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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/09/2010  -  stampato il 06/12/2016


Poliziotti Penitenziari distressed !

Da qualche anno, assistiamo ad un crescendo di problemi cardiaci negli appartenenti alla polizia penitenziaria. Giovani, quarantenni, apparentemente in buona salute, che ad un tratto vengono colpiti da infarto (ultimo caso mortale a Palermo Pagliarelli) o da sindromi cardiache gravi.

E’ proprio di questi giorni la notizia che, uno studio dell’Università olandese di Tilburg afferma chei soggetti con qualche problema di cuore e ''personalità  D'' - dall'inglese ''distressed'', ovvero ''stressati'', e segnati da pessimismo ed inibizione sociale - corrono rischi tre volte più alti di sviluppare serie patologie cardiache in futuro.
 
Lo studio dell'Università' di Tilburg (Paesi Bassi) guidato da Johan Denollet è pubblicato su Circulation, la rivista ufficiale dell'American Heart Association, che ha incrociato i dati di più di 6.000 persone affette da problematiche cardiache di vario tipo e con personalità D.
 
 Dalla ricerca è emerso che i soggetti ''distressed'' corrono anche un rischio tre volte maggiore di sviluppare condizioni psicologiche come depressione e ansia. La spiegazione, affermano i ricercatori, sarebbe nel fatto che i pazienti di tipo D rispondono in modo diverso allo stress cardiovascolare.
 
Fino ad oggi, di fronte ad un attacco cardiaco che coglie colleghi in servizio, i primi sono i direttori a dire che “il servizio non c’entra niente” e che probabilmente avevano dei difetti congeniti, o forse il fumo o forse chissà che altro.
 
Da tempo dalle colonne di questo giornale lanciamo delle grida d’allarme sui suicidi del personale, sul grave rischio cardiovascolare; grida d’allarme che restano perlopiù inascoltate, salvo l’emanazione di qualche circolare sul benessere degli agenti, inapplicabile nella convulsa realtà carceraria.
 
Ci resta solo una magra consolazione e cioè quella che pur non essendo dei medici o addirittura degli scienziati (come la maggior parte dei nostri direttori e dirigenti penitenziari) abbiamo intuito che ci doveva essere per forza un nesso tra i vari casi che colpiscono gli appartenenti alla polizia penitenziaria e lo stress del servizio e il pessimismo sul futuro del Corpo che ci avvince tutti quanti.