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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/08/2010  -  stampato il 11/12/2016


Interrogazioni parlamentari sul carcere 2 - 6 agosto 2010.

 

ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03597
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 419 del 04/08/2010
Firmatari
Primo firmatario: CAMBER GIULIO
Gruppo: IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 04/08/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/08/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03597
presentata da
GIULIO CAMBER
mercoledì 4 agosto 2010, seduta n.419
CAMBER - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
l'afa e le temperature torride di queste settimane hanno avuto pesanti ripercussioni anche nell'ambito del carcere del Coroneo, di Trieste;
è emersa, infatti, in tutta la sua gravità la difficile situazione dovuta al soprannumero di detenuti rinchiusi nel carcere del capoluogo giuliano ove, a fronte di una capienza di 150 detenuti, ne sono ospitati 237;
anche il personale di sorveglianza e custodia si trova in difficoltà perché a fronte di un organico che dovrebbe essere di 159 agenti può disporre di soli 120 sulla carta, in quanto un certo numero è assente per convalescenze "lunghe" disposte dalle competenti Commissioni medico-ospedaliere militari, altri agenti, almeno una decina, sono giornalmente impegnati nel Nucleo traduzione e piantonamenti e altri sono distaccati in altri istituti;
i detenuti hanno rivolto un appello, pubblicato anche sulla stampa locale il 26 luglio 2010, ove hanno sottolineato come, a causa del gran caldo, il soprannumero e la carenza di docce nelle stanze detentive, nonché la mancanza di ventilatori o pale da soffitto, la vivibilità del carcere sia allo stremo e come da tale situazione scaturiscano condotte intemperanti nei confronti sia del personale penitenziario che dei compagni di detenzione, determinando liti, zuffe e perfino atti di autolesionismo;
il direttore del carcere, dottor Enrico Sbriglia, anche al fine di tranquillizzare l'opinione pubblica, affinché non vi fossero esagerazioni sul reale stato delle cose, indipendenti dal modo corretto e rispettoso delle regole con il quale il personale penitenziario tratta la popolazione detenuta, ha confermato che certamente la sensazione del caldo è più forte dentro di quella che si può avvertire fuori, non c'è l'aria condizionata e onestamente la vorrebbe. Inoltre, ha affermato che una temperatura sopportabile evita il nervosismo eccessivo e che quindi avere impianti di condizionamento sarebbe solo una cosa di buon senso;
le condizioni meteorologiche che da qualche anno caratterizzano la stagione estiva con temperature e tasso di umidità elevati sono, a detta degli esperti, destinate a rinnovarsi nei prossimi anni;
la situazione del carcere di Trieste non rappresenta un unicum nel panorama italiano; il sovraffollamento riguarda tutte le case circondariali sparse sul territorio nazionale, che come già ampiamente denunciato si troveranno ad ospitare, tra non molto, se non superare, complessivamente le 70.000 unità di detenuti dove, invece, ce ne starebbero al massimo 46.000,
si chiede di sapere:
quali concrete, urgenti iniziative possano essere assunte, attraverso l'individuazione di idonee risorse, per garantire condizioni di vita e di lavoro accettabili agli operatori ed ai detenuti della Casa circondariale triestina: specificamente, se sia possibile dotare in tempi brevi le celle del carcere di Trieste (così come di tutti gli altri carceri che versino nella medesima situazione) quantomeno di ventilatori o pale da soffitto (se non di veri e propri impianti di aria condizionata) così da mitigare gli effetti fisici e psichici provocati al caldo torrido, scongiurando situazioni di tensione all'interno della struttura di detenzione;
se si preveda la realizzazione di docce almeno nelle stanze detentive collettive, onde consentire ai detenuti di poter vivere con minore problematicità la carcerazione che, altrimenti, rischierebbe di essere costituita non solo dalla soppressione della libertà personale ma anche dal disagio costituito dal non poter effettuare, quando necessario, le personali abluzioni.
(4-03597)
 
