anni le rappresentanze di categoria attendono una riforma organica del Corpo, che consenta di valorizzare maggiormente le professionalità esistenti.
Nell'osservare poi che il provvedimento interviene su materie (tra cui cita la medicina penitenziaria) che dovrebbero in realtà operare più che altro nel campo medico-sanitario, si sofferma in termini critici sulla parte dello schema di decreto in cui si prevede la disciplina di figure professionali come i biologi, che desta non poche perplessità. Fa notare, inoltre, che le numerose osservazioni pervenute in questi giorni dagli addetti ai lavori hanno fatto emergere l'esistenza di omissioni e sviste all'interno del provvedimento, che andrebbero affrontate con maggiore serenità e lucidità di giudizio.
Alla luce delle questioni esposte, si domanda se non sia più utile rinviare l'espressione del parere di competenza sullo schema di decreto alla ripresa dei lavori parlamentari prevista per settembre, eventualmente dopo avere acquisito i necessari elementi di conoscenza attraverso apposite audizioni delle organizzazioni di rappresentanza sindacale, preannunciando comunque che - ove l'intenzione della presidenza fosse quella di concludere sin dalla giornata odierna l'esame dello schema di decreto - il voto del suo gruppo non potrà che essere contrario rispetto alla proposta di parere appena presentata dal relatore.
Giovanni PALADINI (IdV) stigmatizza l'operato del Governo, che, con il provvedimento in esame, mira a tracciare una pericolosa linea di demarcazione tra i ruoli del personale della polizia penitenziaria, introducendo elementi di discriminazione tra gli appartenenti al medesimo Corpo. Rileva, peraltro, che ciò avviene in evidente contrasto con il lavoro parlamentare in corso, teso ad operare un riordino complessivo delle carriere delle forze dell'ordine e a garantire una omogeneità di trattamento in relazione allo stato giuridico di tale personale. Lamenta poi la carenza di una apposita norma transitoria all'interno dello schema di decreto, che assicuri l'immissione diretta nei nuovi ruoli tecnici del personale tuttora operante nel Corpo di Polizia penitenziaria, il quale può vantare un'esperienza meritoria sul campo, acquisita in tanti anni di servizio, tale da non richiedere lo svolgimento di alcun tipo di concorso; l'ipotesi di ricorrere in modo indiscriminato a procedure concorsuali, peraltro, presenterebbe - a suo avviso - il rischio di determinare ulteriori aggravi di spesa, che risulterebbero del tutto irragionevoli di fronte all'impossibilità, appena dichiarata dal Governo, di pervenire al riallineamento del Corpo per problemi di bilancio.
In conclusione, auspicando un mutamento di posizione dell'Esecutivo sui punti cardine di un provvedimento che, comunque, giudica importante in vista di un progressivo allineamento tra Corpi di polizia, preannuncia l'astensione del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.
Silvano MOFFA, presidente, in relazione alle questioni sinora emerse nel dibattito, nel ribadire che il provvedimento in esame mira a dare attuazione ad una specifica delega legislativa, limitata ai soli ruoli tecnici del Corpo, fa altresì presente che tale delega scadrà il prossimo 14 settembre e che la Commissione è chiamata ad esprimere nella seduta odierna il parere di competenza, poiché il relativo termine è fissato, a norma di legge, per il 13 agosto.
Osserva, peraltro, che una disamina più complessiva dei problemi riguardanti l'ordinamento giuridico dei dipendenti del Corpo di Polizia penitenziaria potrà svolgersi alla ripresa dei lavori parlamentari, al termine della prevista pausa estiva, non soltanto sulla base della disponibilità acquisita in tal senso dal Governo, ma anche perché - a seguito dell'eventuale approvazione della proposta di parere del relatore - la Commissione dovrà tornare a

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pronunciarsi sul regolamento, al quale rinvia l'articolo 1, comma 2, dello schema di decreto, per la definizione dei profili professionali degli appartenenti ai richiamati ruoli.
Teresio DELFINO (UdC), manifestato apprezzamento per la disponibilità fornita dal relatore e dal rappresentante del Governo, in vista dello svolgimento di una riflessione più complessiva sul tema del riordino del Corpo di Polizia penitenziaria, giudica il provvedimento in esame come un primo, piccolo, passo verso il progressivo riallineamento tra Polizia penitenziaria e Polizia di Stato, pur sottolineando come le misure in esso contenute siano suscettibili di miglioramento. Tenuto conto, quindi, della necessità di dare attuazione sollecitamente ad una importante delega legislativa, preannuncia l'astensione del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.
Antonino FOTI (PdL), relatore, nel far notare che la sua proposta di parere favorevole con condizione, presentata nell'odierna seduta, ha tenuto in gran parte conto non soltanto delle osservazioni svolte nel corso del dibattito, ma anche delle sollecitazioni pervenute dalle organizzazioni sindacali di categoria, rileva la necessità di porre il Governo nelle condizioni di esercitare la relativa delega entro i termini previsti dalla legge, esprimendo nella giornata odierna il prescritto parere parlamentare. Fa presente, peraltro, che l'avere recepito i principali elementi di perplessità, che gli stessi sindacati hanno, in via informale, rappresentato in questi giorni, è la più efficace testimonianza di una capacità di ascolto e di attenzione, che - pur a fronte dei rilevanti problemi economici segnalati dal Governo - si è ritenuto opportuno riservare alle problematiche che interessano il Corpo nel suo complesso.
