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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/08/2010  -  stampato il 03/12/2016


Catania piazza Lanza, ovvero l’Ucciardone d’Oriente.

 

Il mio amico Commissario Ultimo (in graduatoria) mi racconta che, in un caldo pomeriggio di luglio stava pasteggiando una granita di limone con una morbida briosce, seduto al tavolino all’aperto di un bar, sotto un ombrellone che emanava una deliziosa frescura quando ad un tratto li vide: erano due colleghi, suoi pesani, però uno faceva servizio all’Ucciardone e l’altro a catania Piazza Lanza. Il Commissario rabbrividì al solo guardarli: sembrava avessero il morbillo tante erano le punture di zanzare su quella braccia e su quei visi martoriati. – Sedetevi, amici, che vi offro qualcosa…- disse loro il Commissario. I due colleghi presero posto e ordinarono due granite al gelsomino e un cannolo e una bella fetta di cassata siciliana….al Commissario Ultimo un po’ gli girarono le palle infatti pensava : minchia a momenti tutto il bar ordinavano…….- Comunque, gli disse : ma non conoscete un prodotto che si chiama AUTAN, contro le zanzare? – I due colleghi sorrisero mentre affondavano la briosce nella granita. All’Ucciardone le zanzare l’Autan se lo succhiano come un sorbetto … mentre a Piazza Lanza – aggiunse l’altro le zanzare sono talmente smaliziate che mandano in avanscoperta le mosche cavalline e i pappataci che si trovano nei bagni e poi, avendo annullato l’effetto Autan si fiondano sulle pelli sudate dei colleghi mordendoti le carni come in un supplizio infernale…. – Mentre parlava, il commissario notò che aveva gli occhi cerchiati di nero, come se non avesse dormito da settimane. L’agente di piazza Lanza gli spiegò che non avevano una caserma dove riposare, specie i pendolari; infatti per riposare qualche ora dovevano salire fino alla Scuola di Formazione di San Pietro Clarenza dove si dovevano fare e disfare il letto sempre, perchè non avevano un posto loro, e sopratutto dove si dovevano pulire la stanza cosa che non avveniva, per i corsisti. - Qualcuno dice che gli agenti in trasferta alla scuola per riposare non siano molto graditi…..- affermò il collega mentre addentava il cannolo.
Il Commissario notò un leggero tremore alle mani del collega che prestava servizio all’Ucciardone. – Ma che hai sei nervoso? Gli chiese. – Si, sono le 9 del mattino ed ho già la pressione a 150. Purtroppo le responsabilità che si prende un assistente capo all’Ucciardone sono talmente tante….pensa che l’altra sera, di servizio di prima muta, la sicurezza dell’Istituto si avvicinava allo zero assoluto: per 250 detenuti distribuiti su quattro piani, e più il cancello ingresso, per ogni sezione c’era un solo collega; e che mi doveva fare "SAN PIETRO" con tutte quelle chiavi in mano? Pensi, commissario che, per poter fare effettuare le punture serali ai detenuti nel locale infermeria sito al piano terra ,bisognava aspettare che veniva la sorveglianza generale (ovviamente un assistente), e che si prendesse le chiavi dell'ingresso e controllasse i detenuti che il collega, da solo, faceva scendere piano per piano in infermeria. Fu ad un certo punto della serata che ebbi uno sbalzo di pressione misto ad una crisi mistica ed esclamai: Santa Rosalia, siamo nelle tue mani! Pensaci tu!
Certo, il mio amico commissario Ultimo, ne aveva sentite di tutti i colori, ma trovo delle assonanze tra l’Ucciardone e Piazza Lanza: stessa carenza di personale di polizia penitenziaria, stesse carenze igienico sanitarie, addirittura stessa tipologia di topi “rattus norvegicus”, stesse zanzare, ma a Catania  denominate “elefante” poiché muniti di una lunga proboscide ed in onore del simbolo della città di Catania, stessi scarafaggi, stessi piccioni cacàtori, stessa erba parietaria sui muri, stesse mura ciclopiche, ma a Catania di pietra lavica, mentre a Palermo di roccia tufacea che  con il caldo prendono vita e , come enormi serpenti si muovono ondeggiando rimandando all’agente di sentinella, e agli altri in sezione, un calore insopportabile.
Si, - disse - il Commissario a voce alta, mentre il collega dell’Ucciardone, a discapito della sua pressione stava attaccando il secondo pezzo di cassata siciliana, - potremmo definire il carcere di Piazza Lanza come l’Ucciardone d’Oriente; un gemellaggio tra Istituti Siciliani che hanno in comune tante cose negative….. Va bene Signor Commissario, - disse il collega di Catania Piazza Lanza, dopo essersi pulito la bocca – grazie per la colazione…… noi togliamo il disturbo….certo jè divertente la trovata l’Ucciardone d’oriente, n’è veru m’pari? – rivolgendosi al collega dell’Ucciardone – jè forti stu Commissariu……
Il mio amico Commissario Ultimo (in graduatoria) li vide allontanarsi pensando alle condizioni lavorative degli agenti in due carceri fatiscenti, simili per problematiche, che nonostante tutto rimarrano aperti fin quando il Signore, Santa Rosalia e San’Agata ce la manderanno buona.   Non gli  restò altro che pagare il conto esclamando: E chi minchia si mangiaru, tutta a putìa?
 
Nuvola Rossa