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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/08/2010  -  stampato il 11/12/2016


Un (E)Vaso in giardino.

C'era da aspettarselo che prima o poi l'(e)vaso nel nostro bel Giardino degli Incontri avrebbe dato i suoi brutti frutti. E non perchè siamo particolarmente pessimisti o menagrami ma perchè in una situazione come quella che stiamo vivendo, dove l'emergenza è oramai diventata ordinaria, nella quale ci si permette ancora il lusso di assecondare i capricci (o gli interessi) di chi non ha in alcun conto l'operato della Polizia Penitenziaria e di chi pensa che per "garantire" i detenuti si debbano ignorare dei processi fondamentali in cui le prime garanzie dovrebbero essere fornite al personale che opera all'interno degli istituti, un episodio del genere era preventivabile. Quando si parla di carenza di personale è anche a questo che si deve pensare: ad un collega solo in mezzo a duecento persone tra familiari e detenuti.

         Colgo l'occasione per fare i miei complimenti ai colleghi che hanno evitato il peggio, facendo in modo che l'(e)vaso non diventasse, ancora una volta una pesante tegola pronta a cadere in testa al malcapitato di turno.

          Prendo spunto da questa storia a lieto fine per unirmi ai colleghi di Pisa che, sicuramente non per propria negligenza, si ritrovano a dover raccontare un finale diverso.

          Forse il mio appello cadrà nel vuoto perchè il destinatario non ne verrà neppure a conoscenza, ma mi rivolgo, in ultimo, al Capo del Dipartimento che con le sue ultime circolari ed i suoi messaggi ha espesso vicinanza al personale: sono questi i momenti in cui la Sua vicinanza deve diventare un segno tangibile. Grazie.

Walter Ego