Giudicando utile avviare, nel prossimo mese di settembre, una discussione più complessiva sulle questioni rimaste ancora aperte, anche alla luce delle norme di carattere regolamentare che il Governo intenderà introdurre in materia, illustra, quindi, nel dettaglio la sua proposta di parere favorevole con condizione, raccomandandone l'approvazione da parte della Commissione.
Il sottosegretario Giacomo CALIENDO fa presente che - come già dichiarato nella precedente seduta - l'esistenza di stringenti vincoli di bilancio impedisce un sistemazione complessiva della materia e un immediato riallineamento tra Polizia penitenziaria e Polizia di Stato, questione che si trascina da diverso tempo e che, tuttavia, rappresenta un obiettivo verso il quale, in ogni caso, vuole tendere anche il provvedimento in esame. Nel precisare che il Governo è tuttora impegnato nel reperimento di ulteriore risorse per il personale in questione, nell'ambito di un provvedimento che potrebbe anche consentire di destinare un significativo stanziamento all'assunzione di 2.000 agenti di Polizia penitenziaria, ribadisce la propria disponibilità ad un confronto parlamentare sui problemi che riguardano l'ordinamento giuridico dei dipendenti del Corpo, nel quale potranno essere affrontati in modo organico tutti i temi di interesse.
La Commissione approva, quindi, la proposta di parere favorevole con condizione formulata dal relatore.
La seduta termina alle 9.25.
ALLEGATO
Schema di decreto legislativo recante istituzione dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria (atto n. 232).
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
La XI Commissione,
esaminato lo schema di decreto legislativo recante istituzione dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria (atto n. 232);
preso atto che la delega recata dalla legge n. 85 del 2009, posta alla base dell'emanazione dello schema di decreto in esame, riguarda esclusivamente l'istituzione dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria e non tutti gli altri ruoli, per cui non risulta possibile intervenire, in questa sede, per un più complessivo riordino del Corpo medesimo;
considerato che lo schema di decreto sembra tenere conto, in linea generale, dei principi e criteri direttivi contemplati nella delega legislativa, anche se non riesce a realizzare completamente l'obiettivo di annullare in modo definitivo l'attuale disallineamento tra Polizia penitenziaria e Polizia di Stato;
preso atto, peraltro, che tale obiettivo - reso al momento poco praticabile in ragione della difficile situazione economica che interessa la finanza pubblica - rappresenta comunque un punto di arrivo al quale anche il Governo intende pervenire;
valutato positivamente, pertanto, che lo stesso Governo abbia fornito la propria disponibilità a proseguire un confronto in sede parlamentare per la discussione delle diverse proposte di legge, all'esame della XI Commissione, che si prefiggono il riordino del Corpo di polizia penitenziaria;
rilevato che, in ordine alla disciplina dello stato giuridico e professionale dei ruoli contemplati dal provvedimento in esame, l'articolo 1, comma 2, dello schema di decreto ha scelto la strada di un rinvio al regolamento, anche al fine di poter disporre di un termine temporale più adeguato - rispetto a quello per l'esercizio della delega, ormai vicino alla scadenza - per definire i profili professionali degli appartenenti ai predetti ruoli;
osservato che, con riferimento in particolare agli articoli da 24 a 30 dello schema di decreto, sembra che il Governo abbia preferito una riscrittura del decreto legislativo n. 146 del 2000, piuttosto che una omogeneizzazione della normativa con il decreto legislativo n. 334 del 2000 (relativo ai ruoli direttivi e tecnici della Polizia di Stato), che avrebbe potuto rappresentare l'elemento più utile a facilitare il riallineamento dei ruoli dei rispettivi Corpi;
rilevata, dunque, l'opportunità che il Governo valuti - nella definitiva emanazione del decreto - la possibilità di rendere maggiormente coerente la definizione del ruolo di direttore tecnico con quella delle altre amministrazioni, che non hanno mai previsto la qualifica di vice direttore tecnico;
segnalata, in proposito, la possibilità, con riferimento specifico al ruolo dei direttori tecnici, di valutare la semplificazione dei passaggi di cui agli articoli 27 e 28 dello schema di decreto, verificando in particolare l'ipotesi di prevedere che l'accesso alla qualifica di direttore tecnico avvenga direttamente al superamento del periodo di prova e del relativo corso di formazione,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente condizione:
all'articolo 2, comma 1, sia prevista l'espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari sul regolamento del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro della pubblica amministrazione e l'innovazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze, diretto a definire i profili professionali degli appartenenti ai ruoli tecnici.
 

Damiano Bellucci