 
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03563
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 417 del 02/08/2010
Firmatari
Primo firmatario: FLERES SALVO
Gruppo: IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 02/08/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
IL POPOLO DELLA LIBERTA'
02/08/2010
FUTURO E LIBERTA' PER L'ITALIA
02/08/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 02/08/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03563
presentata da
SALVO FLERES
lunedì 2 agosto 2010, seduta n.417
FLERES, ALICATA, CONTINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e della salute - Premesso che il dato relativo ai suicidi nelle carceri italiane registra un continuo aumento;
premesso, inoltre, che:
in Sicilia, in particolare, a fronte di un elevato numero di detenuti e una carenza nell'organico degli agenti di custodia, vi sarebbe, secondo la denuncia del Garante per la tutela dei diritti dei detenuti, anche l'assenza degli psicologi;
secondo il predetto Garante, inoltre, la Regione non avrebbe provveduto a dare attuazione alle disposizioni che trasferiscono le competenze della sanità penitenziaria al Servizio sanitario nazionale (SSN);
considerato che il Garante è intervenuto in tale materia con le segnalazioni di seguito elencate:
1) 26 settembre 2007, prot. 459, con lettera inoltrata all'Assessore regionale alla sanità per prospettare gli scenari possibili a seguito del passaggio della sanità penitenziaria al SSN, che non ha ottenuto risposta;
2) 8 settembre 2008, prot. 1731, con lettera inoltrata all'Assessore regionale alla sanità per conoscere quali provvedimenti amministrativi e/o legislativi erano stati posti in essere per garantire il predetto passaggio a seguito dell'entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° aprile 2008. In risposta a tale lettera c'è la nota dell'8 ottobre 2008, prot. 5688/GAB, dell'Assessore alla sanità (indirizzata all'ufficio del Garante), dove viene evidenziato che "solo a seguito delle determinazioni assunte dalla Commissione paritetica istituita ai sensi dell'art. 43 dello Statuto regionale" potranno essere emanate le successive disposizioni in materia;
3) 7 novembre 2008, prot. n. 2641, risposta alla citata nota dell'Assessore nella quale vengono manifestate numerose perplessità rispetto alle conclusioni cui è pervenuto e dove, comunque, non è previsto alcun intervento di carattere amministrativo;
4) 1° dicembre 2008, prot. 2756, lettera inoltrata ai Presidenti delle Commissioni bilancio e sanità dell'Assemblea regionale siciliana affinché, anche attraverso il supporto dell'ufficio del Garante, provvedessero ad inserire nella manovra finanziaria apposita norma, cui non è stata data risposta. Tuttavia, il 22 dicembre 2008, prot. 4489, vi è una lettera dell'Assessorato alla sanità nella quale viene comunicata l'intenzione di costituire un tavolo tecnico che possa occuparsi della materia dove è chiesta la presenza di un rappresentante dell'ufficio del Garante;
5) l'11 marzo 2009, prot. 675, lettera inoltrata al Presidente della Regione, al Presidente dell'Assemblea, all'Assessore alla sanità ed ai Presidenti delle Commissioni bilancio e sanità dell'ARS per sottoporre l'intera problematica, cui non si dà nessuna risposta;
6) 4 dicembre 2009, prot. 3710, lettera inoltrata all'Assessore alla sanità di sollecito: nessuna risposta;
7) 21 dicembre 2009, prot. 3908, lettera inoltrata al Presidente dell'ARS e Presidenti delle Commissioni bilancio e sanità, di sollecito: nessuna risposta;
8) 17 maggio 2010, prot. 1631 lettera inoltrata al Presidente della Regione e all'Assessore alla sanità, sempre di sollecito, cui non si dà nessuna risposta;
9) il tavolo tecnico, istituito a seguito della citata nota prot. 4489 del 22 dicembre 2008, presso l'Assessorato regionale alla sanità, è stato convocato soltanto quattro volte e non è pervenuto ad alcuna conclusione, tanto che la Sicilia è rimasta l'unica Regione a non aver ancora posto in essere alcun provvedimento in materia;
considerato, inoltre, che:
il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° aprile 2008, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 maggio 2008, che disciplina "Modalità e criteri per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie, delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria", prevede che siano trasferite al SSN tutte le funzioni sanitarie svolte dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dal Dipartimento della giustizia minorile del Ministero della giustizia;
detto decreto, in particolare, all'articolo 2, comma 1, recita "Le regioni assicurano l'espletamento delle funzioni trasferite con il presente decreto attraverso le Aziende sanitarie locali comprese nel proprio territorio e nel cui ambito di competenza sono ubicati gli istituti e servizi penitenziari e i servizi minorili di riferimento";
al successivo comma 2, poi, aggiunge "le regioni disciplinano gli interventi da attuare attraverso le Aziende sanitarie locali in conformità ai principi definiti dalle linee guida di cui all'allegato A";
il citato Allegato A nel paragrafo "Indicazioni sui modelli organizzativi" testualmente reca "Il D.Lgs 230/1999 prevede che gli obiettivi per la tutela della salute dei detenuti (...) siano precisati nei programmi delle Regioni e delle Aziende sanitarie e realizzati mediante l'individuazione di specifici modelli organizzativi (...) in rapporto alla tipologia e alla consistenza degli istituti di pena ubicati in ciascuna regione. (...) le Regioni (...) individuano strumenti omogenei più idonei per assicurare la necessaria continuità dell'esercizio delle funzioni trasferite";
detto Allegato A, successivamente, nel paragrafo "Monitoraggio e valutazione" specifica che "il fine di valutare l'efficienza e l'efficacia degli interventi (...) viene realizzato in ogni Regione (...) un Osservatorio permanente sulla sanità penitenziaria con rappresentanti della Regione, dell'Amministrazione penitenziaria e della Giustizia minorile, competenti territorialmente senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica";
rilevato che:
l'interrogante in data 22 dicembre 2008 ha presentato l'atto di sindacato ispettivo 3-00462 riguardante le modalità di attivazione del trasferimento della sanità penitenziaria al SSN;
in risposta a tale atto, in data 28 gennaio 2009, l'allora Sottosegretario di Stato per il lavoro, salute e politiche sociali Fazio affermava che per quanto concerne la Sicilia è stato istituito presso l'Assessorato un gruppo di lavoro con il compito precipuo di approfondire le criticità sul territorio e individuare le procedure operative e programmatiche da seguire, e informava che l'azienda Asl 6 ha provveduto a potenziare l'assistenza sanitaria nelle carceri nonché ad ottimizzare le procedure per l'applicazione delle misure alternative alla detenzione per i tossicodipendenti,
l'interrogante chiede di sapere:
se risulti al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, che la Regione Siciliana, in tema di assistenza sanitaria ai detenuti, abbia previsto e compiuto tutto quanto stabilito dalle normative richiamate e, in caso negativo, se e in quali modi intendano intervenire al fine di assicurare che il sistema sanitario penitenziario e almeno i livelli essenziali delle prestazioni sanitarie siano uniformi e omogenei su tutto il territorio nazionale;
in quest'ultimo caso, in considerazione della delicatezza della materia, se ritengano di dover intervenire al fine di consentire l'esecutività delle norme di legge;
se risulti che la responsabilità del mancato recepimento del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° aprile 2008 sia in capo alla Commissione paritetica Stato-Regioni così come affermato dall'Assessore regionale alla sanità siciliana attualmente in carica;
se siano a conoscenza dei risultati prodotti dal gruppo tecnico di lavoro istituito presso l'Assessorato alla sanità della Regione Siciliana citato in risposta all'interrogazione 3-00462 e quali siano le attuali procedure poste in essere in alternativa alla detenzione per i detenuti tossicodipendenti, così come indicato sempre nella risposta all'interrogazione.
(4-03563)
 
