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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/09/2010  -  stampato il 05/12/2016


Revisione dell'Equo Indennizzo

Se nella definizione della pensione privilegiata la categoria è stata modificata, ad esempio dalla 7ª alla 5ª,  il pubbico dipendente, nel caso di aggravamento della menomazione, ancorché accertato dopo la cessazione dal servizio, ha titolo a chiedere, per una sola volta, la revisione del beneficio già goduto. 
La relativa domanda deve essere inoltrata all’Amministrazione di appartenenza (ovvero all’ultimo Ente amministrativo) entro il termine di 5 anni dalla data in cui è stato notificato il primo decreto di equo indennizzo. 
Ovviamente, la revisione dell’equo indennizzo è ammessa se la menomazione aggravata venga ascritta, a una categoria superiore a quella precedentemente attribuita. 
In sede di liquidazione del successivo equo indennizzo viene detratto quanto liquidato in precedenza. 

Va da sé che, qualora non fosse stato erogato alcun equo indennizzo, lo stesso spetta nella misura corrispondente alla nuova categoria accertata senza detrazioni.