 
ATTO CAMERA
INTERPELLANZA 2/00811
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 365 del 04/08/2010
Firmatari
Primo firmatario: BARBARO CLAUDIO
Gruppo: FUTURO E LIBERTA'. PER L'ITALIA
Data firma: 04/08/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/08/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interpellanza 2-00811
presentata da
CLAUDIO BARBARO
mercoledì 4 agosto 2010, seduta n.365

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che:
l'avvocato Paolo Colosimo è accusato di aver fatto da collegamento con il senatore dimissionario del Pdl Nicola Di Gi rolamo, anche lui indagato nell'inchiesta, e con la 'ndrangheta per il riciclaggio;

secondo il giudice delle indagini preliminari firmatario dell'ordinanza di custodia cautelare per l'avvocato Colosimo, le indagini hanno portato alla luce una «organizzazione criminale» che realizzava attività economiche fittizie per svariati miliardi di euro al fine di ottenere crediti d'imposta a vantaggio delle due società di Tlc Fastweb e Telecom Italia Sparkle, controllata interamente da Telecom Italia, che negano ogni addebito. I magistrati sostengono che il denaro frutto della frode fiscale veniva poi riciclato in diverse direzioni;
l'avvocato Colosimo deve rispondere di associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata, minaccia per impedire l'esercizio del diritto di voto aggravata dal metodo mafioso e scambio elettorale aggravato da metodo mafioso;
l'interpellante dopo essersi recato in visita presso la Casa di reclusione di Milano-Opera venerdì 16 luglio, 2010 ha constatato il precario stato di salute dell'avvocato Colosimo e l'inadeguatezza delle cure prestate allo stesso per la grave patologia che lo colpisce;
la normativa vigente prevede che «il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve essere assicurare il rispetto della dignità della persona» -:
quali iniziative di competenza intenda intraprendere affinché vengano verificate le condizioni di detenzione dell'avvocato Colosimo, l'adeguatezza delle cure a lui prestate e le condizioni generali di detenzione.

(2-00811) «Barbaro».
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08351
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 365 del 04/08/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/08/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
04/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/08/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/08/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08351
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 4 agosto 2010, seduta n.365

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro degli affari esteri.
- Per sapere - premesso che:

sono circa 3.000 gli italiani detenuti all'estero; conseguentemente, sono circa 3.000 le famiglie italiane costrette a confrontarsi con legislazioni sconosciute, a dover affrontare ingenti spese legali e di trasferta e a scontrarsi con meccanismi diplomatici spesso incomprensibili;

la procedura di trasferimento dei detenuti all'estero che chiedono di scontare la pena residua nel territorio italiano è regolamentata dalla Convenzione sottoscritta a Strasburgo il 21 marzo 1983, alla quale hanno aderito 63 Paesi;

una delle situazioni peggiori riguarda i nostri connazionali detenuti in India. L'India non solo non ha firmato la Convenzione di Strasburgo ma, di fatto, non ha sottoscritto nessun trattato bilaterale con l'Italia;

è necessario citare qualche dato sulla situazione carceraria in India: 7.468 detenuti sono morti in carcere tra il 2002 ed il 2007 (quattro al giorno); 1.500 morti ogni anno per le torture subite perpetrate dalle guardie carcerarie, dai militari e da funzionari pubblici; sono inoltre praticate torture diffuse: si tratta di casi documentati di pestaggi, elettroshock, tentativi di annegamento, frustate, e per le donne detenute non mancano gli stupri di gruppo;

l'India, a differenza di altri Stati asiatici, si è rifiutata di invitare l'osservatore speciale dell'ONU sulla tortura;

sono diversi gli italiani reclusi in India verso i quali si ha il dovere di intervenire a garanzia di una giusta detenzione -:

se i Ministri interrogati siano a conoscenza di quanto indicato in premessa e come intendano intervenire;

se non ritengano di dovere comunque attivare tutte le procedure utili affinché si possa giungere alla firma di un accordo bilaterale con l'India finalizzato ad una più umana esecuzione della pena ed all'eventuale estradizione in Italia di alcuni nostri connazionali. (4-08351)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08348
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 365 del 04/08/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/08/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
04/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/08/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/08/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08348
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 4 agosto 2010, seduta n.365

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

l'articolo 9 della legge 26 luglio 1975, n. 354, dispone che «Ai detenuti ed agli internati è assicurata un'alimentazione sana e sufficiente, adeguata all'età, al sesso, allo stato di salute, al lavoro, alla stagione, al clima»;

conseguentemente, l'amministrazione penitenziaria provvede al sostentamento dei detenuti; molto spesso i ristretti rifiutano il cibo che viene somministrato dall'amministrazione penitenziaria, ricorrendo così all'acquisto di generi alimentari presso le dispense poste all'interno delle strutture penitenziarie;

gli spacci sono gestiti dalla stessa amministrazione carceraria o da imprese esterne, che stabiliscono i prezzi dei beni in vendita in funzione del costo che gli stessi articoli hanno nella città in cui è ubicato l'istituto;

nei grandi centri urbani, in particolare, i costi di riferimento sono relativi ai prezzi dei punti vendita di grande distribuzione situati nelle vicinanze della struttura penitenziaria (come risulta dalla circolare prot. n. 92342/5.5 del 19 novembre 1998 del Ministero di grazia e giustizia - Dipartimento generale per gli istituti di prevenzione e pena - e successive modifiche ed integrazioni);

i detenuti possono prendere visione dei prodotti in vendita attraverso la consultazione del cosiddetto «modello 72»;

detto modello 72 per ogni tipo di prodotto dovrebbe indicare almeno tre alternative (di prima scelta, medio e di seconda scelta), la marca e il prezzo di vendita;

il modello 72, inoltre, dovrebbe essere aggiornato frequentemente soprattutto per evitare che i prezzi dei prodotti freschi (frutta, verdura, eccetera) vengano stabiliti in funzione dei costi delle primizie che sono superiori;

inoltre, nel corso delle sue numerose visite ispettive presso gli istituti di pena la prima firmataria del presente atto ha ricevuto, e continua a ricevere, numerose segnalazioni di casi in cui i prezzi e la qualità dei prodotti in vendita presso gli spacci degli istituti penitenziari siciliani non corrispondono ai citati parametri -:

se risulti al Ministro interrogato quanto sopra evidenziato e, in caso affermativo, se e quali iniziative intenda intraprendere al fine di garantire un giusto rapporto qualità/prezzo all'interno di tutti gli spacci degli istituti penitenziari.
(4-08348)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08345
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 365 del 04/08/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/08/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
04/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/08/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/08/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08345
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 4 agosto 2010, seduta n.365

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il problema del sovraffollamento nelle carceri italiane è ormai giunto ad una situazione di emergenza;

il numero dei detenuti presenti negli istituti di pena è di circa 69.000 (a fronte di un limite regolamentare di 43.201 e una tollerabilità di 63.702);

tra la popolazione carceraria è consistente il numero dei detenuti tossicodipendenti e, di conseguenza, è alto il rischio di trasmissione di malattie virali, ivi compresa l'AIDS; detti detenuti sono responsabili di reati collegati allo stato dì tossicodipendenza, per il quale risulta l'esecuzione del reato;

in Italia operano molte comunità per il recupero dei tossicodipendenti che riescono, spesso con grande difficoltà, a svolgere il proprio lavoro grazie al sostegno del volontariato e ai finanziamenti dei privati;

alcune comunità ospitano tossicodipendenti in regime di privazione della libertà personale, in stato di detenzione o in condizione di espiazione di pene alternative, oltre ad ex detenuti;

lo Stato italiano per ogni detenuto sostiene una spesa media di circa 51.000 euro l'anno (circa 138 euro al giorno);

lo Stato concede alle comunità di recupero che ospitano detenuti tossicodipendenti il pagamento di 34,07 euro al giorno per ciascun detenuto in regime di arresti domiciliari e di 45 euro al giorno per ciascun recluso che abbia avuto una sentenza di condanna;

lo Stato potrebbe avere almeno tre vantaggi affidando alle comunità di recupero i detenuti tossicodipendenti: il risparmio sul costo della detenzione, il recupero del recluso e l'allontanamento dei predetti detenuti tossicodipendenti dalle carceri;

sembrerebbe che il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, istituito presso il Ministero della giustizia, da circa tre anni sia inadempiente nei confronti delle comunità per il recupero dei tossicodipendenti che hanno accolto sia detenuti in condizione di arresti domiciliari che detenuti con sentenza definitiva;

per questo motivo, a quanto risulta dalla prima firmataria del presente atto, molte comunità terapeutiche avrebbero deciso di non accogliere più persone in stato di detenzione;

le comunità di recupero dei tossicodipendenti svolgono un'attività di sostegno valida ai fini sia del recupero che del reinserimento sociale del reo, che potrebbe rappresentare un'alternativa alla detenzione coerente con le finalità indicate dal terzo comma dell'articolo 27 della Costituzione - il quale recita: «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato» - e dal primo comma dell'articolo 32 della Costituzione - «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti» -:

se risulti al Ministro interrogato che vi sia un ritardo nei pagamenti alle comunità di recupero;

se corrisponda al vero che tale insolvenza abbia indotto dette comunità a ritirare la propria disponibilità ad ospitare i detenuti tossicodipendenti;

se e in che modo ritenga opportuno intervenire al fine di sanare dette insolvenze e riannodare i fili della collaborazione con le comunità di recupero;

se e quali iniziative ulteriori intenda intraprendere per garantire il rispetto degli articoli 27, terzo comma, e 32, primo comma, della Costituzione. (4-08345)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08307
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 363 del 02/08/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 02/08/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
02/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
02/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
02/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
02/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
02/08/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 02/08/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08307
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 2 agosto 2010, seduta n.363

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da un lancio dell'agenzia ADNKRONOS del 28 luglio 2010 un detenuto del carcere di Frosinone ha tentato di suicidarsi legando alle sbarre della finestra i lacci delle scarpe usandoli come cappio;

l'uomo è stato salvato dal tempestivo intervento di un agente di sorveglianza ed è ora ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale di Frosinone dove si trova tuttora nel reparto di terapia intensiva;
la notizia del tentato suicidio è stata resa nota dal segretario regionale della Uil Pa Penitenziari, Daniele Nicastrini, il quale ha dichiarato quanto segue: «Occorre dare atto al personale di Frosinone di aver impedito, con tempestivi interventi, nel giro di poco più di 15 giorni a tre detenuti di portare alle estreme conseguenze i loro insani gesti. Ciò nonostante si sia costretti a lavorare in sotto organico. Evidentemente la professionalità e l'esperienza dei nostri colleghi sopperisce alle lacune degli organici. È del tutto evidente, però, che nel personale ogni giorno si assottigliano le riserve di energie psico-fisiche ed ogni giorno aumentano la frustrazione e la demotivazione per dover lavorare in condizioni oggettivamente penalizzanti. L'istituto continua ad essere sovraffollato con la presenza di oltre 510 detenuti a fronte di una ricettività pari a 315»;

secondo quanto riferito dal garante dei detenuti della regione Lazio, l'uomo era un «nuovo giunto», essendo arrivato in carcere a Frosinone sabato scorso (24 luglio 2010) e, dopo aver sostenuto rinterrogatorio di garanzia davanti al magistrato, è tornato nella sua cella, tentando di impiccarsi alle sbarre della finestra;

nel carcere di Frosinone, a fronte di una capienza regolamentare di 325 posti, sono attualmente reclusi 516 detenuti -:

se intenda avviare una indagine amministrativa interna, al fine di appurare se nei confronti del detenuto che ha tentato il suicidio fossero state messe in atto tutte le misure di sorveglianza previste e necessarie;


in particolare, se presso il carcere di Frosinone sia presente, attivo e funzionante il servizio «nuovi giunti» e se, pertanto, l'aspirante suicida abbia potuto usufruire di un colloquio con lo psicologo all'atto del suo ingresso in carcere e prima dell'assegnazione alla sezione al fine di accertare un suo eventuale rischio autolesionistico o suicidiario;

se e quali misure precauzionali e di vigilanza siano state adottate dall'amministrazione penitenziaria nei confronti del detenuto dopo questo episodio;

se non si intenda adottare o implementare le opportune misure di supporto psicologico ai detenuti, al fine di ridurre sensibilmente gli episodi di suicidio, tentato suicidio e di autolesionismo;

se non ritenga necessario adottare misure urgenti volte a rimuovere il grave sovraffollamento del carcere di Frosinone, in modo da garantire l'esistenza di condizioni minime di vivibilità della struttura, il rispetto pieno degli standard di sicurezza e funzionalità e l'adeguatezza della stessa alle proprie finalità costituzionali. (4-08307)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08306
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 363 del 02/08/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 02/08/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
02/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
02/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
02/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
02/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
02/08/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 02/08/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08306
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 2 agosto 2010, seduta n.363

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

sul quotidiano Il Piccolo del 26 luglio 2010 è apparso un articolo intitolato: «L'appello dei detenuti del Coroneo: qui si scoppia dal caldo»;

l'articolo dà conto di un appello proveniente dai detenuti del carcere di Trieste nel quale si legge quanto segue: «Aiutateci, siamo alla pazzia per il caldo... in soprannumero, non si respira e c'è una doccia solo per ognuno». Il testo continua dicendo che a causa di questa situazione «ci sono più zuffe e atti di autolesionismo»;

nel maggio 2010, a fronte di una capienza di 150 detenuti, il carcere del Coroneo ne ospitava 237, il 60 per cento dei quali stranieri;

non sta meglio la stessa polizia penitenziaria, chiaramente in difficoltà perché a fronte di un organico che dovrebbe essere di 150 agenti ne può presentare sulla carta 132, ma in realtà 120 effettivi, Con la stagione calda si tratta di disfunzioni, ormai quasi istituzionalizzate, che fanno esplodere il malumore e creano tensione tra i detenuti. Nelle celle, ad esempio, non ci sono ventilatori o pale elettriche attaccate al soffitto. Una mancanza che si fa sentire, perché dietro alle sbarre il caldo sa essere davvero insopportabile;

il direttore del carcere, Enrico Sbriglia ha dichiarato: «Certo la sensazione del caldo è più forte dentro di quella che si può avvertire fuori. Non c'è l'aria condizionata e onestamente la vorrei. È un dato scientifico, una temperatura sopportabile evita il nervosismo eccessivo, avere impianti di condizionamento sarebbe solo una cosa di buon senso. Le docce? Per legge hanno diritto a una al giorno ma possono farne anche di più. Il sovraffollamento c'è, ma riguarda tutte le carceri, che ospitano 70 mila detenuti dove ce ne starebbero al massimo 46 mila, e molti sono stranieri. Ma da qui a rappresentare una situazione fuori controllo ce ne corre. Ma come, non c'era l'altro giorno sulle «Segnalazioni» quella signora che si lamentava per i detenuti che urlano, parlano d'amore o giocano a ping-pong? Non mi pare il ritratto di una struttura in sofferenza.» -:

quali dati aggiornati siano a disposizione del Governo in relazione alla situazione riscontrata presso il carcere di Trieste, con particolare riguardo al numero di detenuti effettivamente presenti nella struttura e al tasso di sovraffollamento in essa riscontrato;

quali urgenti iniziative intenda assumere per garantire normali condizioni di vita ai detenuti ed agli operatori della casa circondariale triestina; in particolare, entro quali tempi preveda che l'istituto possa rientrare nella dimensione regolamentare dei posti previsti;

se non ritenga opportuno, nell'immediato, munire ogni cella di adeguati ventilatori nonché garantire ai detenuti la possibilità di fare la doccia tutti i giorni e di trascorrere più ore al di fuori delle celle nel corso della giornata. (4-08306)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08295
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 363 del 02/08/2010
Firmatari
Primo firmatario: PORTA FABIO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 02/08/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
02/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
02/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
02/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
02/08/2010
PARTITO DEMOCRATICO
02/08/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 02/08/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08295
presentata da
FABIO PORTA
lunedì 2 agosto 2010, seduta n.363

PORTA, BUCCHINO, GIANNI FARINA, FEDI, GARAVINI e NARDUCCI. -
Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

in data 27 marzo 2008 tra l'Italia e il Brasile è stato firmato, dopo un laborioso negoziato, un accordo in materia di trasferimento delle persone condannate, in base al quale i cittadini dei due Stati potranno scontare la pena nei rispettivi Paesi di origine;

già dal dicembre del 2007 il Ministero della giustizia ha inviato al Ministero degli affari esteri la prescritta documentazione, consistente, tra l'altro, nelle relazioni illustrativa, tecnico-normativa, di impatto sulla regolamentazione, di concerto con l'ufficio contabile;

il 21 settembre 2009 il Ministero degli affari esteri ha richiesto al dipartimento per gli affari legislativi della Presidenza del Consiglio l'iscrizione del provvedimento all'esame del Consiglio dei ministri;

il Consiglio dei ministri non ha finora approvato il disegno di legge di ratifica del trattato, da presentare alle Camere per la definitiva approvazione;

il provvedimento sostanzialmente non comporta oneri aggiuntivi dal momento che i detenuti brasiliani in Italia pare siano in maggior numero di quelli italiani in Brasile, con la conseguenza di una sostanziale compensazione degli oneri;

il trasferimento nei nostri istituti di pena dei detenuti italiani attualmente nelle carceri brasiliane è molto atteso dai soggetti interessati e dalle loro famiglie, per ragioni legate al trattamento dei reclusi e alla maggiore comodità di accesso agli istituti -:

quali siano le ragioni del ritardo nella presentazione del disegno di legge di ratifica alle Camere ed entro quali tempi si intenda procedere in tal senso. (4-08295)
 
 
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03597
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 419 del 04/08/2010
Firmatari
Primo firmatario: CAMBER GIULIO
Gruppo: IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 04/08/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/08/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03597
presentata da
GIULIO CAMBER
mercoledì 4 agosto 2010, seduta n.419
CAMBER - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
l'afa e le temperature torride di queste settimane hanno avuto pesanti ripercussioni anche nell'ambito del carcere del Coroneo, di Trieste;
è emersa, infatti, in tutta la sua gravità la difficile situazione dovuta al soprannumero di detenuti rinchiusi nel carcere del capoluogo giuliano ove, a fronte di una capienza di 150 detenuti, ne sono ospitati 237;
anche il personale di sorveglianza e custodia si trova in difficoltà perché a fronte di un organico che dovrebbe essere di 159 agenti può disporre di soli 120 sulla carta, in quanto un certo numero è assente per convalescenze "lunghe" disposte dalle competenti Commissioni medico-ospedaliere militari, altri agenti, almeno una decina, sono giornalmente impegnati nel Nucleo traduzione e piantonamenti e altri sono distaccati in altri istituti;
i detenuti hanno rivolto un appello, pubblicato anche sulla stampa locale il 26 luglio 2010, ove hanno sottolineato come, a causa del gran caldo, il soprannumero e la carenza di docce nelle stanze detentive, nonché la mancanza di ventilatori o pale da soffitto, la vivibilità del carcere sia allo stremo e come da tale situazione scaturiscano condotte intemperanti nei confronti sia del personale penitenziario che dei compagni di detenzione, determinando liti, zuffe e perfino atti di autolesionismo;
il direttore del carcere, dottor Enrico Sbriglia, anche al fine di tranquillizzare l'opinione pubblica, affinché non vi fossero esagerazioni sul reale stato delle cose, indipendenti dal modo corretto e rispettoso delle regole con il quale il personale penitenziario tratta la popolazione detenuta, ha confermato che certamente la sensazione del caldo è più forte dentro di quella che si può avvertire fuori, non c'è l'aria condizionata e onestamente la vorrebbe. Inoltre, ha affermato che una temperatura sopportabile evita il nervosismo eccessivo e che quindi avere impianti di condizionamento sarebbe solo una cosa di buon senso;
le condizioni meteorologiche che da qualche anno caratterizzano la stagione estiva con temperature e tasso di umidità elevati sono, a detta degli esperti, destinate a rinnovarsi nei prossimi anni;
la situazione del carcere di Trieste non rappresenta un unicum nel panorama italiano; il sovraffollamento riguarda tutte le case circondariali sparse sul territorio nazionale, che come già ampiamente denunciato si troveranno ad ospitare, tra non molto, se non superare, complessivamente le 70.000 unità di detenuti dove, invece, ce ne starebbero al massimo 46.000,
si chiede di sapere:
quali concrete, urgenti iniziative possano essere assunte, attraverso l'individuazione di idonee risorse, per garantire condizioni di vita e di lavoro accettabili agli operatori ed ai detenuti della Casa circondariale triestina: specificamente, se sia possibile dotare in tempi brevi le celle del carcere di Trieste (così come di tutti gli altri carceri che versino nella medesima situazione) quantomeno di ventilatori o pale da soffitto (se non di veri e propri impianti di aria condizionata) così da mitigare gli effetti fisici e psichici provocati al caldo torrido, scongiurando situazioni di tensione all'interno della struttura di detenzione;
se si preveda la realizzazione di docce almeno nelle stanze detentive collettive, onde consentire ai detenuti di poter vivere con minore problematicità la carcerazione che, altrimenti, rischierebbe di essere costituita non solo dalla soppressione della libertà personale ma anche dal disagio costituito dal non poter effettuare, quando necessario, le personali abluzioni.
(4-03597)
 
 
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03563
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 417 del 02/08/2010
Firmatari
Primo firmatario: FLERES SALVO
Gruppo: IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 02/08/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
IL POPOLO DELLA LIBERTA'
02/08/2010
FUTURO E LIBERTA' PER L'ITALIA
02/08/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 02/08/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03563
presentata da
SALVO FLERES
lunedì 2 agosto 2010, seduta n.417
FLERES, ALICATA, CONTINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e della salute - Premesso che il dato relativo ai suicidi nelle carceri italiane registra un continuo aumento;
premesso, inoltre, che:
in Sicilia, in particolare, a fronte di un elevato numero di detenuti e una carenza nell'organico degli agenti di custodia, vi sarebbe, secondo la denuncia del Garante per la tutela dei diritti dei detenuti, anche l'assenza degli psicologi;
secondo il predetto Garante, inoltre, la Regione non avrebbe provveduto a dare attuazione alle disposizioni che trasferiscono le competenze della sanità penitenziaria al Servizio sanitario nazionale (SSN);
considerato che il Garante è intervenuto in tale materia con le segnalazioni di seguito elencate:
1) 26 settembre 2007, prot. 459, con lettera inoltrata all'Assessore regionale alla sanità per prospettare gli scenari possibili a seguito del passaggio della sanità penitenziaria al SSN, che non ha ottenuto risposta;
2) 8 settembre 2008, prot. 1731, con lettera inoltrata all'Assessore regionale alla sanità per conoscere quali provvedimenti amministrativi e/o legislativi erano stati posti in essere per garantire il predetto passaggio a seguito dell'entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° aprile 2008. In risposta a tale lettera c'è la nota dell'8 ottobre 2008, prot. 5688/GAB, dell'Assessore alla sanità (indirizzata all'ufficio del Garante), dove viene evidenziato che "solo a seguito delle determinazioni assunte dalla Commissione paritetica istituita ai sensi dell'art. 43 dello Statuto regionale" potranno essere emanate le successive disposizioni in materia;
3) 7 novembre 2008, prot. n. 2641, risposta alla citata nota dell'Assessore nella quale vengono manifestate numerose perplessità rispetto alle conclusioni cui è pervenuto e dove, comunque, non è previsto alcun intervento di carattere amministrativo;
4) 1° dicembre 2008, prot. 2756, lettera inoltrata ai Presidenti delle Commissioni bilancio e sanità dell'Assemblea regionale siciliana affinché, anche attraverso il supporto dell'ufficio del Garante, provvedessero ad inserire nella manovra finanziaria apposita norma, cui non è stata data risposta. Tuttavia, il 22 dicembre 2008, prot. 4489, vi è una lettera dell'Assessorato alla sanità nella quale viene comunicata l'intenzione di costituire un tavolo tecnico che possa occuparsi della materia dove è chiesta la presenza di un rappresentante dell'ufficio del Garante;
5) l'11 marzo 2009, prot. 675, lettera inoltrata al Presidente della Regione, al Presidente dell'Assemblea, all'Assessore alla sanità ed ai Presidenti delle Commissioni bilancio e sanità dell'ARS per sottoporre l'intera problematica, cui non si dà nessuna risposta;
6) 4 dicembre 2009, prot. 3710, lettera inoltrata all'Assessore alla sanità di sollecito: nessuna risposta;
7) 21 dicembre 2009, prot. 3908, lettera inoltrata al Presidente dell'ARS e Presidenti delle Commissioni bilancio e sanità, di sollecito: nessuna risposta;
8) 17 maggio 2010, prot. 1631 lettera inoltrata al Presidente della Regione e all'Assessore alla sanità, sempre di sollecito, cui non si dà nessuna risposta;
9) il tavolo tecnico, istituito a seguito della citata nota prot. 4489 del 22 dicembre 2008, presso l'Assessorato regionale alla sanità, è stato convocato soltanto quattro volte e non è pervenuto ad alcuna conclusione, tanto che la Sicilia è rimasta l'unica Regione a non aver ancora posto in essere alcun provvedimento in materia;
considerato, inoltre, che:
il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° aprile 2008, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 maggio 2008, che disciplina "Modalità e criteri per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie, delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria", prevede che siano trasferite al SSN tutte le funzioni sanitarie svolte dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dal Dipartimento della giustizia minorile del Ministero della giustizia;
detto decreto, in particolare, all'articolo 2, comma 1, recita "Le regioni assicurano l'espletamento delle funzioni trasferite con il presente decreto attraverso le Aziende sanitarie locali comprese nel proprio territorio e nel cui ambito di competenza sono ubicati gli istituti e servizi penitenziari e i servizi minorili di riferimento";
al successivo comma 2, poi, aggiunge "le regioni disciplinano gli interventi da attuare attraverso le Aziende sanitarie locali in conformità ai principi definiti dalle linee guida di cui all'allegato A";
il citato Allegato A nel paragrafo "Indicazioni sui modelli organizzativi" testualmente reca "Il D.Lgs 230/1999 prevede che gli obiettivi per la tutela della salute dei detenuti (...) siano precisati nei programmi delle Regioni e delle Aziende sanitarie e realizzati mediante l'individuazione di specifici modelli organizzativi (...) in rapporto alla tipologia e alla consistenza degli istituti di pena ubicati in ciascuna regione. (...) le Regioni (...) individuano strumenti omogenei più idonei per assicurare la necessaria continuità dell'esercizio delle funzioni trasferite";
detto Allegato A, successivamente, nel paragrafo "Monitoraggio e valutazione" specifica che "il fine di valutare l'efficienza e l'efficacia degli interventi (...) viene realizzato in ogni Regione (...) un Osservatorio permanente sulla sanità penitenziaria con rappresentanti della Regione, dell'Amministrazione penitenziaria e della Giustizia minorile, competenti territorialmente senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica";
rilevato che:
l'interrogante in data 22 dicembre 2008 ha presentato l'atto di sindacato ispettivo 3-00462 riguardante le modalità di attivazione del trasferimento della sanità penitenziaria al SSN;
in risposta a tale atto, in data 28 gennaio 2009, l'allora Sottosegretario di Stato per il lavoro, salute e politiche sociali Fazio affermava che per quanto concerne la Sicilia è stato istituito presso l'Assessorato un gruppo di lavoro con il compito precipuo di approfondire le criticità sul territorio e individuare le procedure operative e programmatiche da seguire, e informava che l'azienda Asl 6 ha provveduto a potenziare l'assistenza sanitaria nelle carceri nonché ad ottimizzare le procedure per l'applicazione delle misure alternative alla detenzione per i tossicodipendenti,
l'interrogante chiede di sapere:
se risulti al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, che la Regione Siciliana, in tema di assistenza sanitaria ai detenuti, abbia previsto e compiuto tutto quanto stabilito dalle normative richiamate e, in caso negativo, se e in quali modi intendano intervenire al fine di assicurare che il sistema sanitario penitenziario e almeno i livelli essenziali delle prestazioni sanitarie siano uniformi e omogenei su tutto il territorio nazionale;
in quest'ultimo caso, in considerazione della delicatezza della materia, se ritengano di dover intervenire al fine di consentire l'esecutività delle norme di legge;
se risulti che la responsabilità del mancato recepimento del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° aprile 2008 sia in capo alla Commissione paritetica Stato-Regioni così come affermato dall'Assessore regionale alla sanità siciliana attualmente in carica;
se siano a conoscenza dei risultati prodotti dal gruppo tecnico di lavoro istituito presso l'Assessorato alla sanità della Regione Siciliana citato in risposta all'interrogazione 3-00462 e quali siano le attuali procedure poste in essere in alternativa alla detenzione per i detenuti tossicodipendenti, così come indicato sempre nella risposta all'interrogazione.
(4-03563)
 
 Damiano Bellucci